Un rene nuovo e un trapianto che fece storia e cambiò tutto

Nel complesso ospedaliero di Sušak celebrato l’intervento pionieristico del 1971. Omaggi al professor Vinko Frančišković e rilancio del ruolo della città come centro d’eccellenza

0
Un rene nuovo e un trapianto che fece storia e cambiò tutto
Foto RONI BRMALJ

Nel nuovo complesso ospedaliero di Sušak si è svolta la cerimonia con cui il CCO di Fiume, in collaborazione con la Facoltà di Medicina dell’Università fiumana, ha celebrato il 55º anniversario del primo trapianto di rene in Croazia e nell’ex Jugoslavia, eseguito con successo proprio a Fiume nel 1971. Quell’intervento ebbe un valore pionieristico non solo per il Paese, ma per l’intera area regionale, comprendente buona parte dell’Europa sud-orientale, segnando una delle tappe più significative nella storia della medicina croata. Fu infatti l’inizio dello sviluppo sistematico della medicina dei trapianti in Croazia, un percorso che avrebbe portato Fiume a diventare uno dei centri di riferimento nazionali.

Oggi la Clinica di urologia del CCO è infatti Centro di riferimento per il trapianto di rene nella Repubblica di Croazia. Durante la cerimonia è stato presentato un numero tematico speciale della rivista Medicina Fluminensis, interamente dedicato al 55º anniversario e alla storia del programma trapianti. È stata inoltre scoperta una targa commemorativa destinata alla Clinica di urologia e proiettato un video con documenti storici e fotografie che testimoniano la nascita e lo sviluppo del programma trapiantologico fiumano. Le prime pagine dei giornali di allora erano dominate da due temi: lo sbarco sulla Luna dell’Apollo 14 e il trapianto di rene a Fiume, donato da madre a figlio, riuscito perfettamente a distanza di un anno da un tentativo precedente a Lubiana, concluso con il decesso del paziente. Alla celebrazione hanno partecipato numerose autorità istituzionali, accademiche e sanitarie. Tra queste, la ministra della Sanità Irena Hrstić, il direttore del CCO Alen Ružić, il rettore dell’Università appena eletto Goran Hauser, il preside della Facoltà di Medicina e primario della Clinica di urologia Josip Španjol, la sindaca Iva Rinčić, l’arcivescovo di Fiume, monsignor Mate Uzinić e numerosi specialisti, responsabili di reparto e rappresentanti delle associazioni dei pazienti dializzati e trapiantati.
Particolarmente significativa è stata la presenza del professor Miljenko Uravić, membro del primo team trapiantologico del 1971, e di Zorica Frančišković Petrošić, figlia del compianto professor Vinko Frančišković, figura chiave di quell’impresa medica che aprì una nuova era per la sanità croata. Quello di ieri non è stato soltanto un momento di memoria storica, ma anche un’occasione per ribadire l’impegno della comunità medica fiumana nello sviluppo futuro della medicina dei trapianti, settore che continua a migliorare la qualità e l’aspettativa di vita dei pazienti, riducendo la necessità della dialisi e consolidando il ruolo del capoluogo quarnerino come centro d’eccellenza nazionale.
Dopo le parole di benvenuto di Ružić, padrone di casa, ad aprire gli interventi è stata la ministra Hrstić, la quale ha sottolineato come la medicina dei trapianti coinvolga l’intero sistema sanitario, dai team di prelievo e trapianto alla medicina trasfusionale, dai laboratori alle numerose competenze chiamate a collaborare in un processo complesso e altamente coordinato: “Non esiste trapianto senza donatori – ha ricordato la ministra –, e la Croazia rappresenta oggi un esempio di buona prassi in questo ambito. I pazienti sanno meglio di chiunque altro quanto sia potente il momento della chiamata che significa un nuovo organo e la prospettiva di una nuova vita”. Ha aggiunto che il sostegno del Ministero competente agli operatori sanitari e ai malati non verrà mai meno. Il direttore Ružić ha quindi ripercorso la data storica del 30 gennaio 1971, quando il team guidato dal professor Frančišković trapiantò con successo il rene di una madre al figlio trentaquattrenne, primo intervento riuscito in Croazia e nell’allora Jugoslavia: “Un’impresa che suscitò grande eco pubblica e mediatica, segnando l’ingresso della medicina croata in una nuova fase di sviluppo scientifico e clinico”. La sindaca Rinčić ha richiamato il valore simbolico e umano di quell’evento, sottolineando la forza etica della donazione e il significato di una tradizione che unisce competenza scientifica e responsabilità sociale. Ha assicurato che la Città continuerà a sostenere le iniziative dell’ospedale, della Facoltà e dell’Università, riconoscendo nel loro lavoro uno dei pilastri dello sviluppo della comunità.

