Zlatko Komadina: «Critiche superficiali. Sì, mi ricandido»

Il presidente della Regione litoraneo-montana risponde a chi lo accusa di essere uno dei colpevoli della debacle dell’SDP e rilancia

Zlatko Komadina ricopre l'incarico di ff di presidente Del partito socialdemocratico (SDP)

Emergenza sanitaria, crisi del settore economico, la clamorosa sconfitta alle elezioni parlamentari, i problemi all’interno dell’SDP, critiche e attacchi per la situazione nel Centro regionale per la gestione dei rifiuti di Marišćina. Il 2020 non può definirsi un anno fortunato nemmeno per il presidente della Regione litoraneo-montana, Zlatko Komadina, il quale però non si demoralizza. Risponde alle fracciatine lanciate da Vojko Obersnel e si prepara a ricandidarsi alle elezioni amministrative dell’anno prossimo.
Presidente, come giudica la situazione nei settori dell’economia e della piccola e media impresa colpiti dalla crisi provocata dall’emergenza sanitaria? Quali sono i problemi e quali misure ha messo in atto la Regione?
“Per quanto riguarda il quadro epidemiologico, la situazione è stabile e non desta preoccupazioni. In questi giorni il numero complessivo è sceso ulteriormente e molto presto non ci saranno persone contagiate. La situazione è tale grazie in primis all’ottima organizzazione delle istituzioni sanitarie, della Casa della salute e della disciplina sia dei cittadini che dei turisti che soggiornano nella nostra Regione. Il settore dell’economia, invece, deve affrontare problemi seri, soprattutto i piccoli e medi imprenditori i quali hanno subito maggiormente le conseguenze della crisi. Per questo motivo la Regione ha assicurato 7 milioni di kune a fondo perduto per gli imprenditori che durante il lockdown hanno avuto gravi perdite finanziarie. L’epidemia ha influito molto sull’attività economica in Regione per cui è stata valutata la necessità di nuove misure per il 2020, con l’obiettivo di risolvere il problema della liquidità, ridurre le conseguenze della crisi, riavviare l’attività e la competitività del settore della piccola e media impresa. La Regione ha reagito tempestivamente e già alla fine di aprile sono state definite le misure di sostegno, destinate soprattutto agli imprenditori e artigiani che hanno investito mezzi propri per l’acquisto dell’attrezzatura necessaria già prima dello scoppio dell’epidemia, ma anche a tutti gli altri che si sono trovati in difficoltà a causa delle spese sostenute. Siamo stati l’unica Regione a essere venuta incontro agli imprenditori dando la possibilità di un rimborso delle spese (40mila kune a fondo perduto) per gli investimenti effettuati prima della crisi provocata dall’emergenza sanitaria, ovvero nel momento in cui questa forma si sostegno era di fondamentale importanza. In un primo momento sono stati assicurati due milioni poi, con l’assestamento del Bilancio, ne sono stati messi a disposizione altri quattro, per un valore complessivo di 6,4 milioni di kune. Sono state approvate 47 richieste provenienti dal Gorski kotar e altre 99 di altre zone rurali. La somma è stata suddivisa tra 209 imprenditori, di cui 63 del Gorski kotar, ai quali sono andati due milioni di kune e 146 delle isole e del litorale (4,4 milioni). In media ognuno ha ricevuto circa 30mila kune.”
Qual è la situazione nel Centro regionale per la gestione dei rifiuti di Marišćina? Come mai il report dell’Istituto per la salute pubblica a febbraio è stato pubblicato appena recentemente?
“All’ultima seduta dell’Assemblea regionale è stato ribadito che in questo caso lo Stato si è lavato le mani e ci ha abbandonati. La soluzione è nelle mani dello Stato. Purtroppo in questo momento non esiste la possibilità di piazzare sul mercato le materie prime seconde e i combustibili derivati dai rifiuti perché lo Stato non ha risolto il problema della centrale elettrica e nemmeno dell’accesso al mercato. Ricordiamoci infatti che Marišćina è un progetto statale. I consiglieri hanno approvato la mia proposta di realizzare uno studio sull’impatto del Centro sulla salute degli abitanti delle frazioni limitrofe al fine di valutare il livello di esposizione al rischio delle persone rispetto agli altri abitanti della Regione. Lo studio verrà condotto dalla Casa regionale della salute pubblica. L’Assemblea regionale verrà informata sugli esiti al massimo 15 giorni dopo la realizzazione dell’analisi. I mezzi verranno assicurati dal Bilancio regionale. Inoltre, l’Assemblea ha approvato un’altra delibera: nel caso in cui non fosse possibile assicurare condizioni sicure per l’ambiente e le persone, oppure non ci fosse la volontà di trovare una soluzione al problema, al Ministero dell’Ambiente verrà richiesto di assicurare le condizioni per la chiusura dell’impianto e di trovare una soluzione alternativa per la gestione dei rifiuti”.
Recentemente l’Assemblea regionale aveva assegnato la concessione per la spiaggia cittadina di Crikvenica alla società Tetka Filumena per un periodo di 20 anni. Il Ministero, però, ha respinto questa decisione e quindi il procedimento di assegnazione deve venire ripetuto. Come mai?
“Questa è una domanda da porre al Ministero competente. Confesso, però, che è significativo il fatto che il Ministero, in questo caso, abbia portato questa decisione nell’arco di tre giorni, mentre solitamente bisogna attendere anche più di un anno le risposte per altre importanti concessioni. Per il momento la spiaggia viene gestita dalla Città di Crikvenica, alla quale nessuno vieta di sistemarla a piacere e, anzi, ha il dovere di occuparsi della sua manutenzione fino a quando non verrà data in concessione dal momento che è parte del demanio marittimo”.
Come spiega la debacle dell’SDP alle elezioni parlamentari?
“Qualcuno deve vincere e qualcun altro perdere. Purtroppo questa volta l’SDP con i suoi partner ha perso perché hanno fatto la comparsa nuovi partiti di sinistra e l’HDZ è riuscito a ottenere i voti degli elettori del centro. Bisogna anche considerare la scarsa affluenza alle urne. Evidentemente molti elettori della sinistra hanno preferito non recarsi alle urne, sia a causa dell’emergenza epidemiologica, sia a causa della stagione estiva e delle ferie. Quando le persone hanno paura temono i cambiamenti. La crisi causata dal coronavirus è stata sfruttata dal governo attuale per autopromuoversi”.
Come mai Lei si è candidato nelle settima circoscrizione elettorale e non nell’ottava, nella quale il candidato dell’HDZ era Oleg Butković?
“Perché no? In diversi cicli elettorali ero capolista nell’ottava circoscrizione elettorale. Nel 2011 avevamo ottenuto il migliore risultato di sempre, addirittura 11 mandati. Siccome una parte della Regione litoraneo-montana fa parte della settima circoscrizione, per me, come presidente, questa è stata un’occasione per visitare i miei elettori anche durante la campagna elettorale e aiutare i colleghi. Nella lista dell’ottava circoscrizione figuravano candidati che hanno avuto l’occasione di continuare con i risultati di successo da me ottenuti nei precedenti cicli elettorali. Sono d’accordo sul fatto che è insensato che la Regione litoraneo-montana sia divisa in due circoscrizioni elettorali. La settima include una parte del circondario di Fiume e del Gorski kotar, nonché Novi Vinodolski e l’entroterra, come pure la Regione di Karlovac e una parte di quella di Zagabria e della Città di Zagabria. L’ottava, invece, include la Città di Fiume, le isole e l’Istria”.
Il sindaco Vojko Obersnel sostiene che Lei, Rajko Ostojić e Davor Bernardić siate i principali colpevoli per le spaccature e i problemi all’interno dell’SDP. Inoltre, il sindaco la invita a non ricandidarsi più per nessuna carica. Lei come risponde?
“Non sono d’accordo. Si tratta di superficialità e cattiveria: l’attacco è la miglior difesa. Tutti hanno diritto alla propria opinione. Le mie posizioni sono conosciute a tutti coloro i quali hanno a cuore l’SDP. Questo partito è formato da tutti i membri, non nostri o vostri, ma tutti noi. Sono sempre stato una persona responsabile. È orrendo il comportamento da avvoltoi di alcuni miei colleghi”.

