Una tradizione che affonda le radici nei fondali marini

Recuperate dalla baia di Ica 4.500 bottiglie durante la 9ª edizione della manifestazione «Vino e corrente marina» organizzata dall’associazione che riunisce i barcaioli locali

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Una tradizione che affonda le radici nei fondali marini

Il fascino del vino affinato nei fondali della baia di Ica continua a richiamare produttori, appassionati e curiosi. Giunta alla sua 9ª edizione, la manifestazione “Vino e corrente marina” (Vino i vruja) ha segnato il ritorno in superficie di 4.500 bottiglie, riportate in superficie dopo dodici mesi trascorsi in mare. Sono sempre più numerose le cantine istriane, quarnerine e slovene che scelgono di sottoporre le proprie etichette a questa pratica, convinte che contribuisca a conferire ai vini caratteristiche peculiari. La tradizionale operazione si è svolta nella mattinata dello scorso sabato, alla presenza della vicesindaca di Abbazia, Kristina Đukić e di numerosi cittadini e visitatori. I membri dell’associazione “Ikarski barkajoli” (I barcaioli di Ica) hanno quindi sistemato nelle apposite gabbie metalliche altre migliaia di fiasche, successivamente immerse a circa venti metri di profondità, dove resteranno fino alla prossima estate.

Sommozzatori all’opera
Bottiglie riemerse dopo dodici mes

 

 

La cantina sommersa
Quando, in piena stagione, il termometro a Ica sfiora i quaranta gradi, la vruja, la celebre risorgiva sottomarina d’acqua dolce situata a poche decine di metri dal molo, mantiene le bottiglie a una temperatura costante compresa fra i quattordici e i quindici gradi. Secondo gli esperti, proprio questo microclima naturale favorisce un’evoluzione originale delle etichette, trasformando la loro emersione in uno degli appuntamenti più attesi dell’estate quarnerina. Le origini di questa singolare tradizione risalgono al 2015, quando i barcaioli di Ica, guidati dalla curiosità e da una profonda familiarità con il mare, decisero di immergere nella corrente appena 350 bottiglie. Da quell’intuizione è nata una manifestazione ormai consolidata, alla quale partecipano una quindicina di produttori dell’Istria e del Quarnero. Oggi i fondali della baia di Ica custodiscono fra le quattro e le cinquemila bottiglie.
“I viticoltori ci consegnano i loro vini, noi li sistemiamo nelle gabbie e li immergiamo nella nostra vruja. Quando vengono recuperati dopo dodici mesi sono ancora freschi, come se il tempo si fosse fermato”, ha spiegato il presidente della suddetta associazione, Vjeko Zahej, osservando come le domande di adesione abbiano ormai superato le possibilità organizzative della stessa. Gran parte delle etichette proviene dall’Istria continentale, affiancata dalle tradizionali “Belice” del Castuano e da vini giunti, nel corso degli anni, dalla Slavonia, dalla Moslavina, dalla Slovenia e dall’Erzegovina.
Nel suo intervento, Đukić ha ribadito il sostegno della Città di Abbazia all’iniziativa, rivolgendo un sentito ringraziamento agli organizzatori per un progetto che valorizza il patrimonio marittimo locale e promuove al tempo stesso le eccellenze vitivinicole del territorio. Tra le aziende coinvolte figurano Ferenac, Herman, Acinger con la “Belica”, i vini Mandić, Kabola, Rossi, Prelac, Fuhtar, Rumac, Vorić, Marčeta, Vosila, Franković e altri.

Brindisi tra i barcaioli di Ica e la sindaca Kristina Đukić
Foto di gruppo davanti a una delle gabbie estratte dal mare

Dal fondale ai calici
In serata la piazza di Ica ha ospitato una degustazione delle bottiglie affinate nei fondali della baia di Ica, proposte insieme ad altre etichette di affermati viticoltori dell’Istria e del Quarnero. Ad accompagnare i calici sono state le specialità gastronomiche preparate dal ristorante del bocciodromo “Opatija”, mentre l’intrattenimento musicale è stato affidato ai “Pešekani” e al DJ Mriža. La presenza dei membri dell’Ordine europeo dei Cavalieri del Vino ha conferito ulteriore prestigio alla manifestazione, completata da una parentesi dedicata all’arte. Le opere di Antonija Celin, Jadranka Štimac, Marina Vrenc e Klara Rabenseifner Miljević ne hanno completato il programma culturale, confermando la vocazione di un appuntamento che unisce tradizione marinara, cultura del vino e identità del territorio.

Il momento del recupero dei vini

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