Troppi soldi e troppi vincoli, Teatrino in attesa di tempi migliori

La Città abbandona, per ora, il progetto di ristrutturazione dell'edificio fatiscente sul retro del Palazzo dello Zucchero nel Quartiere artistico Benčić

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Troppi soldi e troppi vincoli, Teatrino in attesa di tempi migliori
Un’immagine del “Teatrino”. Foto: ŽELJKO JERNEIĆ

Era nell’aria. Il Teatrino, l’edificio malconcio che si trova nel perimetro del Quartiere artistico Benčić, non verrà candidato bel febbraio 2026 per attingere ai fondi europei. La struttura è inserita nel registro dei beni sotto tutela dai conservatori del Ministero della Cultura e dei media per cui non ne viene autorizzato lo smantellamento e nemmeno la ristrutturazione senza il rispetto di rigidi vincoli da parte della Soprintendenza. Viene chiamato Teatrino, ma in effetti non lo è mai stato, utilizzato come mensa, come luogo di incontro per i lavoratori, per i comizi sindacali, serate sociali e via dicendo. Il suo valore, per chi si occupa della tutela dei beni storici e culturali, è dovuto principalmente alla sua collocazione all’interno del complesso, in buona parte riqualificato.

Il tema è stato riaperto giovedì nel corso della sessione del Consiglio cittadino di Fiume, la prima in cui la nuova amministrazione cittadina, capitanata dalla sindaca Iva Rinčić, ha avuto l’opportunità per annunciare delle mosse strategiche. Il dibattito è stato innescato dal consigliere Sanjin Matijević di Alternativa, formazione che fa parte della coalizione che sostiene la sindaca. Pertanto, pare evidente che l’interrogazione sia stata concordata. Comunque, ha richiamato l’attenzione sul fatto che la Città di Fiume sta portando avanti il progetto “Teatrino – riqualificazione di un bene culturale per la creazione di un moderno centro delle arti”, questo il nome tecnico dell’operazione, condizionato da una serie di problemi.
La sua ristrutturazione rientra nella Strategia dell’Agglomerazione urbana di Fiume con lo scopo di garantirne il finanziamento con risorse europee a fondo perduto. La domanda posta da Matijević è questa: “Il progetto mira a recuperare l’attuale edificio fatiscente situato nel Quartiere artistico Benčić, trasformandolo in uno spazio aggiuntivo per lo sviluppo delle attività culturali. Alla fine dello scorso anno è stato elaborato il progetto preliminare, condizione necessaria per ottenere i pareri delle autorità competenti e proseguire con la progettazione ai fini del rilascio del permesso di costruire. Tuttavia, due mesi fa, durante una conferenza stampa della sindaca e dei suoi vice, è emersa la notizia che il progetto si trova ad affrontare problemi legati ai vincoli della Soprintendenza, con conseguente aumento dei costi. Di quali problemi si tratta esattamente e a quanto ammonta l’incremento delle spese?”.
A rispondergli è stato il vicesindaco Vedran Vivoda. Ha spiegato che il progetto Teatrino era destinato a essere candidato al bando “ITU – Riqualificazione di Aree Brownfield nell’ambito dell’agglomerazione urbana di Fiume” che verrà aperto dal Ministero competente, in coerenza con l’Accordo di attuazione degli investimenti territoriali integrati e con il Programma integrato territoriale 2021–2027. “L’uscita del bando era attesa per febbraio 2026, con un’intensità di sostegno pari all’85% e un contributo previsto di 1.130.500 euro. Per preparare la candidatura – ha spiegato Vivoda –, sono state svolte diverse attività: nel novembre 2024 il rilievo dello stato di fatto, a fine 2024 il progetto preliminare, redatto in accordo con la Soprintendenza; successivamente elaborati integrativi richiesti dalla stessa, la valutazione della struttura edilizia (marzo 2025) e, il 25 giugno 2025, il rapporto di analisi conservativa dell’edificio”.

Vincoli insostenibili
Questo è stato il percorso amministrativo. “Tuttavia, nel marzo 2025 – ha proseguito Vivoda – la Soprintendenza ha imposto condizioni particolari per l’intervento. Oltre al restauro del fabbricato, è stato richiesto l’inserimento della volta del corso d’acqua sottostante e la redazione di un progetto di regimazione idraulica del torrente, volto a eliminare il rischio di allagamenti. Si tratta di prescrizioni non solo legate alla futura funzionalità del Teatrino, ma anche alla tutela dell’intero complesso Benčić. Questo comporterebbe un notevole aumento dei costi e l’allungamento dei tempi di realizzazione, con il rischio di compromettere la candidatura al bando previsto per febbraio 2026”.
Solo la messa in sicurezza
Per tale ragione l’amministrazione ha iniziato a valutare la riallocazione delle risorse verso altri progetti nell’ambito dello stesso meccanismo ITU. Nondimeno, a inizio settembre è stato firmato un contratto per la progettazione preliminare della regimazione idraulica, con scadenza il 2 ottobre 2025, così da stimare i costi delle diverse opzioni. Parallelamente si stanno predisponendo le procedure di gara per l’esecuzione di interventi urgenti di messa in sicurezza del Teatrino.

Soldi dirottati alla rimessa «Autotrolej»
Vivoda ha riferito che nella seduta del Consiglio di coordinamento del 16 settembre 2025 è stata presa la decisione di trasferire le risorse già destinate al Teatrino al progetto di costruzione della Base 2 di Autotrolej in via Milutin Barač. In questa fase, dunque, si procederà unicamente con le opere urgenti di protezione e messa in sicurezza del bene culturale.

«È solo un rinvio»
“Questo non significa che il progetto Teatrino sia stato abbandonato – ha precisato il vicesindaco –, bensì continueremo a cercare altre forme di finanziamento”. Il consigliere Matijević ha infine rivolto un appello alla Soprintendenza di Fiume affinché possa individuare una soluzione di compromesso che non ostacoli la realizzazione del progetto.

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