«Un luogo storico che conserva la memoria»

L’ambasciatore Paolo Trichilo e la console Iva Palmieri in visita al Cimitero monumentale di Cosala e alla SMSI

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«Un luogo storico che conserva la memoria»
Paolo Trichilo e Iva Palmieri hanno reso omaggio ai Granatieri e ai Garibaldini nel Cimitero di Cosala. Foto: IVOR HRELJANOVIĆ

“Mi auguro che in futuro si possano trovare dei meccanismi per salvaguardare le tombe di chiunque non abbia più dei familiari che possano curarle”. Questo il pensiero dell’ambasciatore d’Italia a Zagabria, Paolo Trichilo, dopo aver visitato il Cimitero monumentale di Cosala. Come spiegato dalla console generale d’Italia a Fiume, Iva Palmieri, l’ambasciatore era già stato nel capoluogo quarnerino, ma essendo lui molto interessato a tutto quello che concerne la Comunità Nazionale Italiana, si è deciso di approfittare di questa sua nuova visita in città per fargli vedere il cimitero e la Scuola media superiore italiana, che non aveva ancora visitato. “Sono voluto venire qui, insieme alla console generale, in questo cimitero storico per la sua importanza sia architettonica che culturale e di conservazione della memoria. Abbiamo fatto visita all’Ossario dove ci sono i resti dei soldati italiani caduti nel corso della Prima guerra mondiale, nonché alle tombe dedicate ai Garibaldini e quelle in onore dei Granatieri, dove abbiamo deposto una corona di fiori, perché ci tenevo a fare un omaggio nei loro confronti, ma è stata molto interessante anche la sezione dedicata alle tombe dei partigiani italiani. Dobbiamo trovare dei meccanismi per salvaguardare la storia di questi italiani, anche perché Cosala fa parte della rete europea dei cimiteri significativi”, ha affermato l’ambasciatore.

Alla SMSI, la delegazione ha prima incontrato dei ragazzi in biblioteca, dove la bibliotecaria Dolores Močinić ha spiegato loro del fondo librario e di come grazie al contributo del Governo italiano questo sia in armonia con tutte le necessità della scuola. Nel prosieguo si è visitato l’istituto scolastico, facendo tappa nell’Aula magna e nelle classi di chimica e informatica, dove l’ambasciatore e la console hanno potuto dialogare con i professori Rina Brumini, Orjen Petković e Dario Ban.
“L’istituto scolastico è veramente molto bello, non solo dal punto di vista architettonico, ma l’ho trovato anche molto all’avanguardia per i programmi che vengono proposti. Ho potuto constatare che molti laboratori, aule e attività vengono svolte anche grazie al contributo del Governo italiano, e ho trovato dei docenti molto impegnati nel loro lavoro. Mi ha fatto, inoltre, piacere apprendere che negli ultimi dieci anni il numero degli studenti iscritti è aumentato del 25 per cento. Sono veramente contento di aver fatto questa visita e di aver notato una collaborazione con la Comunità degli Italiani e con le altre associazioni e istituzioni”, ha affermato Trichilo.
Il preside della SMSI, Michele Scalembra, ha ringraziato la delegazione per la vista, raccontando loro un po’ della storia dell’istituto e del palazzo in sé, che ha iniziato il suo processo di restauro a partire dai muri portanti e dalla cupola grazie a una legge italiana del 1991.

L’ambasciatore Paolo Trichilo e la console Iva Palmieri con il preside della SMSI, Michele Scalembra, e alcuni alunni.
Foto: RONI BRMALJ

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