Soccorso alpino. Volontari al servizio della comunità

Con due anni di ritardo festeggiati i dodici lustri della stazione HGSS con la presentazione di una monografia

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Soccorso alpino. Volontari al servizio della comunità
La monografia pubblicata per i 60 anni del Soccorso alpino. Foto: GORAN ŽIKOVIĆ

Tra le capacità della specie umana c’è anche quella di sapersi mettere nei guai. Ci sono modalità diverse per ritrovarsi nelle condizioni di aver bisogno d’aiuto. Chi va in montagna con le infradito ai piedi e t-shirt, senza tenere conto del tempo, inteso dal punto di vista del meteo e da quello che misuriamo in ore e minuti, ha buone possibilità di dover fare i conti con una situazione di disagio. C’è chi si avventura in mare con il “sup” e pagaia alla conquista delle isole, raggiunte quando le tenebre sono già calate, privi di riferimenti geografici precisi.
Quest’anno ci sono stati intorno ai sessanta interventi da parte dell’HGSS di Fiume, della stazione del Soccorso alpino fiumano che festeggia, con due anni di ritardo dovuti, manco a dirlo, alla pandemia del Covid-19, i 60 anni di attività. Di anni dalla fondazione ne sono passati, quindi, 62, ma è giunto il momento per celebrare il giubileo. Nella Sala di lettura a Tersatto, gremita in ogni ordine di posti, è stata presentata la monografia che racconta sei decenni di storia, un volume ricco di documenti scritti e immagini che raccontano il percorso di quello che è un movimento silenzioso di cui sentiamo parlare soltanto quando ci sono delle emergenze. Forse non lo sanno tutti, ma l’HGSS è un organizzazione no profit il cui funzionamento è basato sul volontariato. I soccorritori sono dei “comuni mortali” che si differenziano dagli altri per la loro passione, per quello che è molto più di un hobby o passatempo.
Al capo del Soccorso alpino fiumano c’è Marko Andrić che ci ha spiegato in che modo funziona il sevizio. Quanti sono i volontari a disposizione per salvarci? “La Stazione fiumana conta una cinquantina di membri dei quali una trentina è costantemente attiva e pronta a intervenire in caso di necessità. Sono quelli che si allenano di continuo, che partecipano alle esercitazioni e che, in caso d’emergenza, sono pronti a intervenire con azioni di salvataggio. Quest’anno siamo intervenuti 60 volte e se vi aggiungiamo le situazioni in cui abbiamo svolto dei turni di sorveglianza, possiamo dire che vi sono state circa cento azioni, un numero inferiore in rapporto agli anni precedenti”.
A Rujevica, nella parte occidentale della città, nelle immediate vicinanze della tangenziale, è in programma, anzi, in una fase già avanzata del progetto, la costruzione di un centro di medicina d’urgenza, con la base per il Soccorso alpino e, soprattutto, con l’eliporto. “È un momento straordinario sul quale lavoriamo da oltre dieci anni. Ormai è concluso il procedimento per quanto riguarda la gara d’appalto per le forniture e tra breve verranno stipulati i contratti con gli esecutori dei lavori”, ha aggiunto Andrić.
Come si diventa membri dell’HGSS? Ci è stato spiegato che possono venire reclutati i membri attivi di società alpinistiche o speleologi, comunque gente che ha già una certa esperienza e una formazione. “A questo punto si può affrontare il percorso formativo che non è breve. Non si diventa soccorritori da un giorno all’altro. Ci sono tanti anni di esperienza e di lavoro serio prima di poter entrare a far parte delle unità di soccorso. Occorre avere la vocazione. È una scelta di vita. Occorre impiegare il proprio tempo libero e allo stesso tempo si deve poter contare sul sostegno della comunità e degli enti locali”, ha risposto Marko Andrić.
Come nella Protezione civile e nelle unità volontarie dei Vigili del fuoco, ci sono delle persone che si mettono a disposizione della comunità nelle situazioni più critiche. Ognuno, oltre all’attaccamento all’organizzazione, ha un lavoro, un’attività propria o un impiego presso un datore di lavoro. Si riesce a fare conciliare le due cose? C’è la sensibilità da parte dei datori di lavori in questo senso? “Approfitto di ogni occasione e quindi anche della vostra domanda per ripetere il mio appello ai datori di lavoro, nelle emergenze, di essere disponibili a consentire ai propri dipendenti di partecipare alle azioni. Ritengo che sia indispensabile che vi sia la volontà da parte di tutti per consentire ai soccorritori di mettersi al servizio in ogni momento, soprattutto se c’è una vita umana da salvare”.

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