Vlado Prskalo «Si parte con la riforma scolastica»

Ivor Hreljanović

“Il sistema scolastico nazionale sta per entrare nel processo di riforma. La prima fase riguarderà tutte le scuole d’avviamento professionale, che sono chiamate ad ammodernarsi per venire incontro alle necessità del mondo del lavoro. Inizialmente si lavorerà in modo specifico nei settori dell’agricoltura, dell’ingegneria, dell’elettrotecnica, della sanità e delle tecnologie IT, per poi completare l’opera comprendendo anche gli altri”. Questo quanto affermato dall’aiuto ministro della Scienza e dell’Istruzione, Vlado Prskalo, in occasione di un incontro, svoltosi nel Primo ginnasio croato di Sušak, con i presidi delle scuole di cui la Regione è fondatore.

“In questi giorni l’aiuto ministro visiterà tutte le nostre scuole che offrono dei programmi d’avviamento professionale, con l’intento di monitorare la situazione. Per noi si tratta di una grande occasione, che siamo pronti a cogliere. Sentiamo una grande necessità di questa riforma e per questo non vediamo l’ora che si inizi con i lavori”, ha dichiarato Marina Medarić, vicepresidente della Regione litoraneo-montana.

Si parte subito

“Entro la fine di maggio pubblicheremo i bandi di concorso per la fondazione dei Centri di competenza, che verranno istituiti in ogni Regione a partire da settembre. Nel giro di due o tre anni tutto dovrebbe essere pronto, compreso il restauro degli edifici scolastici, i contratti di collaborazione con le aziende e la formazione del personale didattico. Vogliamo fare le cose in grande e vogliamo farle bene, per questo non è il caso di affrettare i lavori. Nel frattempo gli istituti d’avviamento professionale possono già attingere ai mezzi a loro riservati”, ha precisato Prskalo.
“Le scuole avranno a disposizione 130 milioni di euro, ossia quasi 1 miliardo di kune. Questi mezzi serviranno per lavorare in modo specifico all’interno di ogni Regione, dove abbiamo messo insieme delle squadre di esperti che seguiranno l’attuazione della riforma a livello locale. Sarà necessario abilitare tutto il personale didattico, come pure i presidi. Inoltre, dovremo volgere l’attenzione anche su come i ragazzi verranno accolti nelle varie aziende per i tirocini, in quanto questa riforma implementerà a tutti gli effetti il sistema duale in voga in Germania, Austria e in altri Paesi”, ha osservato l’aiuto ministro.

Una riforma totale

“Negli ultimi 25 anni in questo Paese c’è stata una progressiva perdita di fiducia negli istituti preposti all’avviamento professionale. Questo è dovuto in parte alla pressione dei genitori affinché i ragazzi si iscrivano all’Università, ma anche alla scarsa collaborazione tra le Camere d’Economia e dell’Artigianato con le scuole. Dobbiamo invertire la tendenza perché sul mercato del lavoro le competenze specifiche sono molto ricercate. Non ci aspettiamo di riuscire a colmare tutte le lacune dall’oggi al domani, ma con un po’ di pazienza vedrete che queste mosse daranno i loro frutti. Abbiamo intenzione di fornire ai giovani tutto il necessario per formarsi, a partire da scuole moderne e aziende competenti, per finire con delle borse di studio e dei posti di lavoro che li aspettano. Il sistema duale consiste proprio in questo, nel mettere gli allievi delle scuole in condizione di lavorare già a partire dal secondo anno di studi, facendo più pratica che teoria al terzo anno e andando al lavoro in maniera regolare sul finire del percorso formativo. Il tutto con degli stipendi che non saranno più simbolici, bensì dignitosi”, ha concluso Prskalo.

Collaborazione è la parola chiave

“La Camera dell’Artigianato è ben cosciente della difficile situazione in cui ci troviamo e della grande discrepanza fra le richieste del mondo del lavoro e ciò che le scuole mettono sul mercato – ha dichiarato il presidente della Camera dell’Artigianato di Fiume, Dalibor Kratohvil -. Negli scorsi anni abbiamo più volte chiesto una riforma di questo tipo, evidenziando la necessità di istituire un sistema duale e di abolire le licenze di lavoro per categorie specifiche. 
Ora siamo sulla strada giusta. Sappiamo che la situazione non potrà cambiare in poco tempo, ma nel giro di un paio d’anni tutto dovrebbe migliorare. Siamo molto fiduciosi, se lavoreremo tutti assieme riusciremo sicuramente a conseguire l’obiettivo; l’importante è che si lavori anche con i genitori, perché la cultura del lavoro la si apprende innanzitutto a casa”, ha concluso.
Anche Vidoje Vujić, presidente della Camera d’Economia di Fiume, ha parlato bene dell’ormai imminente riforma. “Ormai conosciamo a memoria i problemi di questo Paese, è giusto che ora si passi all’azione, per cercare di risolverli. Le proposte che abbiamo sentito oggi sono concrete e prevedono una serie di innovazioni che non possono che fare bene. Io personalmente credo che ci vorrà un po’ più di tempo, almeno cinque anni, ma l’importante è partire con i lavori e poi vedremo quanto tempo servirà al sistema per adattarsi al nuovo regime”, ha osservato Vujić.

Casi specifici

“Nella nostra Regione soltanto il 30 per cento degli alunni si iscrive nei ginnasi. Il resto è ben distribuito tra istituti professionali di tre, quattro e cinque anni di studio. Ciononostante ci sono alcune professioni carenti per le quali non siamo in grado di trovare un rimedio. Il caso più eclatante riguarda quello dei falegnami, nonostante l’azienda del legno di Klana metta a disposizione borse di studio e posti di lavoro assicurati. Non riesco a capire come mai i ragazzi non vogliano iscriversi a questo indirizzo, eppure è così, nonostante una campagna di sensibilizzazione della Regione partita qualche anno fa. Speriamo che con questa riforma cambi qualcosa”, ha dichiarato Edita Stilin, capodipartimento regionale per l’educazione e l’istruzione.

Visita al Liceo

Al termine dell’incontro con i presidi, la delegazione ministeriale ha visitato i vari istituti, accompagnata da Edita Stilin, facendo tappa innanzitutto nella Scuola media superiore italiana di Fiume, dove il preside dell’ex Liceo, Michele Scalembra, ha fatto da Cicerone. Al termine della visita delle varie aule scolastiche, lo abbiamo raggiunto per una dichiarazione. 
“Prskalo si è detto molto soddisfatto dello stato dell’edificio, degli studenti e dei docenti. Questo ci fa molto piacere, come pure la sua totale disponibilità a qualunque tipo di collaborazione futura. L’ho visto molto aperto e ben disposto e questo è un ottimo segnale per la nostra scuola”, ha sottolineato Scalembra.

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