Rubati quattro cani dal rifugio che aveva salvato gli animali dell’orrore sul Monte Maggiore

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Rubati quattro cani dal rifugio che aveva salvato gli animali dell’orrore sul Monte Maggiore
Foto Roni Brmalj

Notte di paura e rabbia al rifugio per cani di Viškovo, vicino a Fiume, dove ignoti sono entrati nella struttura rubando quattro giovani cagnolini custoditi dall’associazione animalista “Društvo za zaštitu životinja Rijeka” (Società per la tutela degli animali Fiume) . Si tratta dello stesso rifugio che nelle scorse settimane aveva accolto decine di animali salvati dal cosiddetto “orrore sul Monte Maggiore (Učka)”, il caso che aveva profondamente colpito l’opinione pubblica croata e dato vita a una grande mobilitazione di solidarietà.

Secondo quanto denunciato dai volontari, il furto sarebbe stato mirato. I ladri avrebbero fatto irruzione durante la notte nel terreno che ospita il canile, una zona isolata priva di elettricità, acqua e telecamere di sorveglianza, portando via quattro sorelle ancora molto giovani.

“Come se non bastasse tutto il dolore che stiamo vivendo, questa notte ci hanno rubato quattro cani”, hanno scritto gli operatori del rifugio in un lungo messaggio pubblicato sui social.

Le volontarie spiegano che gli animali sottratti erano coinvolti in un procedimento giudiziario aperto da quasi un anno davanti al Tribunale di Fiume. Una vicenda complessa che riguarda anche la madre delle cucciole e altri due cani, che secondo i sospetti dell’associazione sarebbero stati trasferiti in Germania.

La madre delle quattro giovani femmine, attualmente ospitata altrove dopo un intervento chirurgico, sarebbe invece sfuggita al furto.

Secondo il rifugio, la vicenda giudiziaria avrebbe già provocato mesi di tensioni e scontri legali. L’associazione sostiene infatti di aver presentato quasi un anno fa una denuncia penale alla Procura municipale di Fiume, scrive Dnevnik.hr, per diversi presunti reati commessi ai danni degli animali, senza però aver ancora ricevuto alcuna decisione ufficiale.

Nel loro duro comunicato, i volontari accusano apertamente le istituzioni di immobilismo e mancanza di sensibilità.

“Da un anno combattiamo per esseri viventi che non comprendono i tempi della giustizia, le misure provvisorie e i continui rinvii”, scrivono. Secondo l’associazione, il Tribunale della Contea di Spalato aveva recentemente annullato una misura temporanea che avrebbe imposto la consegna dei cani a una determinata persona coinvolta nella disputa. Una decisione che aveva fatto sperare i volontari in una svolta positiva, ma che sarebbe stata seguita poco dopo dal furto notturno.

Le accuse contro il sistema giudiziario diventano poi ancora più pesanti. L’associazione parla apertamente di “vergogna” nei confronti del tribunale e della procura di Fiume, lamentando silenzi istituzionali e pressioni amministrative nei confronti del rifugio stesso.

“Quando cerchi di fare tutto rispettando le regole, finisci per capire che evidentemente rispettarle non conviene”, si legge nel messaggio diffuso online, accompagnato da un appello pubblico affinché chiunque abbia informazioni sui cani scomparsi contatti immediatamente il rifugio o la polizia.

Sul caso è intervenuta la polizia di Fiume, che ha avviato le indagini dopo la denuncia presentata dai responsabili del canile. I volontari hanno ringraziato pubblicamente gli agenti e gli investigatori per “la professionalità e la disponibilità” dimostrate durante le prime fasi dell’inchiesta.

La notizia ha suscitato forte indignazione sui social network, dove in molti ricordano il ruolo avuto dal rifugio durante il salvataggio dei 47 cani recuperati nell’area del Monte Maggiore, uno dei casi di maltrattamento animale più discussi degli ultimi anni nel Paese.

Ora l’associazione teme che anche le quattro giovani cagne possano essere portate all’estero o sottratte definitivamente ai controlli.

“Non ci fermeremo finché non torneranno a casa”, promettono i volontari, chiedendo ai cittadini di prestare attenzione e segnalare qualsiasi possibile avvistamento.

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