Il Ministero della Cultura e dei Media ha annunciato il riconoscimento ufficiale di due importanti tradizioni popolari come beni culturali immateriali. Si tratta della Stomorina, rito dell’alzabandiera di Castelmuschio e degli Statuti di Križevci. Con questa decisione, entrambe le tradizioni saranno iscritte nel Registro dei beni culturali della Repubblica di Croazia – Lista dei beni culturali protetti. La Stomorina è un’antica tradizione che si svolge esclusivamente a Castelmuschio, sull’isola di Veglia, in occasione della solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, il 15 agosto. Il nome “Stomorina” deriva dall’espressione “Sta Maria” (Santa Maria) e richiama direttamente il significato simbolico dell’Assunzione, alla quale è dedicata anche la chiesa parrocchiale della località vegliota. Secondo la tradizione orale, il rito viene celebrato ininterrottamente dalla fine del XVIII secolo ed è considerato il momento più importante dell’anno per la comunità locale. Protagonisti principali sono soprattutto i giovani e i non sposati, custodi e interpreti di un patrimonio che unisce devozione religiosa e identità collettiva. Elemento centrale della celebrazione è l’innalzamento della “bandira”, un’asta decorata lunga circa 3,7 metri, che viene issata nella notte tra il 14 e il 15 agosto nella piazza principale, davanti alla chiesa. La bandiera rimane esposta fino al 17 agosto. Viene collocata alla sommità di due corde ornamentali tese tra i tetti delle case e impreziosita da cerchi con decine di foulard colorati (in gergo locale: facoli), nastri multicolori e una corona. I foulard simboleggiano gli angeli che accompagnano l’Assunzione di Maria, mentre i frutti di stagione appesi rappresentano un segno di gratitudine per il raccolto, rivelando anche antichi elementi precristiani.
Il 16 agosto si tiene un secondo momento culminante: sotto la bandiera si danza il tradizionale “tenec” (ballo). I giovani uomini, vestiti da marinai, e le ragazze in abito tradizionale chiaro, ballano accompagnati dal suono dei “sopci” (suonatori delle sopele o sopile, ovvero tradizionali strumenti a fiato ad ancia doppia) e dalla solenne melodia della “mantinjada” (melodia strumentale tradizionale dell’area quarnerina e istriana). In passato il ballo costituiva un’importante occasione di incontro e di consolidamento dei legami sociali.
Il riconoscimento è il frutto dell’impegno pluriennale della SAC “Ive Jurjević” e della Società per l’abbellimento di Castelmuschio, con il sostegno amministrativo e professionale del Comune di Castelmuschio. L’iscrizione nel Registro rappresenta un passo decisivo per la tutela sistematica e la trasmissione alle nuove generazioni di questa tradizione che ancora oggi incarna il senso di appartenenza e il prestigio culturale della comunità.
Il rito del bere il vino in compagnia
Accanto alla Stomorina, il Registro si arricchisce anche delle “Vinsko-pajdaške regule” (una specie di regole tradizionali del bere in compagnia), conosciute come Statuti di Križevci. Si tratta di un insieme di norme consuetudinarie legate al consumo del vino, che costituiscono un vero e proprio codice sociale, con una struttura retorica, performativa e poetica. Sebbene il nome rimandi alla città di Križevci, la tradizione è diffusa in un’area più ampia della Croazia settentrionale. Secondo la tradizione orale, le sue origini risalirebbero al periodo compreso tra il XIV secolo e l’epoca della magiarizzazione, mentre le fonti etnografiche ne attestano la continuità a partire dal XIX secolo. Le regole vengono recitate in occasione delle feste dei principali santi del vino – san Vincenzo, san Giorgio, san Giovanni, san Michele e san Martino – e durante la manifestazione storico-culturale “Križevačko veliko spravišče” (letteralmente “La grande riconciliazione di Križevci”). La ricchezza delle varianti e la vitalità della tradizione testimoniano la sua profonda radicazione nella memoria collettiva e la capacità di adattarsi alle nuove generazioni. L’iniziativa per il riconoscimento è stata promossa dalla Città di Križevci e dall’Associazione per la tutela del patrimonio di Križevci “Križevački štatuti”.
Con l’iscrizione di queste due tradizioni nel Registro nazionale, la Croazia rafforza ulteriormente la tutela del proprio patrimonio culturale immateriale, valorizzando riti e consuetudini che continuano a rappresentare pilastri identitari per le comunità locali.
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