Quando pensiamo alla figura dell’imprenditore, ci viene sempre in mente qualcuno che trasforma un’idea in realtà con coraggio e visione. È anche la persona che crea opportunità, lavoro e movimento nella comunità in cui opera. La sua forza sta nell’imperturbabilità: anche di fronte alle difficoltà, l’imprenditore mantiene la rotta e continua a guidare con lucidità e determinazione. E invece non è sempre così: molti imprenditori arrivano davanti a un muro. Questo muro può essere di diversa natura, e ce ne siamo resi conto durante l’evento “Imprenditori nel dialogo – imparare e crescere tramite il mentoring”. Tenutosi al RiHub, si è trattato di un incontro pubblico, dedicato all’importanza del mentoring nel mondo dell’imprenditoria, organizzato dal Club degli imprenditori senior “Sentor”, con il supporto della Città, dello “Startup Inkubator” di Fiume e dell’Agenzia per lo sviluppo “Porin”. L’incontro, protrattosi per tutta la mattinata, si è aperto con i saluti dei vertici cittadini e regionali, ovvero la sindaca Iva Rinčić e il presidente della Regione litoraneo-montana, Ivica Lukanović.
Il Club “Sentor”, registrato tre anni fa, riunisce imprenditori esperti che offrono mentoring a colleghi in difficoltà. L’evento è stato organizzato e ospitato dal RiHub e dall’Agenzia “Porin”. Rinčić ha definito l’iniziativa “un evento importante”, ricordando come la sua vicinanza al mondo imprenditoriale le ha fatto capire l’importanza del mentoring e quanto spesso gli imprenditori incontrino ostacoli. Nel suo programma politico per la carica di prima cittadina ha spesso citato la parola “visione” e ha affermato che il termine “visionario” legato all’imprenditore è centrale: “Voglio che l’imprenditore sia ciò che deve essere: la figura che guida nelle innovazioni e nelle tecnologie. È fondamentale garantire un’infrastruttura adeguata al loro lavoro. I nostri sforzi vanno verso la creazione di nuovi spazi: gli edifici del complesso di magazzini portuali Metropolis ne sono un esempio. Il dialogo tra imprenditori, e in particolare la presenza dei mentori che li guidano, è ciò che ci manca e ciò che dobbiamo assolutamente avere. La Città di Fiume è al vostro fianco”.
Lukanović, parlando sia da presidente di Regione sia da imprenditore – attività di cui si è occupato prima di venire eletto alla sua funzione istituzionale – ha affermato: “Sono felice che si svolgano questi eventi. Il mentoring non è molto diffuso nel nostro Paese. Con l’ingresso della Croazia in una nuova era, molti hanno iniziato a pensare che i giovani bastassero e che i più anziani contassero meno. È un errore. La sinergia sociale è fondamentale: serve l’energia dei giovani e la saggezza dell’esperienza. Ogni incontro che promuove un dialogo sull’imprenditorialità è benvenuto. Non vedo l’ora che gli imprenditori vengano finalmente considerati e rispettati come meritano. Chi vive la realtà in modo razionale sa che il valore aggiunto nasce soprattutto grazie agli imprenditori. Il dialogo è la mia tematica preferita e ogni mentoring si basa proprio sul dialogo: bisogna saper ascoltare”.
Nenad Seifert, del Associazione croata degli imprenditori HUP – ufficio regionale di Fiume – ha ricordato di avere già collaborato in passato sia con Rinčić che con Lukanović, proprio in uno dei primi tentativi di collegare studenti e imprenditori locali. Gli imprenditori, ha spiegato, hanno capito presto che questo percorso è pieno di difficoltà e che spesso è necessario un aiuto esterno. Proprio per questo il mentoring rappresenta uno dei principali motori di crescita, non solo professionale, ma anche personale. Attraverso la collaborazione, gli incontri accendono nuove ispirazioni tra i protagonisti del settore reale.
