Una Regione appetibile in cui vivere e lavorare. Questo il titolo dell’evento tenutosi ieri presso la Facoltà di Filosofia, il cui scopo è stato presentare gli esiti delle ricerche effettuate nella Regione litoraneo-montana e riguardanti la qualità di vita. A parlarne è stato Vedran Kružić, direttore dell’Agenzia di sviluppo regionale. “Il nostro desiderio era scoprire se i nostri concittadini siano soddisfatti con ciò che è stato fatto finora. Ricorderemo che la Regione litoraneo-montana è una delle regioni che ha maggiormente usufruito dei Fondi europei per vari progetti e quindi volevamo vedere quali sono i campi nei quali investire ulteriormente e venire incontro a Città e Comuni. Il tutto per rendere soddisfatti gli abitanti del luogo. Si tratta della prima e unica ricerca di questo genere a livello nazionale e siamo l’unica Agenzia che ha effettuato un simile progetto perché penso che sia l’unico modo per scoprire se i cittadini siano soddisfatti o meno. Sono state interpellate 1.300 persone, ossia molte più di quelle che vengono prese in considerazione quando ci sono inchieste a livello nazionale riguardanti la qualità di vita. Abbiamo analizzato anche le micro regioni, ossia le isole e il Gorski kotar, ascoltato sia giovani che anziani, persone in rapporto di lavoro, imprenditori… Abbiamo ottenuto dei dati molto interessanti e possiamo concludere che la nostra Regione vanta un tenore di vita superiore rispetto ad altre e che si vive meglio rispetto ad altre parti della Croazia. Non dobbiamo però accontentarci, perché rispetto al resto dell’Europa il nostro standard ammonta al 78%. Considerando invece i servizi comunali, si puà notare che in alcune parti della Regione gli stessi quasi non esistono, come ad esempio il trasporto pubblico nel Gorski kotar. Proiettandoci al futuro, c’è però una dose di ottimismo in particolar modo tra i giovani, rispetto al resto della Croazia. Quello che più preoccupa è la mancanza di fiducia interpersonale che porta, nei piccoli paesi, all’emigrazione. Dobbiamo quindi investire di più per collegare la società e includere ad esempio i pensionati che spesso non partecipano assolutamente alle attività sociali. Inoltre, si è notato che spesso le persone sono contente del luogo in cui vivono, ma non dei prezzi, cosa che si nota soprattutto a Fiume. Bisogna investire nel trasporto pubblico e abituare le persone alla cosiddetta transizione verde, cambiando lo stile di vita. Vediamo, inoltre, un’alta dose di pessimismo da parte di persone adulte, che hanno la sensazione di aver vissuto una vita non adeguata. Ciò significa che le associazioni no profit negli ultimi 30 anni non hanno svolto il loro lavoro per cui dobbiamo darci da fare”, ha affermato Kružić.

Foto: ŽELJKO JERNEIĆ
Voto 7,2
Ora che ci sono i risultati, a quali conclusioni si è giunti? Nella Regione litoraneo-montana si vive meglio o peggio rispetto a quali città o Paesi? “In questo momento i cittadini della Regione hanno classificato la qualità di vita da 1 a 10 con un voto medio pari a 7,2. Per fare un esempio, i cittadini tedeschi descrivono la loro qualità di vita con un 6,5. La media nazionale è 6,8 e quindi possiamo dirci soddisfatti. Rimane però la differenza tra le microregioni, dove dovremo lavorare di più”, ha concluso Vedran Kružić.
A nome della Regione presente anche Ljudevit Krpan, capodipartimento per lo sviluppo regionale, le infrastrutture e la gestione dei progetti, il quale ha dichiarato che la qualità di vita in Regione è a un alto livello. “Il nostro desiderio è dare la possibilità ai giovani di vivere, realizzarsi e sistemarsi con la propria famiglia nella nostra Regione. L’idea era di sentire in prima persona che cosa ne pensano i cittadini, quali sono le misure e le azioni che vengono classificato come più o meno soddisfacenti e come cambiare la situazione. Un classico esempio riguarda il posto di lavoro. Se non siamo soddisfatti o se non possiamo trovare lavoro in una data città, andremo a cercarlo da un’altra parte. Con l’entrata nell’Ue si sono aperti anche i mercati del lavoro e ogni giovane cercherà una nuova possibilità all’estero, dove vivere in modo decente. Questo è ciò che noi vogliamo offrire ai nostri cittadini: lavoro, tenore di vita e salari al di sopra della media”, ha detto Ljudevit Krpan.

Foto: ŽELJKO JERNEIĆ
Ciclo di progetti
Tanti i progetti che sono stati messi in atto negli ultimi anni e che in un certo qual modo possono influenzare il tenore di vita, come spiegato da Srđan Kerčević, collaboratore superiore presso l’Agenzia di sviluppo per l’applicazione della documentazione strategica. “Sono tanti i progetti realizzati o in corso, tra i quali abbiamo deciso di nominare quelli più importanti, come il ‘CYROS realizzazione dei sentieri ciclistici Adriatico-ionici EUSAIR per un turismo sostenibile’ all’interno del programma di collaborazione INTERREG VI-A Italia – Croazia 2021-2027, la rivitalizzazione del complesso Benčić, con l’inaugurazione della Casa dell’infanzia, il progetto RCK-KaRijERA relativo ai Centri regionali di competenza, ossia le scuole medie superiori, il progetto ‘Richiedi aiuto’ che ha come scopo aiutare le donne che non sono in rapporto di lavoro nelle zone del Gorski kotar. Per finire, non dobbiamo dimenticare l’‘In-No-Plastic’ assieme al Centro di gestione dei rifiuti di Ponikve (Veglia), il cui obiettivo è sensibilizzare i cittadini sul problema del riciclo”, ha spiegato brevemente Srđan Kerčević.

Foto: ŽELJKO JERNEIĆ
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