Tasting Fiume. Alla scoperta dei nuovi viaggi culinari

Territorio, autenticità, leggerezza, consapevolezza, storytelling, ricercatezza. Questi i comuni denominatori della cucina fiumana d’ultima generazione, che sta allargando i propri orizzonti gustativi

Le moderne hamburgerie fiumane sono rivolte al consumatore che ha abbracciato la filosofia slow, ma vuole continuare a mangiare fast

Fiume, la città dalle storie e dai passati infiniti, dagli incontri e scontri più improbabili, che non conosce riposo, in cui nulla è statico e tutto è eraclitamente in continuo movimento. Una città che sogna, che osa, che cambia, che va oltre, si evolve, diviene, ribalta le idee, sperimenta. La “città che scorre”, così unica sotto molti aspetti, racchiude in sé una contaminazione di esperienze, di visioni, di emozioni, che riuniscono i più svariati mondi: dallo sport all’arte, dalle produzioni artigianali alla cultura del bello, della vita, del gusto. Ed è proprio in quest’ultima dimensione, quella gastronomica, che il capoluogo quarnerino si sta reinventando, si apre a nuovi orizzonti gustativi, si rinnova, per ripartire e fare un salto di qualità, per dimostrare di che pasta (e pasti) è fatta. I moderni saperi e sapori fiumani si raccontano e conquistano, cercano e propongono esperienze culinarie per tutti i gusti e palati, confermando la sua indole multiculturale, rendendo la città originale e competitiva anche dal punto di vista della cucina. Oggidì a Fiume, infatti, soprattutto in seguito agli stravolgimenti sviluppatisi in quest’anno eccezionale, difficilissimo ma foriero di grandi riflessioni, si possono saggiare autentiche avventure gastronomiche attraverso Paesi, culture, mode, senza perdere il contatto con la tradizione, anzi, forse addirittura ritrovandolo.

Lo chef Luka ha appreso il suo mestiere in giro per il mondo specializzandosi nell’ormai popolarissimo branch

Zuppe ed emozioni

A New York si chiamano soup bar, in Francia souperie, in Italia zupperie, locali che preparano zuppe di ogni tipo, per il take away o da consumare sul posto. Fiume non è da meno e, sulla stessa scia, ne propone di tutti i tipi. Rigorosamente autoctone, salutari, economiche, di tendenza, da ex piatto dei poveri sono diventate le protagoniste della tavola e si trasformano in un nuovo concept di ristorazione. In un localino a conduzione familiare in pieno centrocittà, dal design assolutamente originale e “a tema”, in cui la fanno da protagonisti gli utensili da cucina (mestoli appesi al tetto, menù incartocciati o incorniciati a mo’ di quadri, capienti casseruole di coccio) e tante idee, se ne possono gustare di tutti i tipi: la sostanziosa minestra di bobici, il tradizionale “čobanac” (stufato del pastore) al cucchiaio, l’“ajngemahtec” (brodo di pollo con gnocchetti di semolino), la trippa alla dalmata, la classica jota, il baccalà in brodetto, la zuppa di legumi, con verdure, di carne o di pesce, ma anche quelle vegan come le zuppe di porridge e di zucca, la vellutata di patate dolci, la minestra contadina. Un connubio perfetto tra artigianalità e innovazione. Il segreto? Ce lo svela Marina, la solare titolare: “Tanta passione, voglia di far conoscere i piatti tipici del nostro territorio e prodotti sempre freschi e genuini che, sapientemente sposati, creano sapori unici, profumi intensi, atmosfere avvolgenti, che riallacciano ricordi e rapporti umani, rendendo il momento un’esperienza esclusiva e preziosa”.

Le hamburgerie: il nuovo fast good

Menù di qualità, cucina espressa, piatti gourmet e ricchi di sapori, prezzi sostenibili e ambienti essenziali, ma dall’immagine costruita e ricercata, rivolti a un consumatore che ha abbracciato la filosofia slow, ma vuole continuare a mangiare fast. Sono queste le caratteristiche delle moderne hamburgerie fiumane. Per renderli unici e creativi, ogni locale cerca di personalizzare i popolarissimi panini e approfondisce il tema della farcitura del pane, dalla preparazione delle carni o del pesce, all’abbinamento delle salse, all’assemblaggio dei vari ingredienti. Così, oltre ai grandi classici, l’idea di hamburgheria made in Fiume propone burger glocal rivisitati, declinati negli accostamenti più imprevisti, raffinatamente pensati e farciti, ormai anche nella nuova veste, originale e divertente, formato “mignon”, che stuzzica i palati più fini. Ecco allora fare capolino gli iconici panini (neri, gialli, verdi in versione pan brioche) con polpetta di ceci, di seitan, di tofu, di felafel fritto e persino di polenta, insaporiti con maionese o gorgonzola, cipolla caramellata, crema di avocado, senape al miele, salsa cocktail, allo yogurt o all’hummus, briosamente cosparsi con semi di papavero o di sesamo. Un mix di consistenze e aromi ricercati, versatili, ripensati con estro, che si coniugano a presentazioni dei piatti stilose e curate in ogni fase dalla progettazione.

