Per la prima volta in Croazia, al Centro Clinico Ospedaliero (CCO) di Fiume è stato eseguito un intervento rivoluzionario per il trattamento degli effetti collaterali della terapia antitumorale, utilizzando il trapianto di microbi intestinali – noto anche come trapianto fecale. La notizia è stata comunicata durante una conferenza stampa tenutasi oggi, venerdì 25 luglio.
Come spiegato da Ivana Mikolašević, direttrice della Clinica per i tumori del CCO di Fiume, alcune forme di immunoterapia oncologica possono causare gravi infiammazioni agli organi, tra cui il colon. È il caso di una paziente affetta da colite severa, che non rispondeva ad alcuna delle terapie farmacologiche tradizionali: fino a 15 episodi di diarrea sanguinolenta al giorno compromettevano gravemente la sua qualità di vita.
Con il suo consenso, è stata applicata per la prima volta in Croazia una procedura innovativa: attraverso una colonscopia è stato introdotto nell’intestino un campione di feci di un donatore sano. L’effetto è stato immediato: l’infiammazione si è ridotta notevolmente e i sintomi intestinali si sono praticamente fermati.
Secondo Mikolašević, uno dei vantaggi fondamentali del trapianto fecale è la possibilità di ridurre l’uso di corticosteroidi, che pur essendo efficaci contro le infiammazioni, comportano numerosi effetti collaterali.
Alen Ružić, direttore del CCO di Fiume, ha sottolineato che questo tipo di intervento apre una nuova fase nel trattamento dei pazienti oncologici, migliorando la qualità e la sicurezza delle cure. “Si tratta del risultato di investimenti significativi nella formazione del personale medico e nell’acquisto di attrezzature all’avanguardia”, ha detto.
Ružić ha ricordato che la direzione del CCO ha fatto della lotta ai tumori una priorità. Solo nell’ultimo anno sono stati investiti 18 milioni di euro, provenienti dal governo croato, dai fondi europei e dal bilancio dell’ospedale. Tra le novità, l’installazione di tre acceleratori lineari e l’apertura dell’unità centrale per la preparazione dei farmaci chemioterapici – un progetto atteso da oltre trent’anni.
“Oggi offriamo ai nostri pazienti tutti i farmaci necessari senza tempi di attesa, con un’organizzazione rinnovata che ci consente di prenderci cura di loro in modo efficiente e umano”, ha concluso.
Alla conferenza è intervenuto anche Goran Hauser, preside della Facoltà di Medicina di Fiume, che ha presentato la biobanca fecale attiva presso l’Ateneo. Ha spiegato che il principale ostacolo nell’uso di questa tecnica è la difficoltà di reperire donatori sani: devono superare controlli medici rigorosissimi. Proprio per ovviare a questo limite, nel 2021 è stata fondata una biobanca dedicata, dove i campioni di feci vengono conservati a -80 °C, pronti per l’uso in casi clinici selezionati.
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