Correva l’anno 2020 quando, con la solennità che si riserva alle grandi opere, fu annunciato l’avvio dei lavori di ristrutturazione della gloriosa Stazione centrale di Fiume, costruita nel lontano 1891 dall’architetto ungherese Ferenc Pfaff. L’obiettivo? Restituire dignità a un edificio neoclassico iscritto tra i beni culturali della Croazia. Il risultato? Siamo nel 2025, e l’interno della stazione è ancora chiuso, abbandonato a sé stesso.
Ci siamo recati sul posto e lo scenario è sempre lo stesso da anni: il fronte della stazione, rimesso a nuovo, si presenta in ordine, persino elegante, ma appena si varcano le porte (o meglio, appena si tenta di varcarle) ci si trova di fronte al nulla. Lavori bloccati, cantieri fermi, speranze ferme anch’esse.

Prossimamente nuovo bando
Contattando le Ferrovie Croate (HŽ) ci è stato detto che, a causa del suo eccezionale valore architettonico e storico, l’edificio della stazione di Fiume è sottoposto alla tutela del Ministero della Cultura della Repubblica di Croazia e che tutti i lavori devono essere eseguiti secondo le condizioni e sotto la costante supervisione dei conservatori, il che di per sé contribuisce alla dilatazione delle tempistiche. Durante i lavori di restauro e a seguito delle richieste aggiuntive dei conservatori dovute al ritrovamento di preziose pitture murali e decorazioni originali, nonché per via del forte aumento dei costi di costruzione negli ultimi anni, i lavori rimanenti, che comprendono l’allestimento degli spazi destinati ai passeggeri, non sono ancora stati completati.
Il comunicato continua spiegando che, per i lavori di sistemazione interna della stazione di Fiume, che riguarderanno il vestibolo, la sala d’attesa e i passaggi verso i binari, è stata predisposta la documentazione progettuale, approvata dal Dipartimento dei Beni Culturali di Fiume. La procedura della gara d’appalto è stata avviata nel 2024, ma poiché l’offerta pervenuta era di molto superiore al valore stimato, il procedimento è stato annullato. È attualmente in corso la preparazione della nuova documentazione, e la pubblicazione di un nuovo bando è prevista per settembre 2025.
Otto mesi di lavori
Il termine previsto per il completamento dei lavori, una volta riavviato il cantiere, ci dicono, sarebbe di otto mesi. Otto mesi che, tradotto in burocratese croato (e speriamo che non sia così), potrebbero significare almeno altri otto anni.
Alla nostra domanda riguardo ai contenuti che un giorno, una volta conclusi i lavori di ristrutturazione e ricostruzione interna, troveranno posto all’interno della stazione ferroviaria, la risposta è stata: “Per quanto riguarda la locazione degli spazi commerciali, dopo la conclusione dei lavori di ristrutturazione della Stazione centrale di Fiume, la ditta delle Ferrovie croate specializzata per le questioni infrastrutturali (‘HŽ Infrastruktura’), tramite una procedura trasparente, dovrebbe pubblicare un bando, pubblico appunto, per l’affitto dei locali, in conformità con le normative vigenti e con le raccomandazioni dei settori competenti. A seconda delle soluzioni legate allo spazio e alle tecniche consentite dopo i lavori, esiste la possibilità che una parte degli spazi sia destinata ad attività come negozi e punti di ristorazione, ma la decisione finale sarà presa tramite la procedura della gara d’appalto”.

Una storia senza fine
Una storia senza fine, insomma, soprattutto quando si pensa al fatto che Pfaff progettava colossi ferroviari in tutta l’ex monarchia austro-ungarica e riusciva a realizzarli in un paio d’anni. Oggi, con computer, appalti miliardari e direttori dei lavori strapagati, non si riesce nemmeno a completare una biglietteria in cinque anni. Anzi, a Fiume i biglietti si vendono in un chiosco sistemato in un corridoio che ricorda più una sala scommesse di periferia che il vestibolo di una stazione internazionale.
Intanto i treni non aspettano. Anzi, non arrivano proprio. L’una volta attesissimo collegamento con la Repubblica Ceca è sparito dai binari, quello con Trieste, annunciato in pompa magna, quest’estate non lo abbiamo visto. Va bene, si tratta di lavori pianificati per l’ammodernamento della rete ferroviaria. Sebbene si tratti di una sospensione temporanea, le istituzioni competenti e i partner di Italia, Slovenia e Croazia assicurano che questo progetto transfrontaliero proseguirà in futuro. Ma, comunque sia, il bicchiere ci sembra sempre più mezzo vuoto che mezzo pieno.
L’arte… del rinvio
In compenso resta l’esperienza epica del viaggio da Zagabria a Fiume: 4 ore e 39 minuti sulla carta, quasi cinque ore reali, con tanto di trasbordi in autobus a Jastrebarsko. La modernità, insomma. E se qualcuno obietta che almeno i pensionati viaggiano gratis, la risposta è fin troppo semplice: sì, gratis, ma a che prezzo? Vagoni mezzi vuoti, coincidenze saltate, un servizio che definire zoppicante è un insulto agli zoppi.
La verità è che la stazione centrale ferroviaria di Fiume è oggi un monumento all’arte del rinvio. Simbolo di un Paese che riesce a spendere milioni per restaurare le facciate, ma non a garantire un banale sportello per i passeggeri. Una città che sogna il turismo internazionale e, al tempo stesso, accoglie i visitatori con una serranda abbassata.

Un’unica novità…
Nel 1891 Venceslao Celligoi costruì l’intera stazione in meno di due anni. Nel 2025, dopo cinque anni di cantiere, di riunioni, di promesse e di “atti di indirizzo”, siamo ancora qui a scrivere che dentro non funziona nulla. L’infrastruttura arriverà puntuale, con una nuova data di fine lavori, una nuova giustificazione e una nuova presa in giro. Nel frattempo, i passeggeri continueranno a comprare i biglietti al chiosco improvvisato. Se non è satira questa, è solo la realtà.
L’unica novità, se così la si può definire, è che dall’autunno nella parte orientale dell’edificio della stazione tornerà ad aprire i battenti la birreria che offre anche spuntini e che per un certo periodo aveva interrotto la propria attività.
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