L’annuncio del concerto di Marko Perković Thompson al Palasport di Tersatto di Fiume il 6 febbraio 2026, ha acceso subito il dibattito pubblico, riportando al centro una questione che in città ritorna ciclicamente: il rapporto tra musica, spazio pubblico e politica. L’evento, previsto in una struttura di proprietà della Città e gestita dalla municipalizzata Rijeka sport, ha sollevato interrogativi non solo tra i cittadini, ma anche sul fronte istituzionale, chiamando in causa il ruolo dell’amministrazione cittadina.
La notizia, diffusa venerdì 26 dicembre, ha suscitato un’attenzione immediata e fuori dal comune. Nel giro di poche ore, la comunicazione del concerto ha raccolto migliaia di reazioni sui social network, con centinaia di commenti che testimoniano quanto il nome di Thompson continui a polarizzare l’opinione pubblica. Un interesse che lascia prevedere anche prese di posizione critiche da parte di alcune associazioni cittadine, storicamente contrarie ai concerti del cantante in diverse città croate e già protagoniste, in passato, di iniziative volte a limitarne o impedirne le esibizioni.
Interpellata dal portale Fiuman, la sindaca di Fiume Iva Rinčić, ha chiarito subito la propria posizione personale, senza però sottrarsi a una riflessione più ampia sul ruolo delle istituzioni. Rinčić ha dichiarato di non ascoltare le canzoni di Thompson e di non avere intenzione di partecipare al concerto, ma ha sottolineato con decisione che non spetta alla politica stabilire chi possa o non possa esibirsi in città.
Secondo la sindaca, “il tempo in cui le scelte artistiche venivano dettate dall’indirizzo politico è ormai alle spalle”. A Fiume, ha ribadito, “tutti gli artisti devono avere lo stesso trattamento”, a condizione che vengano rispettate le leggi e le regole vigenti. Da qui l’auspicio che l’evento si svolga senza incidenti e nel rispetto dell’ordine pubblico.
Il concerto di Thompson si inserisce così in un contesto cittadino complesso, dove la libertà di espressione artistica si intreccia con una memoria storica e politica particolarmente sensibile. Fiume, città dall’identità fortemente antifascista e multiculturale, ha spesso reagito in modo critico a eventi percepiti come divisivi. Allo stesso tempo, l’amministrazione sembra voler ribadire una linea di principio: gli spazi pubblici non sono strumenti di censura, ma luoghi regolati da norme uguali per tutti.
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