SEI di Fiume: Alunni e prof abituati alla nuova normalità

È trascorso poco più di un mese da quando è iniziato il nuovo anno scolastico. Un anno particolare, che sta trascorrendo all’insegna di quella che oggi viene definita la “nuova normalità” e in cui a farla da padrona sono mascherine protettive e disinfettanti. I bambini, fortunatamente, sembrano aver accettato di buon grado questa nuova realtà e continuano a vivere come soltanto loro sanno, in maniera spontanea e genuina.

 

Adeguarsi a una nuova normalità
Ce lo conferma anche la direttrice della SEI “San Nicolò”, Iva Bradaschia Kožul. “Devo lodare tutti i miei alunni perché hanno saputo adeguarsi da subito a queste nuove regole. Per fortuna li vedo allegri e spensierati, in quanto si trovano in compagnia dei loro coetanei e possono finalmente parlare, ridere e scherzare, a differenza di quanto era loro permesso fare durante il periodo di lockdown. Quelli che forse risentono di più siamo noi adulti. Mi rende molto triste il fatto di dover stare isolati nei nostri uffici o nelle aule senza vedere i ragazzi delle altre classi, senza sentire le loro risate o chiacchiere nei corridoi. Per il resto, tutto è davvero sotto controllo. Devo ringraziare di cuore tutti i genitori, che hanno dato il loro supporto e che hanno compreso subito che tutte le misure adottate sono a favore della sicurezza dei bambini. Questa è sicuramente la cosa più importante. Siamo consapevoli dei problemi che ancora persistono, come ad esempio l’assenza del doposcuola, che richiede di adeguarsi a un nuovo orario, però assieme ce la possiamo fare. La cosa più importante, ora, è assicurare un ambiente sicuro”, afferma Bradaschia Kožul, sottolineando che alcune lezioni vengono tenute anche all’esterno dell’edificio scolastico quando il tempo lo permette, proprio per far stare i bambini quanto più all’aria aperta.
Come da programma, seppur con qualche piccola modifica, anche alla SEI “Belvedere” e ad assicurarcelo è il direttore Denis Stefan. “Oltre alle misure Covid, il nostro edificio è interessato in questo periodo da lavori riguardanti l’efficienza energetica per cui la situazione è un po’ specifica. C’è un po’ di caos, però è tutto sotto controllo. I ragazzi usano le mascherine come richiesto. Naturalmente, c’è sempre qualcuno che cerca di fare il furbetto nei corridoi non indossando il dispositivo. Per il resto, tutto funziona. Abbiamo assicurato il doposcuola per tutte e 4 le classi italiane, mentre per le sezioni croate, il servizio è garantito soltanto per le prime due. In classe abbiamo abbastanza spazio perché le aule sono grandi e quindi il distanziamento sociale è assicurato”, rivela Stefan.

Alla SEI “Gelsi” le lezioni si svolgono come da copione, anche se, come ci fa sapere la direttrice Gloria Tijan, le difficoltà non mancano. “Siamo una scuola piccola, con poco spazio e con 12 sezioni e altrettante classi, di cui una parte non soddisfa gli standard imposti, nel senso che non siamo in grado di garantire i richiesti 1,25 metri di distanza tra un alunno e l’altro. Siamo costretti, pertanto, a indossare la mascherina anche durante le lezioni in classe. C’è poi il problema dei banchi nell’aula che viene suddivisa tra gli alunni della prima e della sesta classe. Gli scolari di prima sono troppo piccoli per i banchi standard, mentre i ragazzini di sesta sono troppo grandi per quelli adeguati ai bimbi più piccoli. Riusciremo, comunque, a sistemare il tutto tra qualche giorno. Il personale, come tutta la scolaresca, si è adeguato perfettamente alla nuova situazione, ma non posso dire lo stesso per parte dei genitori che continuano a criticare il nostro operato. Stiamo attenti a ogni dettaglio, alla disinfestazione continua delle classi dopo ogni ora scolastica, a mantenere una disciplina impeccabile sia da parte dei docenti e personale vario che dagli alunni. Dopo quarant’anni è difficile tornare a operare in due turni, ma ce la stiamo cavando. Abbiamo altri due problemi da risolvere. Il primo riguarda l’aula d’informatica che, per ora, con i lavori in corso, non sarà agibile ancora per parecchio tempo. Per seguire le lezioni, i ragazzi rimarranno nelle proprie classi e fruiranno dei tablet di cui ora disponiamo. La prossima settimana arriveranno quelli mancanti. La seconda grossa difficoltà riguarda la palestra che, per ovvi motivi, abbiamo dovuto adibire a refettorio, per cui gli alunni seguono l’ora di ginnastica nei corridoi, il che non è certamente una situazione ideale né tantomeno adatta loro. Spesso, negli ultimi anni, era stata ventilata l’ipotresi di costruire una palestra sul campo da gioco a ridosso del parco, ma poi non se n’è fatto nulla. Oggi, in questa situazione surreale, è il momento di riparlarne”.

“Siamo riusciti a sopravvivere – dichiara la direttrice della SEI “Dolac”, Dunja Kučan Nikolić – anzi, ci siamo organizzati al meglio. Tutti noi, compresi gli alunni e i genitori, abbiamo accettato le regole imposte e ci siamo abituati a un lavoro un po’ diverso. All’inizio dell’anno scolastico, tramite la piattaforma mediatica che usiamo, ho organizzato delle riunioni con i genitori di ciascuna classe, per spiegare la situazione e tutti hanno accettato di buon grado questa nuova normalità, come la chiamiamo in seno alla scuola. Basta una buona collaborazione in tutti i settori, essere sempre disponibili per ogni dubbio, per far funzionare bene le cose. Avendo sufficiente spazio a disposizione, siamo riusciti a organizzare il lavoro in un solo turno e le mascherine sono d’obbligo negli spazi comuni. Finora abbiamo organizzato l’entrata e l’uscita in due punti, ma con l’inizio delle piogge e del freddo dovremo organizzarci in modo diverso. Escogiteremo una soluzione nei prossimi giorni”.

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