L’evento su «La Voce» e «Panorama»
Ecco cosa scrisse “La Voce del popolo” nel lontano 1971: “Il dott. Radoslav Peteh, direttore dell’ospedale ‘Dott. Zdravko Kučić’, ha riunito oggi i giornalisti per comunicare loro una notizia importantissima: un’équipe di chirurghi e personale specializzato ha effettuato il primo trapianto del rene. Ha diretto l’intervento chirurgico il prof. dott. Vinko Frančisković. È il primo intervento del genere portato a termine in Croazia. Soltanto a Lubiana, precedentemente, era stata effettuata un’analoga operazione. Il paziente al quale è stato trapiantato il rene è un uomo di 31 anni; il prezioso organo gli è stato donato dalla madre quarantanovenne. Secondo la comunicazione ufficiale, l’intervento è riuscito ottimamente: madre e figlio sono in buone condizioni. Le operazioni precedenti all’intervento chirurgico hanno visto impegnati, oltre all’équipe specializzata del ‘Dott. Zdravko Kučić’, gli esperti dell’Istituto di fisiologia della Facoltà di Medicina di Fiume. Gli esami di laboratorio e le complesse ricerche cliniche sono stati effettuati nell’ospedale fiumano e nei laboratori di Lione (Francia) e di Los Angeles (USA)”.
Nel numero del 15 febbraio 1971 la nostra rivista “Panorama” aveva pubblicato un’intervista al dott. Jerko Zec, l’allora direttore del Centro dialisi, accompagnandola con il titolo ‘A Fiume l’uomo col rene nuovo’”.
Dialogando col giornalista, il medico aveva affermato, tra le altre cose, che “gli interventi di trapianto del rene crescono rapidamente e rapidamente si diffondono i centri di dialisi. Nel periodo in cui iniziammo noi, nel 1966, in Europa vi reano 54 centri che avevano in cura in tutto 295 pazienti. Questi programmi si allargano rapidamente e lo scorso anno vi erano in Europa più di 400 centri in cui erano in cura più di 6mila ammalati”. Alla domanda su come Vlado Čakarević venne scelto per quest’intervento, il dott. Zec aveva risposto che “questo nostro ammalato vive a Pola e da anni veniva curato in quella città. Poi, nel gennaio del 1970 venne inviato al nostro ospedale poiché a Pola non potevano porgergli oltre aiuto date le sue condizioni. Resosi libero un posto in dialisi, lo inserimmo nella cura. Intanto, si andavano maturando all’ospedale le condizioni per un intervento di trapianto e nell’autunno scorso venne convocata all’ospedale sua madre che sapevamo disposta a cedere un rene al figlio. Passammo a tutte le analisi del caso, la tipizzazione del tessuto e infine inviammo anche campioni di sangue a Lione per avere una certezza assoluta mediante il responso di una clinica che ha già dietro di sé una tradizione in materia”. Raccotò inoltre che “l’intervento d’asportazione del rene presso la donatrice è durato 4 ore. Le devo dire che un intervento del genere lo si può effettuare in un’ora e mezzo soltanto o poco più. Noi abbiamo adottato una tecnica direi raffinata con tutte le precauzioni possibili. Nel frattempo, un’altra équipe aveva cominciato l’operazione sul paziente che doveva ricevere il rene e questo intervento è durato 5 ore. Un terzo gruppo di medici aveva il compito durante i due interventi di trattare il rene estratto e di prepararlo per il trapianto. Come vedete, una fatica non indifferente. Vi hanno lavorato in tutto 12 medici e 8 infermiere. Tutto si è compiuto sotto la direzione del prof. Vinko Frančišković”.

Omaggio al dott. Frančišković
Davanti alla Facoltà di Medicina verrà scoperto il busto del professor Vinko Frančišković, un altro momento dedicato a una delle figure che hanno segnato la storia della trapiantologia a Fiume e in un’area geografica più estesa: omaggio a un pioniere visionario.

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display