Mirela Alpeza, professoressa presso la Facoltà di Economia di Osijek e direttrice di “Cepor” (e quindi automaticamente cofondatrice di “Sentor”), ha raccontato come tutto è iniziato. Durante il suo intervento, ha esibito una mappa della Croazia con oltre 500 zone e centri imprenditoriali attivi. “Sentor è l’associazione numero 550 circa. Perché crearne un’altra? Perché la qualità dell’infrastruttura di supporto ai piccoli e medi imprenditori è, secondo molte valutazioni, insufficiente. Durante la pandemia di Covid, i piccoli imprenditori si rivolgevano alle istituzioni per informazioni, ma non ricevevano consigli. Mancano interlocutori competenti nelle fasi cruciali della crescita. Le organizzazioni di supporto sanno spiegare come registrarsi, ma non come crescere o mantenersi sul mercato. Molti imprenditori desiderano ascoltare l’esperienza di chi ci è già passato”. Alpeza ha citato i modelli francesi dell’associazione CRA, con 240 imprenditori e manager in pensione che operano come volontari in 70 filiali, e l’associazione olandese Soundboard, con 300 imprenditori attivi.
Ispirazione
Questi modelli hanno ispirato la nascita del Club “Sentor”, avviato come progetto pilota nel 2020 nell’ambito del “Cepor” e registrato come associazione nel 2022. I partner chiave sono stati dall’inizio l’HUP e l’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi in Croazia. Il “Sentor” fa parte della rete europea Early Warning Europe e oggi conta oltre 120 imprenditori iscritti e più di 30 mentori. “Spesso ci contattano imprenditori da cui ci si aspetterebbe disponibilità a fare da mentori, ma che in realtà sono stanchi, demotivati e hanno bisogno loro stessi di supporto, umano più che aziendale – ha detto Alpeza –. È fondamentale avere dall’altra parte un interlocutore valido”. Molti imprenditori affermati desiderano rimanere in contatto con altri colleghi, cercando confronto o nuovi stimoli dopo anni di attività. “Sentor” analizza i problemi segnalati e, grazie ai dati raccolti, orienta il lavoro futuro, offre sostegno agli imprenditori, favorisce l’impegno sociale dei senior esperti, comprende profondamente le sfide dell’imprenditoria e crea collegamenti con il mondo accademico.
Alla domanda se gli imprenditori abbiano bisogno di collegarsi tra loro, la risposta è sì: assolutamente. Questa risposta deriva da un questionario condotto a Fiume. Boris Popović, noto imprenditore fiumano nel settore dei sistemi d’allarme e cofondatore di “Sentor” con Blaženka Urbana e Ante Mandić, ha spiegato che oggi è mentore da più di dieci anni. “Quando entravo nel mondo dell’imprenditoria, sono stato fortunato ad avere un partner che non la pensava come me – il confronto è l’unico modo per crescere. Avrei voluto avere anche un mentore. La cultura del dialogo è fondamentale per andare avanti. Un tempo nessuno avrebbe immaginato di fare il mentore o il volontario. Ci sono addirittura più persone disposte a dare consigli che non imprenditori che chiedono supporto. Nell’imprenditoria ognuno deve dare per poter ricevere”.
Popović ha parlato anche della difficoltà, diffusa in quest’area, di rivolgersi a donne per un consiglio per ragioni culturali, e della rigidità gerarchica che spesso limita lo sviluppo. Ha sottolineato che la maggior parte dei problemi riguarda la gestione delle persone. “La perdita del controllo è uno dei problemi più grandi per ogni imprenditore”, ha detto. Il giusto equilibrio tra responsabilità e autorità è la base di un’organizzazione. Ha aggiunto che la definizione del problema è già metà della soluzione. “Gli imprenditori sanno che qualcosa non va, ma spesso non riescono a identificare il problema”. “Sentor” lavora, allora, per creare una comunità di mentori e imprenditori mentorati.
Dopo Popović, sono intervenuti Dean Cimera, mentore dello “Startup Inkubator” di Fiume, e Stefano Rudin, uno dei mentorati, che ha raccontato come i consigli ricevuti abbiano contribuito alla crescita della sua azienda “Medrican” negli ultimi tre anni. Successivamente sono intervenuti anche Damir Krnić, che ha fatto da mentore agli imprenditori mentorati, Dario Đurić (ditta “Cadeli”) e Daniela Drčec (ditta “Adorable”), i quali hanno condiviso le proprie esperienze e i benefici ottenuti grazie ai loro mentori.
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