Verde verticale. Le pareti diventano «quadri green»

Si diffonde in città una tendenza che porta la natura nelle abitazioni

Esempi di giardinaggio pensile Foto: RONI BRMALJ

I giardini verticali sono fascino, natura, benessere e relax per l’animo. Ma, sotto molti aspetti, sono anche una scelta intelligente. Copiati (forse) dai leggendari di Babilonia, gli stessi sono diventati realtà nelle metropoli mondiali, dal Bosco verticale di Milano al Palazzo verde di Istanbul. Alcuni esempi, da qualche tempo a questa parte, sono comparsi anche a Fiume. Ivana Kotaraš Jurić, perito edile, propone e progetta le ormai tanto apprezzate soluzioni di vertical greenery.

 

“Tutto è nato dal mio amore per le piante e dal mio orientamento professionale. Prima di decidermi a intraprendere un progetto come questo ho fatto moltissime ricerche, ho studiato a fondo il concetto in sé, ho contattato varie realtà, fino a instaurare una bella collaborazione con i Paesi Bassi, grandi promotori dei sistemi per verde verticale. Trattasi di applicazioni sicuramente innovative, ma già testate e attuali da una ventina d’anni. In tutto il mondo, tra l’altro, sono ampiamente diffuse. Le strutture riprendono il classico schema delle facciate ventilate, con montanti e pannelli di rivestimento, sui quali viene steso un particolare tessuto tecnico in cui radicano le essenze vegetali. Solitamente fissate a un muro che non necessita di alcuna lavorazione preliminare, hanno ingombri ridotti, di pochi centimetri e funzionano con l’alimentazione continua dell’acqua (che viene aggiunta ogni mese e mezzo o due). Quindi, volendo, si può fare il giro del mondo e, al rientro, le piante staranno sempre bene”, ha esordito Ivana Kotaraš Jurić, rilevando che sono impianti molto semplici, facilmente installabili, che abbisognano di minimi interventi di manutenzione, con apparecchi d’irrigazione e fertirrigazione non visibili dall’esterno, che alimentano il giardino o l’orto attraverso una microirrigazione dall’alto, costantemente controllata da una centralina di comando, programmata secondo le reali necessità del giardino.

Ivana Kotaraš Jurić accanto ad una sua creazione

“Realizziamo sia sistemi tradizionali, che quelli proiettati a seconda delle volontà e dei desideri del cliente, quindi personalizzabili, dove tutto è possibile. Si possono, così, creare originalissimi elementi d’arredo adatti agli alberghi, a ville di lusso fino agli appartamenti più piccoli. Chiunque ami le piante e pensi in modo ‘verde’ può trovare una soluzione per le proprie esigenze. È possibile coltivare efficientemente anche cactus, lattuga, verdure come zucchine o melanzane, fragoline. Tutto ciò è diventato un normale modus vivendi in Paesi come l’Italia (pensiamo alla città di Milano), Spagna, Portogallo e Francia. A mio avviso è una questione di cultura, coscienza ed educazione. In Croazia, però, il concetto di ‘giardino verticale’ è poco conosciuto e, anche se si sta lentamente facendo strada, grazie soprattutto alle persone che lo riconoscono (che probabilmente lo hanno percepito durante qualche viaggio), ancora sempre viene vissuto con diffidenza e scetticismo”, ha aggiunto Ivana Kotaraš Jurić, sottolineando, in conclusione, che in riferimento alle pareti verdi oggidì le stesse sono essenziali per la salvaguardia della natura, del mondo in generale, dove è fondamentale incominciare a creare un microclima, delle migliori condizioni di vita, ad attirare le api e pensare a come compensare tutto ciò che inizia a mancare alla vita umana.

Un piccolo bijou verde

L’interlocutrice ci spiega, inoltre, che i sistemi per verde verticale permettono di creare veri e propri giardini verticali e generano effetti di compensazione, mitigazione e miglioramento dell’edificio stesso e del contesto ambientale circostante. Gli stessi, inoltre, prevedono moduli preformati, che possono venire integrati con altre tipologie di rivestimenti di facciata. Nella scelta dei componenti dell’impianto si privilegia l’adozione di elementi e materiali biocompatibili ed ecosostenibili.

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