Utensili da cucina, veri protagonisti

Io brunch, e tu?

Il fermento gastronomico che ultimamente divampa nella ristorazione fiumana è soprattutto riconoscibile in una delle proposte più all’avanguardia, che di giorno in giorno conquista sempre più appassionati: il brunch. Il termine stesso indica il motivo per cui questa tipologia di pasto è nata: unire colazione e pranzo. Brunch (chiamato anche “colanzo”, seppur con minor frequenza), infatti, è una parola generata dall’unione di “breakfast” (ossia colazione, in inglese) e “lunch” (pranzo, sempre in inglese). Ormai popolarissimo in tutto il mondo, si consuma dalle 11 alle 14 e permette di mettere in tavola indistintamente preparazioni culinarie dolci e salate. Nel capoluogo quarnerino lo celebra uno dei locali più trend del momento, un “cosmopolitan food bar” dalla natura camaleontica, che si presenta tappa brunch nelle ore mattutine e cocktail bar in quelle pomeridiane, i cui originalissimi aperitivi si accompagnano a una sfiziosa proposta tapas. Sito in zona Cittavecchia, dalla mise en place curata ed elegante, coerente con l’ambiente caldo e particolareggiato, dominato da contrasti stilistici e concettuali per dar vita a un affascinante mix di antico e moderno, offre una quindicina di creazioni culinarie, tra cui proposte vegetariane e vegane. Tuttavia, non si deve pensare a un buen retiro per pochi e selezionati buongustai, ma a un locale stile giardino, moderno ma accogliente, con piante e arredi dalle linee essenziali. Lo chef, Luka, che ha appreso il suo mestiere in giro per il mondo, soprattutto in Inghilterra, Irlanda e Austria, declina una cucina materica e briosa, dando vita ai piatti tipici della prima e seconda colazione che, nei preziosi momenti di pausa dal lavoro, oltre a garantire l’appagamento del palato, sono una vera e propria coperta di Linus, confortano e nutrono. Così, tra i “main course” del locale, l’ospite ha una miriade di opzioni e può scegliere tra, ad esempio, le classiche uova strapazzate, quelle alla benedettina, in camicia, svariati tipi di panini (l’Upper West Side con uva e formaggio Brie è magistrale!), insalate, croccanti granole, müesli o pancake. Come in ogni brunch che si rispetti, non mancano cappuccino, caffè, succhi di frutta, tè, torte dolci e salate, frutta fresca, yogurt, marmellate, pane, burro, rigorosamente accompagnati da salumi, formaggi e carni fredde. La regola basilare è che si viva un informale momento conviviale con goloserie da stuzzicare. Al pomeriggio e alla sera, invece, ci si può deliziare con vari tipi di tartare, deliziosi hamburger, costine e ali di pollo al forno, quesadillas o svariati piatti gourmet. Ricche preparazioni che sorprendono per equilibrio e sapore, in cui le due anime della tradizione e dell’innovazione si armonizzano con la possibilità di seguire un percorso degustazione al quale viene suggerito l’abbinamento con aperitivi o quello con i freschissimi frullati. Il servizio si dimostra abile, scattante e preparato, oltreché cordiale e pronto a coccolare il cliente con un approccio sartoriale.

Soluzioni originali per indicare il menù del giorno

Territorio, autenticità, leggerezza, consapevolezza, storytelling, ricercatezza. Sono questi, quindi, i comuni denominatori della cucina fiumana di ultima generazione. Una cucina creativa e inventiva, che sfrutta tecniche diverse, dà vita a ricette sostenibili, punta alla massima qualità degli ingredienti e a una produzione sana, etica, sostenibile, capace di trovare il suo spazio nel mondo antropizzato e nel ciclo alimentare.

Marina, titolare di un soup bar in centrocittà, alle prese con una delle sue deliziosissime zuppe

S'informano i gentili lettori che tenuto conto delle disposizioni dell'articolo 94 della Legge sui media elettronici approvata dal Sabor croato (G.U./N.N. 111/21) viene temporaneamente sospesa la possibilità di commentare gli articoli pubblicati sul portale e sui profili sociali La Voce.hr.