«Torno subito», il mantra dell’inciviltà urbana

Vigili urbani rassegnati e impotenti contro la furbizia, l’arroganza e l’gnoranza degli automobilisti, con fermate dei bus invase costantemente da veicoli civili e commerciali

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«Torno subito», il mantra dell’inciviltà urbana
Un’immagine che non ha bisogno di essere commentata. Foto: Goran Žiković

Che tristezza! C’è un mondo parallelo che si riconosce a colpo d’occhio: quello delle quattro frecce accese. È la repubblica dei “torno subito”, degli automobilisti convinti che i divieti siano consigli facoltativi, che le strisce pedonali siano decorazioni stradali e le fermate degli autobus parcheggi riservati ai furbi. Loro si infilano ovunque, davanti a una scuola, in curva, perfino sugli stalli di sosta per disabili, con la certezza che tanto nessuno interverrà. Spesso hanno ragione.

La verità è che tra carenze di organico, leggi scritte con mano tremante, il controllo è poco più di una sceneggiata. Gli ausiliari del traffico, poveri cristi, non possono nemmeno sanzionare un’auto se il conducente è dentro. Così basta restare al volante a scrollare il cellulare per assicurarsi l’immunità e impunità. Sarebbe una barzelletta, se non fosse che nel frattempo gli autobus restano bloccati, i pedoni rischiano la vita e la città affoga nel caos.
Il risultato? Il rispetto delle regole diventa un atto da ingenui, roba da fessi. E il furbo di turno, col SUV messo di traverso, si sente addirittura un vincente. Altro che senso civico. Qui l’inciviltà è diventata un diritto acquisito, protetto dalla burocrazia e dalla cronica mancanza di chi dovrebbe farla rispettare. Benvenuti nella giungla urbana, dove parcheggiare dove capita non è un’infrazione. È lo sport nazionale.
Ecco perché ci sentiamo tristi, sopraffatti. Avevamo inviato, pochi giorni fa, una domanda specifica a Marko Drpić, capo della Direzione cittadina dei vigili, o ausiliari del traffico. Questa è la risposta che abbiamo ricevuto in cui viene spiegata la situazione:
“In merito al Suo quesito sul problema dei parcheggi irregolari presso la fermata dell’autobus davanti al Centro commerciale Andrea in via Čandek, forniamo il seguente chiarimento: presso tale località, i vigili del traffico agiscono nell’ambito delle proprie competenze legali, che sono piuttosto limitate, come spiegheremo di seguito. Infatti, in via Čandek, dall’inizio dell’anno in corso sono stati registrati più di 80 interventi, la maggior parte dei quali proprio presso la suddetta fermata e quella sul lato settentrionale della carreggiata davanti al negozio Spar. La particolarità del problema in questa micro-area è che i conducenti utilizzano spesso la fermata dell’autobus per brevi soste, per recarsi in esercizi vicini come bar, panetteria, negozi, drogheria, edicola o bancomat. In tali casi, i conducenti si trovano spesso nel veicolo (in attesa del passeggero) o nelle sue immediate vicinanze, e all’arrivo degli agenti si allontanano rapidamente prima che venga emessa la notifica dell’infrazione, cioè la multa.
Situazioni analoghe si verificano anche in altre micro-aree, ad esempio presso i bancomat a Srdoči, l’edicola a Tersatto, la scuola di musica in via Laginja. In questi casi specifici, poiché gli ausiliari del traffico della Città di Fiume, a differenza della Polizia del Ministero degli Interni della Repubblica di Croazia, non sono autorizzati a intervenire nei confronti di conducenti o veicoli in movimento che lasciano il luogo dell’infrazione prima che venga emessa la sanzione. Inoltre, l’eventuale fotografia di un solo veicolo, mentre altri si allontanano, solleva questioni di equità e uniformità dell’azione. Pertanto, gli ausiliari del traffico non possono redigere una documentazione fotografica e rilasciare una notifica di infrazione al conducente o lasciarla sul parabrezza, né possono impedire al conducente di andarsene.
L’esempio più evidente è il recente intervento del 12 settembre 2025 in via Čandek. All’arrivo sul posto, alle ore 14:33, gli agenti hanno trovato 5 veicoli (auto e scooter), che i conducenti hanno rimosso già alle ore 14:35. In allegato un esempio di documentazione fotografica (immagini al momento dell’arrivo e dopo due minuti). Purtroppo, come spiegato, in determinate aree dove si verificano brevi fermate o soste e i conducenti si trovano nel veicolo o nelle immediate vicinanze, i poteri limitati degli ausiliari del traffico rendono impossibile l’applicazione delle sanzioni. Dopo la partenza degli agenti, la situazione si ripete.
Siamo consapevoli che le fermate e i parcheggi irregolari di auto private e veicoli commerciali presso la fermata in questione ostacolano il traffico degli autobus e continueremo, nei limiti delle nostre competenze, a intraprendere misure di controllo intensificato e a compiere ulteriori sforzi nell’ambito della nostra autorità. Precisiamo, inoltre, che la Direzione cittadina dei vigili del traffico non è competente a introdurre soluzioni tecnico-viarie diverse (ad esempio la creazione di un’area di sosta per le consegne o di un parcheggio a tempo), che rientrano nelle competenze di altri uffici”.
Eccoci qua, spettatori impotenti di un teatrino grottesco con automobilisti che sfidano il buon senso certi dell’impunità, vigili ridotti a comparse senza strumenti e cittadini che fanno lo slalom per salire sugli autobus bloccati. La città diventa ostaggio di chi scambia la furbizia per diritto, l’abuso per normalità. Possiamo chiamarlo buco normativo, carenza di organico o mancanza di volontà politica, ma il risultato resta lo stesso: un incivile che se la ride, un pedone che rischia la pelle e una comunità che affonda nell’apatia.

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