Il porto di Fiume continua a crescere e a trasformarsi, ma i numeri diffusi in questi giorni mostrano anche come il grande riassetto del traffico container legato all’entrata in funzione del nuovo terminal Rijeka Gateway stia modificando profondamente gli equilibri dell’intero sistema portuale quarnerino. A rendere particolarmente interessante la lettura dei dati è anche un dettaglio tecnico non secondario: nel report trimestrale del gruppo Luka Rijeka il traffico container viene espresso esclusivamente in tonnellate e non in TEU, l’unità standard internazionale utilizzata normalmente nel settore portuale per misurare il numero di container movimentati.
Nel documento compaiono infatti le voci “container Luka Rijeka d.d.: 45.331 tonnellate” e “container Jadranska vrata d.d.: 834.386 tonnellate”, accompagnate dalla precisazione “traffico container espresso in tonnellate”. Si tratta di un’impostazione piuttosto insolita, perché nel linguaggio portuale internazionale i container vengono generalmente comunicati in TEU, mentre il dato in tonnellate serve soprattutto a confrontare il peso delle merci containerizzate con altre categorie di carico.
Questo significa pure che il calo del 22 per cento registrato nel traffico container di AGCT Brajdica riguarda il volume delle merci movimentate in tonnellate e non necessariamente il numero dei container transitati. Una distinzione importante, che può modificare l’interpretazione complessiva dell’andamento del settore.
Primo trimestre positivo
Nel primo trimestre del 2026 Luka Rijeka ha comunque registrato risultati molto positivi soprattutto nel comparto delle merci varie. I volumi sono cresciuti del 20 per cento, passando da 150.030 a 179.469 tonnellate. Nel report si evidenzia come il traffico sia stato trainato in particolare dal legname, dai prodotti metallurgici e soprattutto dall’aumento dei veicoli e dei carichi metallici ad alto valore aggiunto.
Anche le rinfuse solide hanno segnato una crescita significativa, passando da 234.410 a 256.871 tonnellate (+10%). Il forte inverno ha infatti aumentato la domanda di sale, mentre il mercato italiano ha richiesto maggiori quantitativi di aggregati lapidei.
Complessivamente Luka Rijeka ha movimentato 481.671 tonnellate di merci, il 10 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2025. A livello di gruppo, tuttavia, il traffico totale è diminuito da 1,51 milioni a 1,32 milioni di tonnellate (-13%), principalmente per effetto della redistribuzione del traffico container tra Brajdica e il nuovo terminal Rijeka Gateway sul Molo Zagabria.

I ricavi a +24 per cento
Sul piano economico i risultati risultano particolarmente positivi. I ricavi dalla vendita dei servizi sono cresciuti del 24 per cento, passando da 6,3 a 7,8 milioni di euro, mentre i ricavi complessivi del gruppo hanno raggiunto 10,39 milioni di euro (+11%). L’utile netto trimestrale è salito a 2,6 milioni di euro contro i 2 milioni dell’anno precedente (+29%).
Molto marcato anche il miglioramento della redditività operativa: il margine EBITDA è passato dal 12,6 al 27,12 per cento e l’EBITDA è quasi triplicato, raggiungendo 2,44 milioni di euro contro gli 880mila euro del primo trimestre 2025. Migliorano inoltre gli indicatori finanziari e la liquidità, mentre nel corso del 2026 sono previsti investimenti per circa 6 milioni di euro destinati al rinnovo delle attrezzature e alla modernizzazione dei terminal di Fiume, (Valpidocchio) Bršica e Škrljevo.
Nel frattempo l’intero sistema portuale fiumano continua però a vivere una fase di forte espansione. Nei primi quattro mesi del 2026 il traffico complessivo nell’area portuale è aumentato del 37 per cento rispetto all’anno scorso, raggiungendo quasi 6 milioni di tonnellate contro i 4,2 milioni del 2025.
Nuovi equilibri
Il principale motore della crescita è il nuovo terminal Rijeka Gateway, che ha ormai assunto un ruolo centrale nello sviluppo del traffico container. Secondo i dati dell’Autorità portuale, nei primi quattro mesi dell’anno il terminal sul Molo Zagabria ha movimentato 118.078 TEU, mentre AGCT Brajdica è sceso da 148mila a circa 107mila TEU (-28%), dopo il trasferimento dei servizi Maersk e Hapag-Lloyd verso il nuovo terminal controllato dalla stessa Maersk tramite APM Terminals.
Nonostante il calo, Brajdica starebbe gradualmente recuperando nuovi traffici grazie ai servizi di CMA CGM e MSC. Proprio CMA CGM avrebbe manifestato interesse per un possibile ingresso nella struttura proprietaria della Luka Rijeka e indirettamente anche di AGCT.
Secondo il direttore dell’Autorità portuale Denis Vukorepa, l’obiettivo di superare entro fine anno quota 700mila TEU rimane realistico, nonostante i problemi ferroviari causati dai lavori sulla linea verso Zagabria. Vukorepa ha ricordato che sono già stati avviati importanti interventi infrastrutturali sulla rete ferroviaria, compresa la futura doppia linea verso il confine ungherese e il nuovo collegamento Karlovac-Fiume.

Petrolio in aumento
Molto positivo anche il dato relativo alle merci varie di Luka Rijeka nei primi quattro mesi dell’anno: il traffico complessivo è cresciuto del 3 per cento, ma le merci varie hanno registrato un vero e proprio balzo del 65 per cento. In aumento anche il traffico del legname (+6%), mentre le rinfuse solide risultano in lieve calo (-7%).
Secondo il presidente della Direzione Duško Grabovac, la crescita dei carichi a maggior valore aggiunto, come automobili e componenti per impianti eolici, garantisce oggi margini economici molto più elevati rispetto ai traffici tradizionali.
A sostenere ulteriormente l’espansione del porto quarnerino contribuisce anche il traffico energetico. Sul terminal JANAF di Castelmuschio sono state movimentate 2,88 milioni di tonnellate di carichi liquidi contro i 2,23 milioni dell’anno scorso (+29%), soprattutto petrolio greggio destinato alle raffinerie ungheresi e slovacche dopo i problemi dell’oleodotto Druzhba in Ucraina.
Secondo Denis Vukorepa, l’eventuale ingresso di CMA CGM nella struttura propriearia di Luka Rijeka potrebbe rappresentare un ulteriore rafforzamento dell’intero corridoio logistico fiumano e dare nuovo slancio anche al progetto del futuro grande terminal container sull’isola di Veglia.
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