Viaggio del Ricordo, dove la memoria diventa incontro

Un percorso formativo promosso da Roma Capitale riporta al centro le vicende del confine orientale: tra foibe, esodo giuliano-dalmata e identità ancora vive. Un nutrito gruppo di studenti e docenti provenienti dal Bel Paese è stato a Fiume per visitare la SMSI e la Comunità degli Italiani

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Viaggio del Ricordo, dove la memoria diventa incontro

Non un semplice viaggio d’istruzione, ma un percorso dentro una storia che per troppo tempo è rimasta ai margini dell’insegnamento e della coscienza pubblica. Il Viaggio del Ricordo, in corso in questi giorni – dal 13 al 15 aprile – tra Trieste, Rovigno e Fiume, nasce proprio con questo obiettivo: riportare studenti e insegnanti provenienti dal Bel Paese nei luoghi del confine orientale per conoscere da vicino le vicende delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e del Novecento adriatico, restituendo a quella memoria profondità storica e umana. Il programma ufficiale di Roma Capitale presenta, infatti, il viaggio come un’attività didattica e formativa, mentre il sindaco Roberto Gualtieri ha parlato in questi giorni apertamente della necessità di restituire dignità alla memoria e di accompagnarla con un messaggio di pace, fraternità e riconciliazione europea.

Commemorazione dei luoghi

A dare un impulso decisivo a questo percorso sono state, negli anni, la Società di Studi Fiumani di Roma e l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), che hanno lavorato perché il Giorno del Ricordo non restasse confinato alla sola celebrazione, ma si traducesse anche in conoscenza concreta, studio dei luoghi e contatto con le comunità che ancora oggi custodiscono quella storia. La Società di Studi Fiumani, nata a Fiume nel 1923 e ricostituita a Roma nel 1960, ha tra i suoi compiti proprio quello di preservare e tramandare documenti, memorie e identità culturale fiumana, istriana e dalmata, oltre a promuovere il dialogo con la città d’origine e con le organizzazioni della Comunità italiana rimaste sul territorio. È inoltre cointestataria, insieme all’ANVGD di Roma, della Casa del Ricordo.

Anche sul piano operativo il ruolo delle due realtà è stato centrale. Già negli anni scorsi, all’indomani del nuovo impulso normativo dato ai Viaggi del Ricordo, a Roma veniva presentato uno dei primi progetti strutturati per le scuole superiori, proprio con il contributo dell’ANVGD Roma, dentro un disegno che metteva al centro il Novecento lungo il confine orientale e la necessità di accompagnare i ragazzi con strumenti adeguati alla complessità di questa storia.

Una presenza italiana viva

L’approdo di oggi, martedì 14 aprile, a Fiume di un nutrito gruppo di studenti e docenti provenienti da sedici scuole del Comune di Roma, ha così assunto un valore che va oltre la visita istituzionale. Nell’Aula magna della Scuola media superiore italiana del capoluogo quarnerino, il preside Michele Scalembra ha accolto la delegazione sottolineando la vitalità della presenza italiana in città e il significato di una filiera formativa completa, dagli asili, alle scuole elementari con lingua d’insegnamento italiana, fino alla scuola media superiore e al Dipartimento di Italianistica della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Fiume, come uno dei risultati più importanti costruiti dalla Comunità Nazionale Italiana.

Nel suo intervento è emersa l’idea di una Fiume italiana non relegata al passato, ma viva nel presente attraverso la scuola, l’editoria, il Dramma Italiano, la produzione culturale e la tutela del patrimonio linguistico, a partire dal recente riconoscimento del dialetto fiumano come bene culturale immateriale della Repubblica di Croazia. Proprio questo aspetto ha attraversato molti degli interventi. Il viaggio non è apparso soltanto come un omaggio al dolore dell’esodo, ma anche come un incontro con ciò che, nonostante le fratture del Novecento, è rimasto.

Da qui la presenza significativa di Marino Micich, figura di riferimento della Società di Studi Fiumani e direttore dell’Archivio Museo storico di Fiume, e di Donatella Schürzel, presidente del Comitato provinciale romano e vicepresidente nazionale dell’ANVGD, accanto a Emiliano Loria, conservatore archivistico dell’Archivio Museo storico, apparso in videochiamata e di Daniele Parrucci, consigliere delegato della Città metropolitana. La loro presenza ha dato continuità ideale a un lavoro che da Roma cerca da anni di tenere insieme studio, testimonianza e rapporto con i territori d’origine. Molto forte anche il significato della testimonianza personale. Ospite d’onore è stato Gianni Polgar, ebreo fiumano nato nel 1936 e residente a Roma dal 1939, la cui biografia intreccia in modo esemplare persecuzione razziale, sradicamento e memoria familiare. La sua presenza, seppur online, ha dato un volto concreto a una vicenda storica che rischia spesso di restare astratta nei manuali e nelle commemorazioni.

Una città segnata dal Novecento

In questo contesto si inserisce anche l’intervento di Rina Brumini, vicepresidente della Comunità degli Italiani di Palazzo Modello e presidente della Comunità ebraica di Fiume, che ha richiamato il destino della comunità ebraica fiumana, un tempo numerosa e profondamente integrata nel tessuto cittadino, poi sradicata dalla Shoah. Il suo discorso ha allargato il senso del viaggio: non solo ricordo dell’esodo, ma ricostruzione di una Fiume plurale, multiculturale, ferita da più tragedie del Novecento.

