Prima di scendere in campo per la partita d’esordio, la squadra di Rijeka Gateway sta disputando una serie di amichevoli in modo da trovarsi pronta per il grande appuntamento del 12 settembre (o magari uno o due giorni prima), quando inizierà il campionato vero e proprio. La nave Cape Fulmar, giunta a Fiume l’11 agosto scorso, è ancora ormeggiata in Molo Zagabria e le quattro gru stanno caricando e scaricando i container, con gli operatori che stanno perfezionando le operazioni di banchina.
L’arrivo di questa portacontainer (costruita nel 2007 nei cantieri Warften di Wolgast, la città più nordorientale della Germania, 170 metri di lunghezza e 25 di larghezza), di proprietà della compagnia cipriota Columbia Shipmanagement di Limassol, era stato pianificato proprio per consentire al personale di essere pronto per l’arrivo della prima nave “vera”.
Protagonista della prima partita sarà invece la portacontainer Al Jasrah, battente bandiera delle Isole Marshall e proprietà della compagnia kuwaitiana UASC. Costruita nel 2016 nel cantiere sudcoreano Hyundai Samho Heavy Industries, la nave ha 368 metri di lunghezza e 51 di larghezza, con un pescaggio di 16,2 metri, 153.148 tonnellate di stazza lorda e 149.360 di portata. Partita da Tanjung Pelapas (Malesia), è diretta verso lo scalo egiziano di Port Said – dove è attesa il 4 settembre –, dopo di che imboccherà l’“autostrada” adriatica per raggiungere Fiume. Al momento, la Al Jasrah sta risalendo la costa del Marocco a una velocità di crociera di circa 16 nodi.
Qualche giorno prima dell’arrivo e di quella che sarà l’inaugurazione ufficiale dello scalo, verrà aperto l’ingresso e l’uscita dal terminal, da e verso la D403, la strada costruita in funzione del porto, che collega il terminal alla rete autostradale. Soltanto dopo l’entrata in funzione del terminal a pieno regime comprenderemo se e in quale misura il grande numero di tir comprometterà la viabilità. Tra Molo Zagabria e il nodo di Valascurigne c’è oggi un’ampia strada che collega due quartieri della città con pochi minuti di macchina, senza semafori e incroci, se non una serie di rotatorie che sono state progettate e realizzate proprio per limitare le interferenze tra traffico cittadino e la circolazione dei tir con i container.
In questi giorni si parla e si continuerà a discutere sull’impatto complessivo del nuovo terminal sulla qualità della vita dei residenti nei rioni a ridosso di Molo Zagabria. C’è l’inquinamento acustico e quello luminoso, evidente già in queste prime settimane di collaudi. Rijeka Gateway, la compagnia che gestisce il terminal, assicura che verranno predisposte tutte le misure per ridurre ogni tipo di inquinamento. Staremo a vedere. In pochi parlano, invece, dell’impatto che avranno i tir in arrivo e in partenza. In questa prima fase, infatti, il terminal è stato progettato per movimentare 650mila container all’anno. Le ferrovie riescono a malapena a smaltire i container dallo scalo in Brajdica. La linea Fiume-Zagabria a doppio binario, nel migliore dei casi, sarà disponibile nel 2032. Le Ferrovie croate stanno già valutando di sopprimere diverse linee passeggeri, sostituendole con i pullman, per consentire un transito più veloce delle merci.
Come ci aveva spiegato Denis Vukorepa, direttore della Port Authority, riconfermato da pochissimo per un nuovo mandato, circa il 40 per cento dei container in arrivo dovrebbe lasciare il terminal via mare con il servizio feeder verso altri porti dell’alto Adriatico. Anche con questa prospettiva, però, lungo la D403 transiteranno 600, 800 e, forse anche 1000 tir al giorno in una direzione, pieni quelli verso l’entroterra e vuoti quelli diretti verso Molo Zagabria.

Foto: ŽELJKO JERNEIĆ

Foto: ŽELJKO JERNEIĆ
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