Un’iniziativa che promuove la pratica professionale

La Scuola Media Superiore Italiana si è presentata alla Facoltà di Filosofia nell’ambito del progetto PerPeTuUm aGile, di cui è partner assieme alla SE Vežica

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Un’iniziativa che promuove la pratica professionale
Grande interesse da parte degli studenti. Foto: RONI BRMALJ

Il progetto PerPeTuUm aGile, ovvero “Storia, Storia dell’Arte, Italianistica, Germanistica – sviluppo, promozione e attuazione della pratica professionale (Povijest, Povijest umjetnosti, Talijanistika, Germanistika – razvoj, unapređenje i provedba stručne prakse), terminerà nel marzo del 2023. Gran parte delle attività sono state svolte come da programma, altre invece con un leggero ritardo causa la pandemia. La Facoltà di Filosofia nel Campus universitario di Tersatto, che è a capo del progetto nell’ambito del programma operativo “Risorse umane efficaci 2014-2020”, ha ospitato due degli otto partner inclusi, ovvero la Scuola Media Superiore Italiana e la SE Vežica, che si sono presentate agli studenti interessati.

Ottima collaborazione con i partner
Nataša Košuta del Dipartimento di germanistica, responsabile del progetto durante il primo anno d’attuazione e ora in veste di vice responsabile, ci ha spiegato che le lezioni pratiche svolte dagli studenti presso gli otto partner coinvolti, sono state di determinante aiuto e hanno avuto grande successo. “Il feedback è ottimo. I ragazzi hanno imparato tantissimo e sono entusiasti anche di come sono stati accolti nelle varie sedi. Ho coordinato personalmente i ragazzi del Dipartimento di germanistica che hanno svolto le lezioni nell’SMSI e presso la SE Vežica. All’SMSI hanno avuto un grandissimo supporto della prof.ssa Delia Baković, hanno apprezzato il suo metodo di lavoro e il suo approccio verso gli studenti. Lo stesso vale per la scuola di Vežica con le prof. Zdenka Devčić e Gordana Frol. Anche per quanto riguarda gli altri partner, ovvero il Museo di marineria e storia del Litorale croato, la Comunità degli Italiani di Fiume, il TNC Ivan de Zajc, l’associazione ambientalista Žmergo, il Museo d’arte moderna e contemporanea e l’Ente per il turismo locale, le informazioni che abbiamo ricevuto sono state molto buone, perché hanno avuto l’occasione di acquisire competenze che li aiuteranno nel loro lavoro futuro. Il progetto terminerà a marzo, anche se per 6 mesi, causa la pandemia, non abbiamo potuto fare quasi nulla. Abbiamo, però, recuperato tutto”, ha detto Košuta.
Soddisfatto del progetto anche il preside della Facoltà ospitante, Aleksandar Mijatović, il quale ha dichiarato che con gli otto partner c’è stata un’ottima collaborazione. “Abbiamo deciso di dare ampio spazio al multilinguismo, caratteristica del territorio di Fiume, in particolar modo per quanto concerne l’italiano. Il nostro obiettivo è preparare gli studenti al lavoro a diretto contatto con realtà di questo tipo”, ha affermato il preside.

Una continuità riconosciuta
A salutare i presenti è stata pure Isabella Matticchio, del Dipartimento di Italianistica, la quale ha voluto sottolineare che l’SMSI è un partner in tantissime attività svolte, una scuola che segue tutto ciò che viene organizzato anche al di fuori della Facoltà. Le peculiarità dell’SMSI sono state invece illustrate ai ragazzi dal preside della stessa, Michele Scalembra, dal prof. Enea Dessardo e dall’allieva Lena Okretić (IVm). Dopo il filmato promozionale della scuola, Scalembra ha colto l’occasione per salutare i presenti e ringraziarli per il loro interesse. “Il progetto va avanti per il terzo anno consecutivo e siamo molto soddisfatti. La caratteristica principale della nostra scuola è che per 135 anni c’è stata una continuità nello svolgere le lezioni in italiano. Oggi abbiamo 215 allievi e il numero tende ad aumentare ogni anno”, ha detto sottolineando che c’è grande interesse anche da parte degli alunni delle scuole della maggioranza e da quelli che arrivano dall’estero. Per quanto riguarda la presenza degli studenti che hanno svolto le lezioni di pratica all’SMSI, ci sono state soltanto lodi.
Enea Dessardo ha reso una sua testimonianza come ex allievo e oggi prof. dell’SMSI. “Ora sono quello che arriva a scuola perché lo desidera e non quello che lo fa per forza”, ha scherzato. Ha ringraziato i docenti che gli sono stati vicini al suo arrivo a scuola e dai quali ha imparato tanto. Lena Okretić ha raccontato invece di avere deciso di frequentare l’SMSI dopo avere frequentato in precedenza sia uno degli asili che una delle scuole della CNI.

Come in un college
Ai presenti si è rivolta anche la studentessa Karmen Čelica Vahutin, del Dipartimento di germanistica. “Mi ha stupito il numero degli alunni nell’SMSI, inferiore di quello delle scuole delle maggioranza, il che dà una sensazione d’intimità. Il metodo di lavoro è meno severo, si collabora di più tra docenti e allievi. Inizialmente mi è sembrato di trovarmi in una scuola privata o in un college. Davvero una bellissima esperienza, mi sono trovata molto bene. Ringrazio la prof. Delia Baković che mi è stata di grande aiuto”, ha detto.

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