Vojko Obersnel: «Continuerò a svolgere attività politica»

Ultimo incontro con i media da sindaco, dopo 21 anni a Palazzo municipale. Proposto il bilancio dei mandati

Conferenza stampa di commiato a Palazzo municipale

Correva l’anno 2000 quando, il 3 gennaio, gli elettori decretarono la fine, provvisoria, del dominio HDZ. Nel nuovo governo il premier Ivica Račan volle avere accanto l’allora sindaco di Fiume Slavko Linić che accettò l’incarico. All’epoca il sindaco non veniva eletto direttamente, per cui venne designato come suo erede Vojko Obersnel che da un anno ricopriva l’incarico di assessore alla sanità e agli affari sociali. Ieri Obersnel ha convocato l’ultima conferenza stampa ordinaria da primo cittadino. In poco più di mezz’ora ha ripercorso gli ultimi 21 anni, elencando quelle che ritiene le cose più importanti che si lascia dietro. Ha iniziato, anticipando l’inevitabile domanda sull’argomento, con il terminal bus in Žabica, un progetto mai realizzato.

 

”Me ne rammarico, ma ripeto una volta ancora che se dovessi tornare indietro rifarei tutto. Dovendo scegliere tra le opere realizzate per lo sport e per la cultura e il terminal bus, non avrei alcun dubbio”. Obersnel ha ringraziato i dipendenti nell’amministrazione cittadina, i più stretti collaboratori, i direttori delle aziende municipalizzate e degli enti di cui la Città è fondatrice, ma in modo particolare i rappresentanti dei media che lo hanno seguito, chi più e chi meno, per oltre due decenni. “Naturalmente, un grazie va ai cittadini che mi hanno dato il voto a tutte le elezioni a cui ho partecipato ribadendo la fiducia nei miei confronti. Al primo posto c’era sempre l’interesse di Fiume e dei cittadini. Per questo motivo non ho mai voluto lasciare la città anche se in alcune circostanze ci sono state delle offerte. Mi sono sempre sentito in debito nei confronti dei cittadini che mi hanno eletto. La mia decisione di ritirarmi risale a quattro anni fa quando avevo annunciato che il mandato in scadenza sarebbe stato per me l’ultimo. Come avrete potuto capire, sono uno che cambia difficilmente idea. Credo che 21 anni possano bastare, va lasciato spazio a qualcuno più giovane. Il fatto che non sarò più sindaco non significa che me ne vado da Fiume. Continuerò a svolgere la mia attività politica e resterò quello che sono sempre stato, chiaro, aperto e senza compromessi nel difendere le mie posizioni. A voi rappresentanti dei media il merito di avere informato regolarmente i cittadini, contribuendo a stabilire un buon livello di comunicazione”.

Tra Obersnel e i media il rapporto è stato sostanzialmente corretto, anche se non sono mancati momenti di tensione, delle scintille: “I media sono stati anche un fattore correttivo, indirizzando anche me a comunicare meglio, in modo più chiaro e aperto. Lascio un’amministrazione che a sua volta ha raggiunto un livello molto alto di disponibilità e accessibilità nei confronti dei giornalisti. Si danno delle risposte a tutte le domande anche se talvolta ciò non è per nulla semplice. Abbiamo costruito un rapporto di fiducia reciproca, qualche volta con delle scintille che, in fondo, fanno parte del gioco. È anche colpa del mio carattere che è quello che è. Tante cose si possono cambiare, ma il carattere no e credo che sia un bene. Grazie a voi, alla nostra collaborazione, ho ottenuto un risultato a cui tengo molto, cioè assicurare la massima trasparenza possibile dell’amministrazione cittadina. Non ci sono segreti. Rispondiamo anche a quelle domande che per noi non sono troppo simpatiche”.

Non elencheremo tutte le opere a cui Obersnel ha contribuito nei suoi 21 anni alla guida della città. Semmai, siamo curiosi di capire quale sarà il suo futuro. Gli abbiamo suggerito di iscriversi a una bocciofila. Scherzi a parte, il sindaco uscente, come vicepresidente della sezione fiumana dell’SDP, annuncia di volere restare attivo a Fiume, ma anche pronto a uscire dalle mura cittadine qualora i membri del suo partito dovessero proporgli qualcosa, magari alle prossime elezioni. Nell’immediato, però, quale sarà il suo ruolo? Marko Filipović, vicesindaco negli ultimi due mandati, è cresciuto politicamente accanto a Obersnel. Sarà quest’ultimo e “condurre le danze” dalle retrovie? È una tesi ricorrente, soprattutto tra le file delle formazioni politiche avversarie. ”Avevo detto che aiuterò Filipović quando sarà sindaco. Non ho dubbi sul suo successo. Non ho alcuna intenzione di fare il sindaco da dietro le quinte e sono convinto che ciò non verrebbe mai accettato da Marko Filipović. Ho vissuto anch’io qualcosa del genere. Quando diventai sindaco in molti erano convinti che fossi telecomandato da Slavko Linić. Io ho avuto la mia visione e le mie idee così come le ha Marko Filipović. Se dovesse avere bisogno di me, della mia esperienza e delle mie competenze, sarò pronto ad aiutarlo”.

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