Il Centro clinico-ospedaliero di Fiume ha introdotto per primo in Croazia il moderno protocollo FAST-Forward per la radioterapia del tumore al seno, una delle innovazioni più importanti nel campo dell’oncologia radioterapica contemporanea. La nuova metodologia consente di ridurre la durata complessiva della terapia da diverse settimane a soli cinque giorni, mantenendo la stessa efficacia terapeutica e garantendo al contempo una minore incidenza di effetti collaterali.
Il protocollo viene applicato presso la Clinica per i tumori del CCO di Fiume e rappresenta, secondo la direzione dell’ospedale, un ulteriore passo avanti verso una medicina oncologica più moderna, rapida e umana. La direttrice del Centro clinico-ospedaliero, Alemka Brnčić-Fischer, ha sottolineato come oggi le pazienti possano completare il ciclo di radioterapia in appena cinque giorni “con la stessa efficacia e sicurezza, ma con un’incidenza leggermente inferiore di effetti indesiderati”.
L’introduzione del nuovo protocollo conclude inoltre il processo di piena attivazione delle apparecchiature oncologiche finanziate attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza (NPOO), permettendo alla struttura fiumana di garantire tutte le forme di trattamento oncologico senza liste d’attesa, in linea con gli standard dei più avanzati centri oncologici internazionali.
Negli ultimi anni il trattamento del tumore al seno ha registrato progressi significativi non soltanto sul piano dell’efficacia clinica, ma anche per quanto riguarda la qualità della vita delle pazienti durante le cure. La radioterapia continua a rappresentare una componente fondamentale del trattamento multidisciplinare del carcinoma mammario in fase iniziale, ma sempre più spesso vengono adottati protocolli ipofrazionati che consentono di abbreviare la durata della terapia senza compromettere i risultati oncologici.
Come spiegato da Iva Skočilić, responsabile del team dedicato ai tumori mammari della Clinica per i tumori, il protocollo FAST-Forward è indicato per pazienti selezionate con tumore al seno in fase precoce dopo il trattamento chirurgico. La terapia prevede una dose totale di 26 Gy suddivisa in cinque sedute consecutive nell’arco di cinque giorni. Il metodo si basa sui risultati positivi di un ampio studio internazionale randomizzato, che ha dimostrato un controllo locale della malattia equivalente ai protocolli tradizionali, ma con una tossicità ridotta o comparabile rispetto ai regimi standard più lunghi.
Secondo gli specialisti del CCO di Fiume, il successo di questo approccio è reso possibile sia dalle caratteristiche radiobiologiche del tumore mammario, particolarmente sensibile a dosi più elevate per singola seduta, sia dalla moderna tecnologia oggi disponibile presso la Clinica. Grazie ai nuovi acceleratori lineari e ai sistemi avanzati di pianificazione terapeutica, i medici possono colpire con maggiore precisione il tessuto tumorale, proteggendo al massimo quello sano circostante.
La direttrice della Clinica per i tumori, Ivana Mikolašević, ha ricordato che fino a poco tempo fa le pazienti erano costrette a recarsi quotidianamente in ospedale per periodi compresi tra tre e cinque settimane, con inevitabili difficoltà fisiche, psicologiche e organizzative. Oggi, invece, nelle pazienti idonee il trattamento può essere completato in appena cinque giorni.
Nel corso dell’ultimo anno e mezzo la Clinica oncologica del CCO di Fiume è stata dotata di tre acceleratori lineari di ultima generazione. Parallelamente sono stati introdotti nuovi sistemi di radiochirurgia stereotassica e la tecnica DIBH per la radioterapia mammaria, mentre il personale sanitario è stato sottoposto a una formazione continua secondo elevati standard internazionali.
La direzione del Centro clinico-ospedaliero ha infine ribadito che la struttura non registra attualmente liste d’attesa né per la radioterapia e la radiochirurgia stereotassica, né per le altre forme di trattamento oncologico sistemico.
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