Un tripudio di idee e di progetti stimolanti

Abbiamo incontrato la presidente della CI di Fiume, Melita Sciucca, per sentire le sue impressioni e per tracciare un bilancio del suo primo anno al timone del sodalizio

Melita Sciucca

Sono stati 12 mesi molto proficui, stimolanti e pieni di avvenimenti. Con queste parole Melita Sciucca, presidente della Comunità degli Italiani di Fiume, commenta i suoi primi 365 giorni al timone del sodalizio di Palazzo Modello. Prima della pausa estiva, abbiamo voluto sentire le sue impressioni per tracciare un bilancio, ma anche per scoprire quali sono i progetti in agenda per l’anno prossimo. “Sono accadute tante cose belle con le quali vorrei iniziare questa panoramica. Una di queste è sicuramente il ripristino della Scuola Modello dopo un anno e mezzo di pausa, nonché quello del bar. Per quanto riguarda la prima, al momento abbiamo una cinquantina di corsisti di varie età che per la prima volta in assoluto hanno potuto prendere parte anche ai corsi estivi. Da settembre poi si ricomincia anche con il corso dei burattini e con altri nuovi appuntamenti, tra i quali speriamo di vedere anche quello per i piccoli chef. Sono contentissima di tutto quello che abbiamo fatto. Da non dimenticare poi le tabelle bilingui nel centro storico e a breve mi auguro di vedere quelle con la scritta Rijeka-Fiume, che spero rimangano anche dopo il 2020”, spiega la presidente.

Le attività non sono quindi mancate…

“Ce ne sono state tantissime. A partire dall’editoria con la pubblicazione del libro di Daina Glavočić ‘Le belle arti tra le due guerre a Fiume 1920-1940’, del ‘Dizionario fiumano passato minimo’ di Ezio Mestrovich (realizzato in collborazioe con l’Edit e distribuito con la Voce del popolo in occasione di San Vito, ndr), del libricino in dialetto degli asili italiani di Fiume, e poi la ‘Tore’. Abbiamo inoltre organizzato tantissimi concerti e mostre di tutte le nostre sezioni, sia in Croazia che all’estero. Siamo stati a Verona con il coro, la mandolinistica ha avuto dei concerti a Laurana e ora entrambi si presenteranno il 14 agosto a Muggia, mentre il 2 settembre prenderanno parte alla manifestazione ‘Svijet na tanjuru’ (Il mondo sul piatto) che si svolgerà a Zagabria. I minicantanti hanno avuto a loro disposizione ben due serate visto il gran numero di partecipanti, mentre gli ex mini si sono esibiti il 15 giugno in occasione della festa di San Vito con grande successo. Tra le novità non posso non nominare le serate del karaoke, le serate sociali – ripristinate dopo lungo tempo –, il piccolo ballo di maturità per le ottave classi, la gita al Golubinjak con le settime e ottave, nonché con le prime due classi della SMSI. Il mio desiderio è quello di rivedere ragazzi e giovani in Comunità e penso che con eventi del genere riusciremo a coinvolgerli. Tutte queste attività verranno ripetute anche il prossimo anno, in maniera anche più ampia, grazie all’entusiasmo di un piccolo gruppo di persone. Abbiamo iniziato con l’Archivio della memoria, portato avanti da Gianfranco Miksa e da Vanni d’Alessio, che ha come obiettivo quello di fare delle interviste a 30 persone in 3 anni, delle quali le prime 10 sono già disponibili online. In futuro vorrei includere anche le scuole in varie ricerche riguardanti questi personaggi”.

Anche le serate del cinema hanno avuto successo.

“Grazie alla collaborazione con Federico Guidotto, membro dell’Esecutivo, abbiamo organizzato le serate del cinema e del cartone animato il martedì. Un grazie anche a Dorian Mataija che si occupa della parte tecnica degli eventi, nonché alla segretaria Roberta Grdaković”.

Senza tralasciare le numerose attività fatte con le scuole.

“Oltre alle serate e alle gite, abbiamo organizzato la giornata integrativa per le IV classi e lo Start-Up con la SMSI, iniziative che continueranno sicuramente e che speriamo di ampliare ulteriormente con altri contenuti”.

Progetti nuovi in cantiere?

“Farò richiesta per partecipare a diversi, senza soffermarmi solo sui mezzi che vengono dall’Italia, dalla Città o dalla Regione. Ci sono concorsi indetti da parte del Ministero della Cultura, dalla Regione Veneto e dall’Unione europea, quindi ci daremo da fare per ottenere quanti più fondi e realizzare le varie iniziative. Tra questi voglio menzionare la digitalizzazione di tutti i numeri de La Tore, la pubblicazione in croato della storia di Fiume di Giovanni Stelli. C’è poi un manoscritto di Velid Đekić intitolato ‘Mi chiamavano via dell’Industria’, che l’autore vorrebbe fosse pubblicato per primo in italiano. Ho poi in mente dei grandi progetti di collaborazione con le scuole e la Biblioteca civica da inserire nel catalogo Zaki, dove si trova tutto il database dei libri disponibili in Regione, inclusi i libri della CI e quelli che si trovano nelle nostre scuole, affinché chiunque possa prenderli in prestito. Inoltre, mi farebbe piacere collegare la lettura dei libri d’obbligo con delle ricerche, dei film e delle rappresentazioni sceniche della trama con la collaborazione di Giulio Settimo, direttore del Dramma Italiano”.

E poi?

“Uno spazio verrebbe dato alla gastronomia, visto che le giornate nell’ambito della Settimana fiumana avevano riscontrato un grande successo. Ora lo riproporremmo a settembre partecipando al festival Porto etno. Vorrei inoltre ripristinare il premio Rudi Palisca visto che per due anni, ossia da quando si è spenta, la Fratellanza non esiste più come tale. Ora lo intitoleremo ‘Premio della Comunità’ e probabilmente a ottobre ci sarà la consegna per il 2019. Visto che l’anno prossimo sarà il 20° anniversario della scomparsa di Gianfranco Miksa, ci sarà sicuramente una mostra a lui dedicata. Non mancherà quella riservata a Venucci, una mostra di Bruno Paladin in collaborazione con l’Unione Italiana e il Museo civico. In programma pure uno spot dei nostri cantanti e musicisti, nonché un documentario sul nostro coro in collaborazione con il History film festival e Bernardin Modrić. Poi celebreremo il 100° anniversario di Fellini il 20 gennaio con il film Amarcord”.

Tantissimi, quindi, gli eventi ancora in programma.

“Il mio desiderio, lo ripeto, è quello di portare quanta più gente in Comunità e di aprirci verso le istituzioni esterne e verso la maggioranza. Perché solo in questo modo potremo far conoscere meglio la nostra cultura e la nostra presenza a Fiume. C’è tanta strada ancora da fare, ma è fattibile”.

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