Un ponte tra Conselve e Fiume: giovani a confronto sulla memoria

La delegazione veneta ha trascorso un fine settimana nel capoluogo quarnerino, incontrando alcuni soci della CI e approfondendo la realtà della minoranza italiana, le vicende del Novecento e il legame storico e culturale con queste terre

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Un ponte tra Conselve e Fiume: giovani a confronto sulla memoria
Azione Cattolica del Vicariato del conselvano Padova con i giovani della CI di Fiume

Un pomeriggio di scambi culturali, riflessioni condivise e conoscenza reciproca ha animato lo scorso sabato i locali del Seminario diocesano “Giovanni Paolo II” di Fiume. La struttura di via Tiziano ha ospitato la delegazione veneta del gruppo giovani dell’Azione Cattolica del Vicariato di Conselve, in provincia di Padova. La comitiva, composta da ventidue ragazzi guidati da Nicola Benvenuti e affiancati sul piano spirituale da don Ivan Catanese, ha inserito la tappa fiumana all’interno di un itinerario formativo più ampio destinato a concludersi a Sarajevo. Prima di raggiungere la Bosnia ed Erzegovina, gli ospiti padovani hanno voluto dedicare un intero fine settimana alla scoperta della realtà della minoranza italiana di Fiume, confrontandosi direttamente con i residenti nel capoluogo quarnerino.

L’accoglienza e il dialogo
Ad accogliere calorosamente la delegazione veneta al suo arrivo è stato Enea Dessardo, presidente della Comunità degli Italiani di Fiume, affiancato da un gruppo di studenti del Circolo Giovani. L’incontro è entrato immediatamente nel vivo grazie all’introduzione dello stesso presidente Dessardo, che ha voluto tratteggiare per gli ospiti la complessa storia della città e il percorso del suo storico sodalizio.
Da queste premesse si è sviluppata una tavola rotonda informale. Al centro del dibattito vi sono stati temi quali la multiculturalità cittadina, la vita quotidiana all’interno della Comunità e il significato odierno di sentirsi italiani a Fiume oggi. Il dialogo non ha tralasciato i passaggi più articolati della storia locale del Novecento, focalizzandosi in particolare sul tema dell’esodo fiumano e sulle sue ripercussioni demografiche, storiche e culturali.
Nel corso del confronto, i partecipanti hanno espresso i propri punti di vista e le proprie impressioni. Alberto Benvenuti, ventinovenne impiegato in una multinazionale, Michele Stevanin, studente di informatica di ventidue anni, e Caterina Benvenuti, venticinquenne studentessa di lettere, hanno spiegato come viaggi del genere offrano ai giovani in Italia una prospettiva completamente nuova, rappresentando un momento di significativa maturazione e di accrescimento culturale attraverso la scoperta di una realtà così vicina ma sovente non conosciuta in Italia, soprattutto da parte delle nuove generazioni. Gli ospiti hanno inoltre evidenziato la sorpresa nel riscontrare una comunità italiana così organizzata e attiva, osservando un ricco patrimonio culturale impresso nell’architettura e nelle pagine secolari della città. Per la comitiva veneta, comprendere le vicende di chi è rimasto e dei loro discendenti costituisce un tassello fondamentale per completare la narrazione storica dell’esodo, interpretato non solo come un dramma umano, ma come lo spostamento di una parte rilevante della cultura e storia italiana da queste terre.

Enea Dessardo spiega ai giovani la storia e la realtà della CNI

Mantenere viva la storia
Da parte fiumana, Eleonora Palla, ventenne studentessa di interpretazione giuridica presso l’Università degli Studi di Trieste, ha portato la testimonianza di chi vive quotidianamente una complessa realtà di confine. La sua storia familiare è spaccata a metà, con una parte del nucleo familiare costretta a lasciare Fiume e l’altra, invece, obbligata a rimanervi. Eleonora ha spiegato come la sua esperienza di studio a Trieste sia un’opportunità speciale per far comprendere la fiumanità e perfino l’italianità ai coetanei della penisola, una realtà identitaria che in Italia può persino apparire paradossale a chi non conosce la storia di queste terre.
Questo racconto si riflette anche nell’attività del Circolo Giovani di Fiume, dove si vive una realtà dinamica. Per la studentessa, la partecipazione dei più giovani è fondamentale proprio perché porta punti di vista nuovi, opinioni e pensieri immancabilmente diversi rispetto a chi frequenta la Comunità da decenni. Eleonora ha infine ribadito l’importanza di tutta la comunità, a partire dalle nuove generazioni, a mantenere vivo il ricordo dell’esodo. A questo proposito la giovane fiumana, mossa da un’emozione forte e viva che si tramanda attraverso i racconti familiari e sul cui tema ha già composto numerosi testi, ha dichiarato che non rinuncerà mai a mantenere viva l’attenzione su tali vicende, in quanto si tratta di una pagina di storia che non deve e non può essere dimenticata.

