“La tutela dell’ambiente e la salute dei cittadini devono essere garantiti ai massimi livelli”: è questo il messaggio emerso ieri dalla seduta congiunta dell’Assemblea della Regione litoraneo-montana e del Consiglio comunale di Kostrena, alla quale hanno partecipato anche i rappresentati del Ministero della Tutela dell’ambiente e della transizione verde, nonché vari deputati parlamentari, i rappresentanti dell’INA, quelli dell’Istituto regionale di salute pubblica e della Città di Fiume.
L’Assemblea regionale ha deliberato all’unanimità la volontà di garantire i massimi standard di sicurezza per quel che riguarda la gestione della raffineria dell’INA a Urinj, dopo che a partire dal 2023 erano più volte stati rilevati livelli sopra le norme consentite di varie sostanze, oltre a un inquinamento visibile a occhio nudo del mare e a vari altri incidenti minori, che hanno allarmato la popolazione locale e non solo.
“Industria e turismo possono andare bene per la vita della popolazione locale soltanto se alla base c’è uno sviluppo sostenibile. È per questo che come Assemblea regionale stiamo discutendo di come proteggere il Quarnero, che è fortemente esposto a tutta una serie di rischi”, ha affermato il presidente dell’Assemblea regionale, Marko Boras Mandić.
“Abbiamo avuto una riunione con i rappresentati dell’INA, durante la quale abbiamo visitato l’intero complesso. È stato idilliaco, ma questo per me non è altro che un invito alla cautela. La Regione comprende la necessità di sviluppo, lo appoggiamo, ma allo stesso tempo pretendiamo che tutti i soggetti proteggano la natura e in questo modo anche la gente. Personalmente sono convinto che in questo business ci sia un margine sufficiente da permettere ai titolari dell’azienda di guadagnare abbastanza anche dopo i dovuti investimenti per tutelare l’ambiente. La nostra posizione è questa”, ha affermato il presidente della Regione litoraneo-montana, Ivica Lukanović.
Da anni in prima linea per l’ambiente
A presentare il tema ai consiglieri in sede di riunione è stato Josip Katalinić, del MOST, che ormai da anni è sempre in prima linea quando si tratta di temi legati alla tutela dell’ambiente. Egli ha esposto tutti i problemi dell’impianto, illustrando alcuni incidenti che si sono verificati negli ultimi anni e spiegando come le cavità carsiche del sottosuolo siano piene di sostanze contaminanti, che durante determinati periodi dell’anno vengono rilasciate lentamente in mare con ogni onda che si infrange sulla scogliera sotto la località di Urinj. “Va detto che nell’ultimo periodo l’INA ha fatto un grande passo avanti, se non altro nella comunicazione, che è ora chiara e trasparente. Sembrano finalmente ben disposti nell’intenzione di risolvere questo problema in via definitiva e oggi verranno in parte presentate alcune proposte di soluzione”, ha affermato Katalinić.
Curiosamente, il grosso della presentazione su quelle che saranno le tecniche che verranno implementate per arginare il problema non è stato presentato da uno degli esperti dell’INA, bensì da Boris Bradarić, consigliere comunale di Kostrena, che ha lavorato duramente negli scorsi mesi nell’ambito di una commissione mista che si è occupata della faccenda. Egli ha spiegato che la complessa struttura geologica del terreno rende difficoltose le operazioni di pulizia e richiede ispezioni regolari e modernizzazione degli impianti. Ha sottolineato la necessità di rafforzare ulteriormente il sistema di controllo, aggiungendo che l’applicazione degli standard europei e ispezioni più frequenti dei serbatoi e delle condutture contribuirebbero notevolmente alla sicurezza e alla protezione ambientale, con l’unica soluzione praticabile per arginare gli svasamenti in mare delle sostanze nocive che consiste in una diga idraulica multilivello.
A nome della INA, Bojan Lončar, responsabile della manutenzione presso la Raffineria di Fiume – Urinj, ha presentato il progetto “Bonifica del sottosuolo e tutela del mare”, volto a prevenire in modo permanente la diffusione dell’inquinamento verso il mare. Il progetto prevede la costruzione di una barriera idraulica, l’installazione di barriere oceaniche e l’adozione di misure preventive, in collaborazione con il consorzio internazionale Lamor & Litoclean. Lončar ha evidenziato che le analisi effettuate dall’Istituto regionale di salute pubblica mostrano un miglioramento dello stato del mare, auspicando che tale tendenza prosegua.
Toni duri, ma anche costruttivi
Nel corso della seduta molti consiglieri sono intervenuti con toni duri nei confronti dell’INA, pur riconoscendo la volontà di collaborare dimostrata nell’ultimo periodo. Fra i più critici è stato Bojan Kurelić, di Azione dei giovani, il quale ha detto senza mezzi termini di non credere all’INA quando dice che tutto il marcio che c’è nel sottosuolo deriva da perdite più vecchie di dieci anni, come sostenuto da Lončar.
Anche Orjen Petković, rappresentante di Možemo! con laurea in chimica, è stato particolarmente duro, esprimendo preoccupazione per l’equilibrio del Quarnero, che rischia di essere fortemente compromesso se le perdite dovessero continuare. Leonardo Pavela, neoesponente dell’HNS, ha voluto riportare alla luce la questione dei residui sotterranei dell’ex raffineria situata a Mlaka, che secondo le stime degli esperti rischiano di causare un danno ambientale enorme nel caso in cui un terremoto dovesse smuovere le falde della zona. Nedo Pinezić, dell’Unione del Quarnero, ha specificato come qui nessuno sia contro l’industria, il cui sviluppo dà da mangiare a tantissime persone e ha permesso lo sviluppo del turismo, ma che semplicemente si vogliono applicare degli standard di sicurezza maggiori, pari a quelli richiesti dall’Unione europea e ai quali sono già sottoposti gli impianti della MOL con sede in Ungheria.
La deputata e presidente della Commissione parlamentare per la protezione dell’ambiente e della natura, Dušica Radojčić, ha elogiato l’impegno della comunità locale, affermando che la perseveranza e la vigilanza costante sono elementi chiave per risolvere i problemi ecologici di lunga durata. Il sindaco di Castelmuschio, Dražen Vranić, si è detto soddisfatto del dibattito e ha sottolineato che il futuro lavoro della commissione dovrà includere anche la questione della qualità dell’aria e del rumore.
La seduta si è conclusa con l’approvazione unanime delle proposte di delibera, che saranno inviate al Ministero dell’Interno, alla INA e alla Regione litoraneo-montana, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la vigilanza, accelerare le misure di bonifica e modernizzare il sistema di monitoraggio ambientale.
I partecipanti hanno concordato che i progressi raggiunti nella comunicazione e nella collaborazione devono proseguire, con un obiettivo condiviso: uno sviluppo che non comprometta l’ambiente e la salute delle persone, ma che li tuteli e li migliori.
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