Salvaguardare il cimitero di Cosala

Prosegue l’impegno delle associazioni della CNI e degli esuli per il restauro delle tombe

La tomba di Giovanni Ciotta

Il cimitero monumentale di Cosala è un museo a cielo aperto. La conservazione dei sepolcri che costituiscono il suo campo santo è una questione di grande valore storico e architettonico, ma anche culturale, linguistico e identitario. È per questi motivi che la Comunità degli Italiani di Fiume, l’Unione Italiana, il Consolato Generale d’Italia a Fiume e l’Associazione Fiumani Italiani nel mondo, stanno lavorando di comune accordo per trovare il modo di conservare nella giusta maniera il patrimonio contenuto nel cimitero.

 

Al fine di raggiungere questo obiettivo, il presidente dell’Assemblea della Comunità degli Italiani di Fiume, Moreno Vrancich, il presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, Marin Corva, e il Console Generale d’Italia a Fiume, Davide Bradanini, hanno fatto visita ieri al cimitero, accompagnati da un addetto ai lavori in rappresentanza della municipalizzata Kozala, di due rappresentanti dell’Ufficio cittadino dei Conservatori del Ministero della Cultura e da Daina Glavočić, ingaggiata per l’occasione in quanto uno dei massimi esperti in materia di storia dell’arte dei cimiteri.

Durante il sopralluogo si è presa visione dello stato di conservazione di alcune tombe particolarmente importanti, come pure di alcuni sistemi di nicchie, che pur non avendo caratteristiche architettoniche particolarmente rilevanti, sono di grande interesse per la Comunità Nazionale Italiana, in quanto i nomi e cognomi dei defunti danno una fotografia molto precisa di quella che era l’identità linguistica del passato di Fiume.

Al termine della visita si è concluso come sia necessario fare un’analisi approfondita per catalogare le tombe che necessitano di intervento, per andare poi a stilare dei criteri che definiranno gli interventi di restauro. Si tratta di un tema estremamente complesso, perché in molti casi si parla di tombe private, sulle quali non si può intervenire senza un consenso specifico. Spesso, però, per la direzione del Cimitero è impossibile risalire agli eredi e si crea così una fase di stallo. In altri casi sono i mausolei a richiedere degli interventi particolari, dove a causa della complessità dei lavori i costi di restauro sono altissimi.

Al momento l’unica certezza è che vi saranno altri incontri sul tema, con tutte le parti in causa che sono convinte della necessità di intervenire per salvaguardare il cimitero di Cosala.

Facebook Commenti