L’arrivo al Seminario diocesano “Giovanni Paolo II” di Fiume

Vent’anni di collaborazione
Come spiegato da Nicola Benvenuti, educatore del gruppo, l’intensità di questo incontro non nasce dal nulla, ma si inserisce in una collaborazione tra il territorio del Conselvano e l’area istro-quarnerina che vanta radici profonde e consolidate che durano ormai da vent’anni. Fin dal biennio 2006-2007, infatti, il comune padovano e le realtà parrocchiali adiacenti mantengono solidi rapporti istituzionali, scambi culturali e scolastici con diverse Comunità degli Italiani in Croazia. Tra le iniziative di rilievo spiccano i gemellaggi transfrontalieri tra il liceo di Conselve e l’istituto scolastico in lingua italiana di Capodistria. Più di recente, circa due anni fa, lo stesso Benvenuti ha guidato un gruppo di giovani della parrocchia veneta lungo il cammino dedicato al beato Francesco Bonifacio, giovane sacerdote e martire della fede, vittima delle violenze perpetrate dalle autorità jugoslave nel secondo dopoguerra. Si è trattato di un itinerario storico e spirituale da Trieste fino a Crassiza, nei pressi di Grisignana, che ha permesso ai ragazzi di entrare in contatto diretto con la storia del territorio, incontrando le diverse Comunità degli Italiani lungo il percorso.
In questo solco di cooperazione a lungo termine si inserisce, sul piano religioso ed ecclesiale, il legame più specifico con il capoluogo quarnerino. L’ospitalità dei ventidue giovani presso il Seminario fiumano si ricollega, infatti, a un proficuo percorso di dialogo interdiocesano avviato negli anni scorsi. Proprio in occasione del Festival Biblico l’arcivescovo di Fiume, Mate Uzinić, ebbe occasione di incontrare il vescovo di Padova, Claudio Cipolla. In quel contesto si delineò la possibilità di avviare gli studi teologici e la formazione sacerdotale di alcuni seminaristi fiumani a Padova. Tale collaborazione, mirata anche al perfezionamento della lingua italiana, ha dato vita a un progetto concreto di ospitalità e integrazione pastorale dei futuri sacerdoti croati presso la parrocchia di Conselve, consolidando un proficuo scambio umano e spirituale tra le due diocesi.

Enea Dessardo consegna a Nicola Benvenuti il volume sul cimitero di Cosala

Lo scambio di doni
A conclusione della riunione si è svolto il tradizionale scambio di pubblicazioni e omaggi, inteso come momento di arricchimento culturale reciproco. Il presidente Dessardo ha consegnato alla delegazione di Conselve una selezione di volumi significativi per la storia locale. Tra questi, due copie della rivista La Tore, la raccolta di testi in dialetto fiumano “Cicole e ciacole in fiuman” di Bruno Bontempo e l’antologia poetica “S’ciafe salade” di Tiziana Dabović. Di particolare interesse scientifico il volume illustrato sul Cimitero monumentale di Cosala, opera dell’autrice Ingrid Sever e pubblicato dall’Associazione Fiumani Italiani nel Mondo, che ricostruisce le vicende della città attraverso lo studio delle sepolture, dei cognomi e dei profili biografici di illustri fiumani, rievocando la memoria dei principali protagonisti della vita civile ed economica della città. Nicola Benvenuti ha ricambiato omaggiando il sodalizio con il volume “Luoghi e memorie dal Veneto: da Garda all’Adriatico”, unitamente a prodotti tipici della provincia padovana, tra cui confezioni di limoncello e liquirizia.
Il programma della delegazione padovana è proseguito nella mattinata di domenica. I ventidue giovani hanno animato la Santa Messa in lingua italiana celebrata nella cattedrale di San Vito. Successivamente, lo storico Marko Medved ha accompagnato il gruppo nel cuore del centro cittadino, guidando i giovani ospiti in un ideale viaggio attraverso le tappe fondamentali del passato di Fiume.
Nella giornata odierna il gruppo si rimetterà in viaggio verso la Bosnia ed Erzegovina. Nella capitale bosniaca i giovani avranno modo di comprendere da vicino la realtà della convivenza quotidiana e del dialogo diretto tra le tre comunità etniche e religiose che animano il Paese.

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