Scuole elementari. Esami nazionali: idea interessante per l’UI

Il ministro Radovan Fuchs ipotizza una riforma nelle ottennali sulla scia della Maturità di Stato. L’idea appare interessante agli esponenti dell’Unione Italiana, che pongono però paletti ben precisi

L'edificio che ospita la scuolla elementare italiana San Nicolò. Foto Željko Jerneić

In un futuro non troppo lontano gli alunni delle scuole elementari della Croazia potrebbero dover affrontare un esame per iscriversi alle scuole medie superiori. Lo ha ventilato il nuovo ministro della Scienza e dell’Istruzione, Radovan Fuchs. L’ipotesi è stata avanzata nel corso di una lunga intervista televisiva, nella quale si è spaziato su molti argomenti relativi al mondo della scuola, compreso quello della possibilità di avere un’istruzione elementare della durata di nove anni invece degli otto attualmente previsti dal sistema scolastico croato.

Il ministro: «Una buona idea»
“Dobbiamo fermarci ancora un attimo a fare delle valutazioni, ma penso che sarebbe una buona idea. L’unico aspetto negativo sarebbe quello di aggiungere maggior pressione agli alunni, che si troverebbero a dover affrontare degli esami aggiuntivi”, ha detto il ministro, che si è mostrato chiaramente favorevole all’idea.

Le specificità della CNI
Che cosa significherebbe tutto ciò per le scuole delle minoranze nazionali, in particolar modo per quelle italiane, non è possibile saperlo ancora, come ha rilevato Iva Bradaschia Kožul, titolare del Settore Istituzioni prescolari, scolastiche ed universitarie, della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, nonché direttrice della Scuola elementare italiana di Fiume, San Nicolò.

“Abbiamo appreso la notizia per il tramite dei media, con il ministro che ha rilasciato pochissime informazioni a riguardo; quindi in questo momento è impossibile pensare a quali potrebbero essere le specificità concrete del progetto e quali saranno le necessità delle scuole della CNI. Nel momento in cui riceveremo delle informazioni ufficiali a riguardo, in qualunque forma, saremo ben lieti di collaborare, portando avanti le nostre richieste al Ministero. È ovvio che come per la Maturità di Stato ci saranno delle specificità, di cui dovremo tenere conto, ma con così pochi dati a disposizione non posso dire di più”, ha affermato la titolare del settore.
Effettivamente, nell’intervista rilasciata dal ministro, non ci sono state informazioni concrete di alcun tipo, anche se alcune voci ben informate hanno ipotizzato la possibilità di organizzare due esami a livello nazionale, il primo al termine della quinta classe elementare e il secondo al termine dell’ottava, con quest’ultimo che sarebbe una specie di piccola maturità, ossia una sorta di test d’ammissione per l’iscrizione alle scuole medie superiori.

Un eccesso di ottimi voti
Perché questa presa di posizione? Apparentemente il motivo sarebbe dovuto all’eccessivo numero di alunni che terminano gli studi con una media dell’ottimo, il che crea due problemi. Il primo è quello che diventa sempre più difficile distinguere gli alunni davvero bravi da quelli che in realtà rientrano nella media, mentre il secondo è relativo alle pressioni esercitate sugli insegnanti affinché assegnino buoni voti.

Slovenia. Un sistema che è già realtà
Il sistema, nuovo per la Croazia, è invece già tradizione in Slovenia, come spiegato dal presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul, il quale ha detto di non avere nulla in contrario a questa proposta, in quanto è sempre favorevole a far studiare di più i ragazzi. “In Slovenia è in vigore già da tempo il sistema delle VNC, ossia delle verifiche nazionali delle competenze, che si svolge al termine della sesta e della nona classe delle scuole elementari e può indirizzare l’iscrizione alle scuole medie superiori. Dalle prime informazioni che sono state rese pubbliche, sembra che il sistema che adotterà la Croazia possa essere simile a quello sloveno. Se così fosse non potrei che essere favorevole, ma bisognerà fare attenzione alla lingua”, spiega Tremul.

Obbligatorio l’italiano
“In Slovenia ci sono due materie obbligatorie e una terza che viene estratta a sorte ogni anno dal Ministero. Fra quelle obbligatorie ci sono la matematica e la lingua materna, che per le scuole della CNI, è ovviamente l’italiano. Sarà inoltre importante che anche tutti i materiali per prepararsi all’esame siano disponibili in italiano, con la lingua che dovrà essere corretta e perfetta, sia nei libri, negli eserciziari, che nelle domande d’esame”, ha specificato il presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul.

Lingue a pari livello
Marin Corva, presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, è entrato ancora più nello specifico, avanzando l’idea che italiano e croato vadano considerati a pari livello, ossia che le scuole della minoranza abbiano sì gli esami nella propria lingua, con quello di italiano al posto del croato, ma anche che questo non impedisca a un alunno delle scuole della maggioranza di iscriversi a una scuola media italiana.

Una questione importante
“Questa situazione specifica è molto importante in alcune località, come ad esempio Pisino o Visinada, ossia nelle zone dell’Istria dove non ci sono scuole elementari italiane nelle vicinanze. I connazionali che abitano in quelle zone spesso iscrivono i loro figli alle elementari croate, per poi mandarli in una scuola media superiore italiana quando i bambini crescono e sono in grado di viaggiare”, ha spiegato Marin Corva.

Evitare stavolta i doppi esami
Un ultimo concetto importante, sottolineato dal presidente della Giunta, è relativo alla necessità di evitare i doppi esami per i ragazzi delle scuole italiane. “Non dobbiamo ripetere l’errore fatto con la Maturità di Stato: non ha senso far fare ai nostri ragazzi il doppio dello sforzo. Per noi la lingua materna è l’italiano”, ha concluso il presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, Marin Corva.

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