Stop all’italiano nel Quarnero. Questione di scelte

La tabella del progetto a Icici. Foto Krsto Babić
Irena Peršić Živadinov, direttrice dell’Ente turismo del Quarnero. Foto Željko Jerneić

Stanno facendo parecchio discutere, e non potrebbe essere diversamente, i pannelli informativi installati in questi giorni a Fiume lungo il Canal morto, nonché sul lungomare a Volosca, Abbazia, Icici e Ica, nell’ambito del progetto Piccola barca 2 (Mala barka 2) e che a sua volta rientra nel programma transfrontaliero Interreg Croazia-Slovenia. Il motivo? Le diciture che accompagnano le insegne, e che illustrano le finalità del progetto, sono tradotte in quattro lingue: croato, sloveno, inglese e tedesco. L’italiano però è assente, come La Voce ha già riportato in un articolo a firma di Krsto Babić (clicca sul link).  Cosa quanto meno strana e discutibile considerando sia la storia di queste terre che la tematica trattata, ovvero quella della valorizzazione turistica del patrimonio marittimo.
Irena Peršić Živadinov, direttrice dell’Ente turistico del Quarnero, uno dei principali partner coinvolti nel progetto cerca di gettare acqua sul fuoco. “Nessuna amnesia – assicura la direttrice –. Molto semplicemente nel progetto non sono coinvolti partner italiani”.
Peccato però che sul sito ufficiale malabarka.eu la lingua italiana compare eccome. E non solo. Infatti, nel progetto non sono inclusi partner dell’area linguistica inglese o tedesca, eppure sui panelli informativi è presente l’idioma.

In Slovenia è diverso…

“Per quanto riguarda il sito ufficiale – puntualizza Irena Peršić Živadinov –, qui non ci sono restrizioni per cui logicamente abbiamo inserito l’italiano, a maggior ragione visto che i turisti italiani rappresentano per noi un’importante fetta di mercato. È vero altresì che non c’è la presenza di partner dalle aree linguistiche inglese e tedesca, tuttavia, le direttive ci imponevano la dicitura bilingue dei materiali informativi, ossia croata e slovena, più l’inglese e infine di una quarta lingua. E dal momento che più del 40% di tutti gli arrivi nel Quarnero ricade su turisti di quest’area linguistica, abbiamo optato per il tedesco. Anche i colleghi sloveni hanno l’obbligo bilingue, con l’italiano accanto allo sloveno, ragion per cui i loro pannelli lungo il Litorale, ma anche a Rovigno, che rientra nell’area di loro competenza, hanno pure la nomenclatura in italiano. Ad ogni modo, ora stiamo lavorando su un nuovo progetto, di fatto la continuazione della Piccola barca 2, ovvero Arca Adriatica, nel quale saranno invece coinvolti partner italiani e quindi sarà presente anche l’idioma italiano”.
Alla fine della fiera, è un controsenso richiamare turisti italiani dando loro informazioni relative al progetto nella loro lingua e poi, una volta giunti a destinazione, si ritrovano a leggere pannelli informativi di quello stesso progetto in altre lingue. “Lo so – ammette infine la direttrice Peršić Živadinov –. Io stessa sono molto legata alla lingua italiana in quanto ho fatto tutta la trafila delle scuole in lingua italiana, ho studiato a Padova e i miei figli frequentano a Fiume scuole in lingua. Capite bene che avrei certamente preferito aggiungere anche l’italiano”.

Facebook Commenti