Via Krešimir a Fiume. La prova è superata!

Nelle ore di punta c'è stato qualche rallentamento, ma nessuna coda. All'appello mancano ancora dei lavori di rifinitura che si concluderanno nei prossimi giorni

Finalmente, dopo 435 giorni, si viaggia su tutte e quattro le corsie

Dopo 435 giorni, in via Krešimir si è tornato a circolare a pieno regime. Niente più ingorghi, divieti, né limitazioni. Il traffico è tornato a fluire regolare lungo una delle principali arterie cittadine. L’apertura è arrivata nel tardo pomeriggio di domenica, in anticipo di qualche ora rispetto alla scadenza prestabilita. Alla fine nemmeno il maltempo, con la pioggia che a tratti scendeva copiosa, è riuscito a scompaginare i piani come qualcuno forse temeva. La cartina di tornasole è stata però la giornata di ieri, lavorativa per gran parte della cittadinanza. Ed è stato questo il vero test per capire se effettivamente l’opera di ricostruzione sia stata fatta a puntino. E se il buongiorno si vede dal mattino, allora la prova sembra essere stata bell’e superata.

Si continua a lavorare…

Infatti, nelle ore di punta il traffico, com’era prevedibile, era sì sostenuto (alcuni non hanno resistito alla tentazione di fare un giro di prova), ma niente incolonnamenti. Al massimo qualche rallentamento. E già questa è una buona notizia.
Progetto non completato del tutto…
Tuttavia, il progetto non è stato ancora completato. Gli operai sono sempre al lavoro, stavolta per sistemare i marciapiedi, asfaltare il tratto di fronte alla stazione ferroviaria, montare la nuova segnaletica stradale, disegnare le strisce pedonali e via dicendo. Di lavoro quindi ce n’è ancora, ma per fortuna si tratta più che altro di formalità che comunque non ostacolano la viabilità. Ad ogni modo, anche questi interventi di rifinitura dovrebbero concludersi tra qualche giorno.
DC403 e via Adamich

Addio alla vecchia segnaletica stradale

Guai però a cantar vittoria. Se la conclusione di via Krešimir rappresenta un’autentica liberazione, nei prossimi mesi code e rallentamenti rischiano di tornare nuovamente all’ordine del giorno. Già nelle scorse settimane avevano preso il via i lavori preliminari in relazione alla costruzione della futura statale DC403, che collegherà la tangenziale fiumana (all’altezza dello svincolo di Scurigne) al Molo Zagabria. Un’opera estremamente complessa che prevede, tra gli altri, la costruzione di una galleria e di due viadotti, nonché onerosa dal momento che il costo complessivo supera abbondantemente il mezzo miliardo di kune, il che le è valso l’appellativo di strada più costosa della Croazia. Un progetto la cui conclusione è fissata nell’estate del 2023. E non è finita qui perché l’anno prossimo dovrebbe partire anche la ricostruzione di via Adamich, che peraltro presume la stessa tipologia di lavori eseguita in via Krešimir, ma con la speranza che stavolta non ci vogliano altri 435 estenuanti giorni.

La «liberazione» del Re
È il 24 giugno 2019 quando prende il via la ricostruzione di via Krešimir, che prevede la posa di un nuovo collettore per lo smaltimento delle acque reflue, il restyling dell’acquedotto e della rete fognaria. La fine dei lavori prevista inizialmente? Giugno 2020. All’inizio l’intervento si concentra sulla carreggiata sud, per una lunghezza di poco inferiore a un chilometro, per cui la circolazione viene spostata su quella opposta, in entrambi i sensi di marcia. E il primo giorno ecco subito servito il caos: code chilometriche, automobilisti imbufaliti, fermate dell’autobus soppresse, linee deviate e polemiche a non finire. Apriti cielo! Poi via via la situazione torna relativamente scorrevole, anche perché ora una buona parte dei cittadini inizia a utilizzare percorsi alternativi (e pazienza se adesso ci sono incolonnamenti in via Vukovar), ma dopo qualche giorno ecco che a infiammarsi sono i social dove iniziano a moltiplicarsi foto di cantieri vuoti: “Ma gli operai dove sono!?”, si chiede rivoltoso il popolo sul web. Dopo un po’ le maestranze ricompaiono come d’incanto, ma ecco che dalle viscere riaffiorano i resti dell’antico molo. Archeologi e conservatori sono in subbuglio e allora le tempistiche (anche queste come per magia) si dilatano. Ma andiamo avanti. Arriva settembre e riparte la scuola. Con qualche coda in più. Ma nessuno ci fa più caso: i fiumani hanno ormai imparato a conviverci. Finita qui? Macché. Il 2020 bussa alla porta ed è l’anno più atteso in virtù del titolo di Capitale europea della Cultura che Fiume si è meritata. E puntualmente i social si scatenano: “Come può la città essere un enorme cantiere a cielo aperto ora che c’è da onorare un titolo così importante?”.
Calendario alla mano, siamo a febbraio e quindi mancano ormai soltanto quattro mesi alla conclusione. Vabbè dai, un ultimo sforzo ed è fatta. O forse no! Dalla lontana Cina inizia ad allungarsi l’ombra di uno strano virus. Tempo qualche settimana e la città chiude. Anzi, ora per questo genere di cose si usa un termine nuovo, lockdown. Ma coprifuochi, quarantene e restrizioni non fermano i lavori, anche se adesso procedono a rilento (non che prima andassero spediti…). Ora però gli operai devono evitare assembramenti e rispettare il distanziamento sociale (altri due termini nuovi…). Risultato? La conclusione slitta a luglio. Poi ad agosto. Anzi no, a settembre. Il 7, per quando ricomincia la scuola. Ma forse è il caso di anticipare di una settimana: a mezzanotte del 31 agosto è perfetto! Sì OK, ciò significa chiudere per tre giorni completamente la strada, ma la posa dell’ultimo strato d’asfalto bisogna pur farla, no?
Ah sì, e i costi? Lievitati pure questi come il pane in forno…
Alla fine della fiera, però, ecco che verso le 18 del 31 agosto (badate bene, ben sei ore prima della scadenza e nonostante il diluvio), via Krešimir riapre tutte e quattro le sue corsie.
E dopo 435 lunghi giorni di agonia siamo certi che pure colui il quale dà il nome alla via, re Petar Krešimir IV, avrà cacciato un urlo liberatorio.

Marciapiedi da sistemare…

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