Altro che Wimbledon o Mondiali di calcio! A Bregi è andato in scena uno degli appuntamenti sportivi più attesi dell’estate, il tradizionale incontro di bocce, cerchietti e briscola e tressette, organizzato dalla Comunità degli Italiani di Abbazia, dove agonismo e voglia di stare insieme si contendono ogni anno il gradino più alto del podio.
Partiamo dalle bocce. In corsia sono scese le squadre di Fiume, Draga di Moschiena, Laurana e, naturalmente, i padroni di casa abbaziani. Nessun vantaggio casalingo, però. Come nelle grandi competizioni internazionali, il fattore campo (e altri fattori esterni), non è bastato e Abbazia ha chiuso ai piedi del podio, in quarta posizione.
Le squadre migliori
Nelle semifinali, Abbazia ha ceduto alla supremazia di Fiume, mentre Laurana è stata superata da Draga di Moschiena. I lauranesi si sono poi consolati conquistando il bronzo nella finalina. Nell’atto conclusivo, invece, non c’è stata praticamente partita. La squadra fiumana ha dominato in lungo e in largo, portandosi sul 6-0 fino all’interruzione dell’incontro per manifesta superiorità, o manifesta inferiorità, dipende naturalmente dal punto di vista. Del resto, con una formazione del genere sarebbe stato difficile immaginare un esito diverso. A guidare l’inedita terna c’era il capitano Francesco Squarcia, più conosciuto con uno strumento musicale o un microfono in mano che con una boccia. Musicista, cantante e autore, è arrivato dalla Città eterna. Al suo fianco Andrea Marsanich, autentico caso da doppio passaporto sportivo: fiumano, ma socio della CI di Abbazia. Una situazione sulla quale il presidente della FIFA Gianni Infantino avrebbe probabilmente trovato gli estremi per annullare l’intera competizione e assegnare il titolo, per esempio, al miglior offerente. A completare il “dream team” Franco Legovich, giunto addirittura da oltreoceano, con tutte le credenziali della superpotenza americana. Contro una squadra di questa caratura, francamente, non ce n’era per nessuno.
Come da tradizione, il sapore dolce della vittoria e quello, inevitabilmente più amaro, della sconfitta si sono ritrovati a tavola, mescolandosi e sciogliendosi nel vino e nel clima di festa dello storico ristorante “Kinkela”.
Formazioni miste
Se alle bocce hanno partecipato soprattutto gli uomini, nei cerchietti la quota rosa è stata rispettata in pieno e sono state coperte tutte le fasce d’età. A conquistare il successo finale è stata la squadra composta da Domenico Lupoli, Angela Galetta, Bruno Radetić e Vojka Radetić.
Anche qui, però, qualche dubbio regolamentare ha aleggiato nell’aria. La squadra era infatti composta da due concorrenti provenienti da Icici e due da Mattuglie, una formazione mista anche in chiave territoriale, ai limiti della legalità sportiva. Il rischio di una clamorosa squalifica a tavolino non poteva quindi essere escluso. Per il momento, comunque, non risultano ricorsi da parte delle squadre fiumane e di Laurana. In una delle due formazioni fiumane è stato inoltre avvistato, abilmente mascherato da lanciatore di cerchietti, Mario Simonovich, in qualche modo rappresentante delle autorità o, perlomeno, di un organo istituzionale come il Consiglio della minoranza nazionale italiana della Regione litoraneo-montana. Va detto che il travestimento ha funzionato e che Simonovich non ha fatto valere il peso della carica ricoperta per indirizzare la competizione verso una possibile vittoria. O almeno, nessuno se n’è accorto.
La tensione agonistica, del resto, si è fatta sentire eccome. Il pubblico era in subbuglio, ma le espressioni censurabili sono arrivate direttamente dai protagonisti della gara. Dopo qualche lancio sbagliato, infatti, dalle labbra degli stessi concorrenti si è udito, e non una volta sola, un sonoro “va in mona”. Toccherà ora al giudice sportivo stabilire l’entità delle eventuali sanzioni. Come attenuante potrebbe essere considerato il fatto che il messaggio, non propriamente affettuoso, sia stato pronunciato in un dialetto riconosciuto da pochi mesi come patrimonio culturale immateriale della Repubblica di Croazia. Al VAR, comunque, il labiale non lascia dubbi.
Qualificazioni per i prossimi tornei
Tra le minacce della giornata anche quella proveniente dal cielo, rimasto coperto per gran parte del tempo. Alla fine sono cadute due gocce di pioggia, due, mentre le temperature sono rimaste più che accettabili, particolare non trascurabile in un periodo in cui si vive praticamente di ondata di caldo estremo in… ondata di caldo estremo.
“Non poteva andare meglio”, ha commentato soddisfatta la presidente del sodalizio abbaziano, Sonja Kalafatović, che insieme a Norma Tuljak Srbulj ha curato la regia di un evento capace di riunire una sessantina di rappresentanti provenienti dall’intera area liburnica e da Fiume.
In concomitanza con le competizioni di bocce e cerchietti, a Bregi si sono disputate anche le qualificazioni per il tradizionale torneo di briscola e tressette organizzato ogni anno ad Abbazia in autunno. Le sfide sono servite a stabilire i nomi dei rappresentanti della Comunità degli Italiani di Abbazia al Torneo dell’amicizia, in programma il 14 novembre prossimo. La coppia femminile che difenderà i colori abbaziani nel torneo di briscola sarà composta da Nada Rubeša e Dora Luksetić, mentre nel tressette toccherà a Nevia Vlah e Mirella Benčinić. Nel torneo maschile di briscola parteciperanno Alvaro Farina e Claudio Belčić, mentre Branimir Magaš e Roberto Žigulić saranno i rappresentanti nel tressette.
Per ora i verdetti sono questi. Sempre che la FIFA, il giudice sportivo o qualche inflessibile commissione territoriale non decidano di rimettere tutto in discussione.



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