Viktorija. Fattibile il restauro dell’edificio

«L’intervento può venire in parte finanziato dalla tassa sui monumenti. Nel momento in cui sarà possibile tirare le somme e avere il calcolo esatto delle spese, si procederà con la gara d’appalto dei lavori», ha spiegato la Città

Fiume Capitale europea della Cultura 2020 è stata per la nostra città una straordinaria opportunità per presentarsi all’Europa e al mondo, ma come tante altre manifestazioni, è stata ridimensionata dalle misure di contenimento della pandemia. Il programma è stato realizzato in forma ridotta, ma non i progetti alle infrastrutture. Non era immaginabile, soltanto dieci anni fa, che il complesso industriale della “Rikard Benčić” potesse diventare un punto di riferimento per la vita culturale fiumana. Anzi, è un nuovo centro – nel linguaggio degli urbanisti un centro secondario – distante dal nucleo storico della città, ma con tutti gli elementi per poter essere considerato tale. Stiamo parlando del patrimonio che Fiume CEC lascia ai fiumani di oggi e di domani.

Negli spazi dell’ex Viktorija dovrebbe venire riaperto un ristorante

Un passato industriale

Dopo l’apertura, nel settembre del 2017, del Museo d’Arte moderna e contemporanea che occupa il cosiddetto edificio H, nel Palazzo dell’ex Zuccherificio ha trovato spazio il Museo Civico e quindi, sul versante opposto dell’area Benčić, la Casa dell’Infanzia, mantenendo, ma soltanto all’esterno, le caratteristiche architettoniche del suo passato industriale. Tra un anno, se tutto andrà secondo i piani, aprirà i battenti, nell’edificio T, la Biblioteca civica. In mezzo ci sarà un piazzale con un parcheggio, ma anche con ampie aree riservate ai pedoni. Trovandoci in mezzo al piazzale, guardandoci intorno a 360 gradi, desideriamo pregustare ciò che ci aspetta in un futuro neanche tanto lontano. Non possiamo, però, evitare di notare una nota stonata. Al di là del bisticcio di parole, c’è una questione terra-terra che, in un modo o nell’altro, si dovrà cercare di risolvere. Smantellati i resti dell’ex ristorante Viktorija, si presenta agli occhi un’immagine desolante di una palazzina fortemente intaccata dagli anni. Costruita alla fine del XIX secolo, il palazzo è considerato bene storico, architettonico e culturale, e come tale è protetto. Non sono consentiti lavori d’ampliamento o ristrutturazione che possano modificarne l’aspetto. Rientra nella categoria II del registro dei beni culturali del Ministero della Cultura e, in quanto tale, gode di uno status speciale, nel bene e nel male. Nel bene perché viene assicurata la salvaguardia del patrimonio architettonico, nel male perché ciò comporta, inevitabilmente, dei costi superiori nel momento in cui sarà necessario procedere con delle opere di ristrutturazione o restauro.

Quella che fu la terrazza del locale

Ristrutturazione possibile?

L’edificio è di proprietà privata per il 65,32 per cento, mentre il 34,68 appartiene alla Città di Fiume. Ci siamo rivolti alle autorità citadine per chiedere se e come verrà restaurata almeno la facciata dell’edificio, visibilmente corrosa dal tempo. Ci è stato risposto che la palazzina ha come amministratore condominiale l’azienda Rumat, che dispone del fondo cassa in cui può non esserci il denaro sufficiente per intraprendere un’operazione di questa portata, resa più costosa proprio dallo status di bene culturale. In ogni caso, ai lavori di manutenzione, restauro o ristruttuazione, i proprietari partecipano in base alla quota nella proprietà dello stabile. Il lato positivo della vicenda è che l’intervento può venire finanziato in parte dalla tassa sui monumenti, quella che pagano aziende ed esercenti che operano nel centro storico o nell’ambito di complessi urbanistico-architettonici protetti. Nel momento in cui sarà possibile tirare le somme e avere un calcolo esatto per quanto riguarda i mezzi a disposizione, si procederà con la gara per assegnare i lavori al migliore offerente. In tale contesto, la Città si dice disponibile a utilizzare i mezzi del Programma di restauro delle facciate e dei tetti nell’ambito del centro storico, affidando ai condomini i lavori di risanamento. Attraverso questo programma, la Città di Fiume ha provveduto a rifare tetti e facciate di 55 edifici, investendovi circa 23 milioni di kune. Allo stato attuale, è indispensabile procedere al restauro e alla messa in sicurezza dell’edificio al cui pianoterra, come in passato, è previsto un ristorante. Prima di poterlo dare in affitto, occorre creare i presupposti tecnici, tra cui l’agibilità nel complesso, compresa la superficie all’esterno dove verrebbe allestita la terrazza. Si conta di poter aprire la gara per l’affitto del locale in concomitanza con la fine dei lavori alla Biblioteca civica, tempo sufficiente per risolvere anche la questione dell’edificio a cui facciamo riferimento. Tra l’altro, fino a quando non verranno ultimati i lavori alla Biblioteca, quella che sarà la terrazza del futuro ristorante serve alla circolazione degli automezzi e delle macchine edili.

Il programma di rivitalizzazione dell’ex complesso Benćić prevede di considerare quest’ultimo nel suo insieme

Un nuovo rione

L’idea secondo cui è stato concepito il programma di rivitalizzazione e rivalutazione dell’ex complesso industriale è quella di considerarla nel suo insieme. In questo senso, come viene precisato nella risposta alle nostre domande, sono stati realizzati interventi in via Krešimir, che ne hanno cambiato considerevolmente l’aspetto. In tempi brevi, anche la Stazione ferroviaria, sul lato opposto di via Krešimir, si presenterà in una veste nuova, interamente restaurata, mentre a poche centinaia di metri, verso est, è imminente l’inizio dei lavori per convertire in albergo gli ex magazzini in cui aveva sede, in passato, la Casa del ferroviere.

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