Si è conclusa la prima fase del progetto di risanamento dei fondali marini e del sottosuolo sotto la Raffineria di Fiume, che si trova a Urinj un intervento complesso e strategico portato avanti da INA insieme a un consorzio internazionale guidato dalle società Lamor e Litoclean. L’obiettivo è affrontare in modo definitivo il problema dell’inquinamento storico in un’area caratterizzata da condizioni geologiche particolarmente delicate.
Analisi in profondità del sottosuolo
Nel corso della prima fase, il consorzio ha realizzato cinque perforazioni esplorative, accompagnate da una serie di analisi supplementari necessarie per studiare in dettaglio il movimento dei fluidi nel sottosuolo carsico. I campioni estratti sono stati analizzati in laboratorio, mentre le perforazioni sono state ispezionate con tre diverse tipologie di telecamere, così da ottenere una conoscenza più precisa delle caratteristiche geologiche e idrogeologiche dell’area.
L’avvio della seconda fase
La seconda fase del progetto è iniziata a metà gennaio e prevede la realizzazione di nuove perforazioni, oltre alla predisposizione della documentazione tecnica per la costruzione di una barriera idraulica. Il sistema sarà costituito da una serie di pozzi collocati lungo la costa, al di sotto della raffineria situata a Urinj, nei pressi di Fiume. Le perforazioni creeranno una depressione artificiale nel sottosuolo, una sorta di punto di minima quota che consentirà la raccolta controllata dei fluidi e impedirà il loro deflusso verso il mare. Si tratta del pilastro centrale dell’intero programma di protezione ambientale.
La terza fase e il controllo delle acque
La terza fase del progetto prevede l’installazione delle attrezzature necessarie per il trattamento delle acque reflue e l’avvio delle operazioni di pompaggio. Una volta completato, il sistema permetterà un controllo continuo e strutturato del sottosuolo, riducendo in modo permanente il rischio di contaminazione marina.
La responsabilità ambientale secondo INA
“La bonifica di un inquinamento storico in condizioni geologiche complesse come quelle di Urinj rappresenta una sfida ingegneristica di primo piano”, ha dichiarato Bojan Lončar, responsabile della gestione e manutenzione di INA. “Il nostro obiettivo primario è ottenere il pieno controllo dei flussi nel sottosuolo carsico. Attraverso la barriera idraulica convoglieremo questi flussi verso punti di raccolta controllati, eliminando in modo definitivo la possibilità di sversamenti in mare. Non è solo una soluzione tecnica, ma un impegno di lungo periodo verso la tutela dell’ambiente e la qualità della vita della comunità locale”.
Un investimento da sei milioni di euro
Il valore complessivo del progetto è di sei milioni di euro e il completamento è previsto entro il 2027. Al termine dei lavori, il problema dell’inquinamento storico del sottosuolo della raffineria dovrebbe essere risolto in maniera permanente. Al progetto partecipano team multidisciplinari composti da specialisti di INA, rappresentanti del mondo scientifico e aziende di rilievo internazionale.
Misure immediate per la tutela del mare
Parallelamente allo sviluppo della soluzione definitiva, INA sta attuando una serie di misure a breve e medio termine per proteggere l’ambiente marino. Sono attive 33 perforazioni dedicate all’estrazione degli idrocarburi residui nel sottosuolo carsico. In mare è operativo un sistema di monitoraggio continuo, con la possibilità di interventi rapidi in caso di necessità. I controlli su serbatoi, impianti, reti fognarie e sistemi di drenaggio delle acque meteoriche sono costanti, mentre gli interventi di risanamento procedono secondo programmi già definiti. È inoltre prevista, una volta ottenute le autorizzazioni necessarie, l’installazione di barriere marine più robuste lungo la costa adiacente alla raffineria.
Dialogo con il territorio
INA ha infine sottolineato l’importanza del dialogo con la comunità locale, ringraziando cittadini e istituzioni per la collaborazione e la comprensione. Il confronto prosegue attraverso incontri periodici di un gruppo di lavoro congiunto, pensato per garantire trasparenza e condivisione delle informazioni su uno dei progetti ambientali più rilevanti dell’area.
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