UI: Impegni finanziari, invito alla prudenza

L’appello di Tremul, Corva e Demarin ai responsabili dei sodalizi, enti e istituzioni della CNI

Palazzo Modello, sede dell'Unione Italiana. Foto: Goran Žiković

A mali estremi estremi rimedi. Anche l’Unione Italiana si adegua alle misure di cautela varate dalle autorità al fine di ridurre al minimo la diffusione della pandemia di COVID-19, ossia della malattia respiratoria provocata dal coronavirus SARS-CoV-2. In una circolare inviata nel corso della giornata di ieri alle Comunità degli Italiani, agli asili, scuole elementare e medie-superiori, nonché alle istituzioni della Comunità Nazionale Italiana, i presidenti dell’UI, Maurizio Tremul, della Giunta esecutiva dell’UI, Marin Corva, e dell’Assemblea dell’UI, Paolo Demarin, hanno sollecitato i responsabili dei sodalizi, enti e istituzioni della CNI a non avviare nuove iniziative. Una misura, questa, giustificata dalle incognite che lo scenario che stiamo vivendo in questi giorni, ha fatto sorgere in merito al flusso e all’entità stessa dei finanziamenti destinati all’etnia.
“In seguito al protrarsi dell’emergenza legata al diffondersi dell’epidemia da COVID-19 – si legge nella circolare – gli Stati finanziatori dell’Unione Italiana, Repubblica Italiana, Repubblica di Croazia e Repubblica di Slovenia, stanno affrontando una situazione di profonda crisi che sta causando da una parte un aumento delle spese dei rispettivi sistemi sanitari nazionali e dall’altra un arresto delle attività economiche. Queste circostanze inducono i governi ad introdurre misure straordinarie di sostegno alle imprese e ai lavoratori. Come possiamo leggere sui mezzi di informazione, tali manovre finanziarie incideranno sulla spesa pubblica complessiva dei nostri tre Paesi finanziatori”. “In considerazione di tali circostanze – prosegue il messaggio – appare prudente avviare una fase che preveda un contenimento degli impegni finanziari e una conseguente riduzione delle attività, perlomeno temporanea, fino a quando non sarà cessata l’emergenza derivante dalla pandemia COVID-19 nonché fino al momento in cui non avremo a disposizione notizie di conferma dei finanziamenti destinati alla nostra Comunità Nazionale”.
Alla luce di queste osservazioni, Tremul, Corva e Demarin hanno proposto ai destinatari della circolare da loro sottoscritta a non avviare nuove iniziative e di ridurre per quanto possibile l’attività corrente al fine di contenere al massimo le spese. “L’Unione Italiana, d’altro canto, in contatto con i finanziatori da cui è in attesa di ricevere indicazioni più precise, si sta adoperando affinché l’entità delle risorse a nostro beneficio resti immutata”, è stato rilevato al termine del messaggio.

Facebook Commenti