Komadina vuole rimanere presidente della Regione litoraneo-montana. Foto Ivor Hreljanović

Al Sabor sono stati eletti pochissimi rappresentanti di Fiume e della Regione. Come lo spiega? È forse arrivato il momento per il “restart” dell’SDP cittadino, regionale e nazionale?
“I deputati della Regione litoraneo-montana sono nove. Non mi sembra così poco. Dopo ogni ciclo elettorale bisogna sedersi attorno a un tavolo per concordare le strategie e i piani per il futuro. Le elezioni sono un esame e sono i cittadini ad assegnare il voto con le loro preferenze. Questo voto deve venire rispettato e dobbiamo interpretarlo come una motivazione e un consiglio su come procedere in futuro”.
A breve verrà scelta la nuova dirigenza dell’SDP nazionale. Per il momento Peđa Grbin è l’unico candidato. Mirela Ahmetović, sindaca del Comune di Castelmuschio, ha intenzione di candidarsi?
“A queste domande risponderanno coloro che hanno intenzione di candidarsi”.
L’anno prossimo ci saranno le elezioni amministrative. Ha intenzione di ricandidarsi?
“Mi candiderò come presidente della Regione perché l’ho promesso ai cittadini, ma anche perché è quello che si aspettano da me i miei colleghi e colleghe di partito, come pure i partner di coalizione”.

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