Sessant’anni di Carnevale ad Abbazia

Dal 1966, il gruppo carnascialesco più longevo della riviera liburnica unisce intere generazioni tra maschere, sfilate e tradizioni senza tempo, celebrando l’illustre anniversario con una mostra

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Sessant’anni di Carnevale ad Abbazia
Foto Željko Jerneić

Il periodo di Carnevale ad Abbazia e in tutta la riviera liburnica porta sicuramente il nome del “Lumber Club”, la compagine carnascialesca per eccellenza, che proprio quest’anno celebra i 60 anni dalla fondazione, un anniversario che pochi possono vantare, anzi, nessuno. Sono proprio i membri di questa compagnia a dare inizio alle danze, quando, con il corno di Sant’Antonio, innalzano sulla piazza del Mercato abbaziano la loro storica bandiera e il fantoccio di Messer Carnevale, che quest’anno porta il nome di “Za pust parićan” (Pronto per il Carnevale), dando così il via alla “quinta stagione”, quella più allegra, pazza e colorata.

Sei decenni non sono pochi e, come ci racconta Olivera Tomičić Oli, presidente del “Lumber Klub”, che prima che Duško Jeličić Dule assumesse l’onorevole ma impegnativo ruolo di sindaco del Carnevale di Abbazia, era stata la prima donna a ricoprire tale carica. Il suo orgoglio di far parte della compagine abbaziana sin dalla sua fondazione, è immenso. “Per me il Lumber è amicizia, fratellanza, grande compagnia e un amore incondizionato”, racconta Oli. “Nel novembre del 1966 un gruppo di amici ha fondato il club. Si trattava delle vecchie famiglie abbaziane Meak, Grozić, Benčinić, Vičić, Barbis, Terčić, a cui piaceva mascherarsi nel periodo del Carnevale, e così è nato il nostro club”.

La bacca dell’alloro

L’origine del nome Lumber si perde nella notte dei tempi. “Ero troppo piccola per conoscere i dettagli, ma sicuramente deriva dal fatto che nella nostra parlata indica la bacca nera dell’alloro, una pianta che cresce rigogliosa ad Abbazia”. Quando la prima generazione invecchiò, sentendo il peso di un ritmo di vita sempre più accelerato, la compagnia visse un periodo di stagnazione e inattività. Successivamente, l’intera storia venne rinnovata dai discendenti della prima generazione, i loro figli. Così, nel 1995, il club riprese slancio e da allora opera come associazione, con un proprio statuto, una bandiera e dei soci laboriosi che, seguendo l’esempio dei loro antenati, curano le usanze del Carnevale e non solo. “Nel 1994, assistendo alla sfilata, ho detto che avremmo rimesso in piedi il nostro Lumber Club, e così è stato. Abbiamo ricevuto la vecchia bandiera da Mario Meak e l’anno seguente abbiamo sfilato anche noi”.

Durante la “quinta stagione” e alla vigilia del Carnevale vero e proprio, tutto il gruppo dedica tempo e impegno affinché ogni dettaglio sia pronto: ideare e creare il fantoccio colpevole di tutti i mali dell’anno, organizzare il ballo mascherato, prepararsi per partecipare a tutte le sfilate locali e all’estero e, il lunedì di Carnevale, raccogliere le uova sul territorio di Abbazia. “Si tratta di una tradizione che sta scomparendo, ma noi siamo testardi e continueremo a promuoverla”, dice Oli.

Il passato in un’esposizione

Per celebrare degnamente i primi 60 anni dalla fondazione, la Città di Abbazia, in collaborazione con il Museo croato del turismo e i Festival Opatija, ha deciso di omaggiare il Lumber Club con una mostra che racconta il loro lungo percorso carnascialesco. “Grazie appunto alla municipalità abbaziana e alla sua amministrazione – prosegue Oli – è stata allestita la mostra nel Padiglione artistico ‘Juraj Šporer’, curata da Matea Plišić, in cui sono state incorporate tantissime foto e i nostri costumi di Carnevale degli anni passati. Da quando, nel 1995, siamo riusciti a ravvivare il Lumber Club, nelle sfilate ci siamo mascherati da topolini, spazzacamini, Pinocchi, Arlecchini, Vecchia Abbazia, Alice nel Paese delle Meraviglie, diavoli, infermiere, Olivia, Braccio di Ferro e tanti altri ancora. Quest’anno, dopo molto tempo, proporremo nuovamente gli spazzacamini, ma in una veste nuova”.
Non appena si iniziava a parlare di Carnevale, tutte le famiglie che lo adoravano “impazzivano”, ma a quel tempo era ancora in vigore la vecchia regola secondo la quale potevano iscriversi al Lumber Club solo i nati ad Abbazia o le persone residenti in città da almeno 18 anni. La società era piuttosto chiusa. “Di comune accordo abbiamo deciso di aprire le porte a tutti coloro che amano il Carnevale e desiderano far parte di una famiglia allegra. Ora, tra i nostri soci, militano intere famiglie, oltre a quelle dei primi fondatori. Attualmente siamo circa una sessantina di persone attive. L’idea per il costume nasce spontanea, ma nella maggior parte dei casi è merito di Adela Jardas, figlia di uno dei fondatori; poi si inizia a elaborare e a calcolare i costi. Un tempo era difficile trovare i tessuti adatti: la scelta era limitata, ma eravamo così creativi che riuscivamo sempre nel nostro intento. E poi, si cuciva nelle case dei soci. Per esempio, il mio appartamento durante il Carnevale si trasformava in un vero e proprio magazzino di tessuti, maschere e accessori vari. Ora i costumi vengono realizzati dalle sarte”, spiega ancora Olivera.
Uno degli ultimi appuntamenti a cui i “lumberaši” parteciperanno, sarà quello al caffè bar “Pul Barić”, dove si terrà un ballo in maschera “vecchio stampo”. “Un evento tradizionale con tante maschere e tanto divertimento”, annuncia Oli.

Una famiglia unita

Il Lumber Club parteciperà anche alla Sfilata internazionale del Carnevale di Fiume in programma domani, 15 febbraio. “Dopo avere attraversato tutta la Liburnia ‘in lungo e in largo’, ci presenteremo come da tradizione alla sfilata fiumana, un appuntamento imperdibile, e sfileremo con il numero 60, quanti sono i nostri anni. Ma non finisce qui: i soci del club organizzano incontri conviviali, festeggiamo i compleanni e facciamo anche delle gite insieme. Siamo, come si dice, una vera famiglia”, conclude Oli, aggiungendo che a novembre si terrà l’Assemblea solenne del club per concludere in bellezza i festeggiamenti dei primi 60 anni di vita della compagnia.

Ne sa qualcosa anche il connazionale Andrea Marsanich, che dal 2014, grazie alla moglie Linda Barbis e a sua madre, la compianta Elvira Barbis, una delle fondatrici del club, milita nelle file del Lumber Club. “Già da piccolo mi piacevano le maschere e non c’era incontro mascherato al Circolo di Fiume a cui non partecipassi, quindi questa esperienza è stata solo la continuazione della mia passione. Sin dal primo anno ho capito l’anima di questo gruppo: l’amicizia che lega ogni singolo membro, la collegialità tra noi e, soprattutto, l’attaccamento alle tradizioni, radicate sia ad Abbazia che a Fiume e in tutta la regione dell’Adriatico settentrionale. E quando il Carnevale finisce, noi, come ha già detto Oli, continuiamo a incontrarci e ad approfondire la nostra amicizia”.

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