Brumini ha evocato anche il valore simbolico delle pietre d’inciampo, ricordando come il capoluogo quarnerino sia stato la prima città in Croazia a collocarle in forma bilingue, segno di una memoria che non divide, ma prova a tenere insieme.

Sulla stessa linea si è mosso Enea Dessardo, presidente della CI di Fiume, che ha insistito sul carattere aperto e composito della città, sul dialetto fiumano come lingua di stratificazione e incontro, sull’esistenza di un articolato sistema culturale italiano che comprende il sodalizio comunitario, il quotidiano “La Voce del Popolo”, la Casa editrice EDIT con la sua produzione editoriale e il resto delle sue testate, il Dramma Italiano e Radio Fiume. Il suo intervento ha restituito l’immagine di una città in cui la memoria non è un museo immobile, ma presenza quotidiana e concreta.

L’appuntamento alla SMSI ha visto anche la partecipazione di Nikola Kolačević, consulente superiore per programmi e progetti di educazione e istruzione, in rappresentanza della Regione litoraneo-montana, nonché di una serie di autorità provenienti da Roma. Dagli interventi dei rappresentanti della capitale italiana, in particolare quello di Massimiliano Smeriglio, assessore alla Cultura della Capitale, è emersa la volontà di fare dei Viaggi del Ricordo uno strumento stabile di formazione.

Il senso politico e culturale dell’iniziativa è stato indicato con chiarezza: riportare nelle scuole una pagina di storia a lungo trascurata, ma farlo in una chiave che non si limiti alla commemorazione, bensì favorisca anche lo scambio interculturale, la conoscenza diretta dei luoghi e il confronto con chi oggi in quelle terre vive, studia e tramanda una presenza italiana. L’idea di possibili protocolli, collaborazioni e rapporti più stretti tra scuole romane e realtà italiane di Fiume va letta proprio in questa prospettiva.

Interessante pure il punto di vista offerto da Iva Palmieri, console generale d’Italia a Fiume, la quale ha spiegato come sia difficile riuscire a vivere e capire Fiume in un solo giorno. La console ha spiegato anche come queste terre abbiano visto molti confini, ma come, al giorno d’oggi, con il progressivo abbattimento dei confini geografici, vi sia anche un progressivo superamento dei confini culturali, in un percorso che avvicina sempre più i popoli all’interno di una comune casa europea.

Consapevolezza europea

Forse è questo il punto più importante emerso dalla tappa fiumana del viaggio. I Viaggi del Ricordo hanno senso se non si fermano al dolore, pur necessario, della perdita, ma diventano occasione per rimettere quella perdita dentro un contesto storico più ampio, per comprenderne le cause e per guardare anche a ciò che, malgrado tutto, è sopravvissuto. In questo quadro, il lavoro della Società di Studi Fiumani e dell’ANVGD è stato ed è decisivo, perché ha contribuito a trasformare la memoria in una pratica pubblica, documentata e trasmissibile, capace di unire Roma, gli esuli, gli studiosi e le comunità italiane ancora presenti sulla sponda orientale dell’Adriatico. A Fiume, davanti agli studenti, questo messaggio è apparso con particolare evidenza.

L’incontro, poi proseguito nel Salone delle Feste della Comunità degli Italiani, ha visto una grande partecipazione, con domande di vario tipo da parte degli oltre cento studenti presenti, in rappresentanza di sedici diverse scuole del territorio, i quali sono apparsi desiderosi di apprendere come si viva oggi a Fiume. La storia del confine orientale non è materia morta, né un capitolo separato dal presente. È una storia europea, una storia di identità, lacerazioni e convivenze, che può ancora insegnare molto. E proprio per questo, viaggi come questo contano: perché fanno uscire il ricordo dalla retorica e lo riportano nei luoghi, nelle voci e nelle persone.

Una settimana di scambio con alunni del Friuli Venezia Giulia

La Scuola media superiore italiana di Fiume ospita in questi giorni – da oggi, martedì 14 aprile e fino al 21 aprile – un gruppo di studenti provenienti dalla Regione Friuli Venezia Giulia nell’ambito del progetto internazionale di mobilità studentesca Open Windows of Europe, realizzato in collaborazione con l’istituto educativo Uccellis di Udine. A prendere parte all’iniziativa sono cinque studenti, arrivati rispettivamente da Cividale, Trieste, Tarvisio, Gemona del Friuli e Gorizia, che per una settimana vivranno l’esperienza scolastica a Fiume, condividendo attività educative con cinque allievi della SMSI. Il soggiorno prevede anche l’accoglienza presso famiglie ospitanti, elemento che conferisce al progetto un valore ulteriore sul piano umano e culturale, oltre che formativo.

Lo scambio rappresenta un’importante occasione di incontro tra realtà scolastiche diverse, ma legate da una comune attenzione alla dimensione europea dell’istruzione, al dialogo interculturale e alla conoscenza reciproca. Attraverso la partecipazione alle attività organizzate nel corso della settimana, gli studenti avranno modo di confrontarsi non soltanto in ambito didattico, ma anche nella vita quotidiana, creando rapporti diretti e approfondendo la conoscenza del contesto fiumano.

Il progetto proseguirà nel mese di maggio, quando saranno invece gli studenti della SMSI di Fiume a essere accolti nelle scuole del Bel Paese coinvolte nell’iniziativa, in un percorso di scambio reciproco che conferma l’apertura internazionale dell’istituto e il suo impegno nel costruire legami sempre più stretti con il mondo scolastico italiano.

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