Passato, presente e futuro si sono incontrati nell’affollatissimo studio e sul balcone di Radio Fiume, dove a mezzogiorno il caporedattore Alen Čemeljić ha provveduto al taglio della torta di compleanno, circondato dai colleghi e da tanti ospiti che non andiamo a menzionare singolarmente, sicuri di tralasciarne diversi. Cantanti, artisti, politici hanno invaso corridoi e studi in un’atmosfera di festa, in un clima di buonumore, di positività e ottimismo, qualcosa di cui tutti abbiamo sempre più bisogno.
L’emittente fiumana ha festeggiato l’80esimo compleanno con un programma speciale, una vera maratona, con esibizioni dal vivo che si sono susseguite per l’intera giornata. È stato un revival che ha coinvolto il meglio della scena rock, pop, new wave, musica leggera, etno, jazz e altri generi a rappresentare la ricca produzione musicale fiumana e dell’intera regione.
Tra gli ospiti il presidente della Regione litoraneo-montana e la sindaca di Fiume. “Tutti sanno quanto sia importante Radio Fiume in quest’area, un punto di riferimento. Ha una funzione sia come mezzo di informazione che di intrattenimento. Ha sempre avuto una grande credibilità”, ha commentato Ivica Lukanović. La sindaca Iva Rinčić: “È un brand, un marchio riconoscibile per la nostra città, molto più di un’emittente radiofonica. Conosciamo la gente che vi lavora e le crediamo”.
Un patrimonio inestimabile
“Quando venni a Radio Fiume festeggiammo il 45esimo compleanno in una pizzeria che non c’è più, la “Sokol” in via Branchetta. “Non c’è quella pizzeria e non ci sono tante altre cose – commenta Alen Čemeljić, caporedattore di Radio Fiume –. Ci si dava appuntamento davanti alla Riječka banka o vicino al Rozi bar, che non ci sono più, ma ci si trova ancora davanti a Radio Fiume”.
Nonostante tutti i progressi tecnologici la radio è un media che si è rivelato particolarmente resiliente, capace di sopravvivere a ogni sfida. Radio Fiume ne è un esempio, a differenza della TV generalista che è in costante declino. “Quei 35 anni trascorsi dal compleanno a cui ho accennato, sono tanti nel corso di una vita umana. Non è facile riassumere cosa abbiamo fatto, i miei colleghi e io, in tutti questi anni. Siamo stati allora e lo siamo anche oggi i dominatori assoluti delle etere radiofonico fiumano e regionale. Non siamo soltanto un’emittente, ma un simbolo dell’identità locale. È ciò di cui vado maggiormente fiero”, ci ha risposto Čemeljić.
Le voci in italiano
Uno degli elementi riconoscibili di questa identità è l’ininterrotta presenza dei notiziari in lingua italiana: “È nata nel 1945 parlando in croato e in italiano. Lo fa tuttora. Un tempo nella redazione italiana c’era più gente. Oggi le cose sono cambiate. Per certi versi, tutti noi siamo costretti a fare più cose. Oggi ci sono due colleghi, Selina Sciucca e Gianfranco Miksa, la cui voce si fa sentire, in italiano, così come erano inconfondibili quelle di colleghi che vi sono passati in precedenza.
C’è la voce di Virna Baraba, per esempio, che è ancora presente nei nostri jingle, per non parlare di Andrea Marsanich, che continuiamo a sentire anche in trasmissioni fuori dal contesto della redazione italiana”, ha aggiunto il caporedattore, ricordando anche quelli che non ci sono più, come Franco Rocchi e Agnese Superina.
Ironia e satira
Non tanto nei suoi notiziari, quanto nelle varie trasmissioni in diretta, i conduttori/giornalisti, di tanto in tanto, ieri come oggi, si propongono con una certa irriverenza, quasi sempre giustificata, nei confronti di chi è al potere, a livello nazionale o locale. L’ironia e la satira non sempre sono gradite. Ci sono ancora delle pressioni? “Le pressioni ci sono e ci sono sempre state, in forme diverse. Più precisamente, ci sono tentativi di fare pressioni. La cosa peggiore che può succedere, comunque, è l’autocensura. Come giornalista ho subito diverse sanzioni, anche pecuniarie, per aver avuto la lingua lunga. Come caporedattore cerco di mettermi nei panni dei colleghi, tentando di proteggerli anche quando vengono superati certi limiti. Lo faccio quando ciò è possibile, evitando di dirgli che, magari, c’è stato qualcuno che ha chiamato per lamentarsi. Per me è difficile mettere dei paletti. La radio è un mezzo di comunicazione immediato, come conduttore puoi venirne trascinato senza la possibilità di riavvolgere il nastro. Pensi a una battuta che poi non riesce come avresti voluto. Solo chi ha fatto questo lavoro può sapere quanto sia facile dire cose inopportune. Non possiamo porre dei confini in questo senso e quindi ci affidiamo al buon senso. Qualche volta, è vero, viene superato quel confine”.
Il ruolo della musica
Il successo di un media dipende da molti fattori. Per una radio, oltre ai programmi informativi, quelli di intrattenimento, quelli educativi o, comunque, “seri”, c’è il fattore musica. Il caporedattore Alen Čemeljić non ama parlarne, però lo facciamo noi. C’è il “fenomeno Thompson” con tutti i suoi risvolti ideologici, culturali o etici a far discutere. C’è chi vorrebbe sentire anche a Radio Fiume la voce che quest’estate ha incantato mezzo milione di persone al concerto all’ippodromo di Zagabria.
“Stiamo festeggiano l’80esimo compleanno, parliamo d’altro. Comunque, ci tengo a precisare che non c’è nessuna canzone vietata a Radio Fiume. I responsabili del programma musicale, quelli che scelgono i brani da trasmettere, sono preparati e non hanno alcun vincolo. Qualunque cosa io dica andrebbe a generare polemiche, in questa o in quella direzione. Fuori da tale contesto, devo confessare che, qualche volta, scendo in studio quando avverto, per esempio, dei ritmi frenetici in fasce orarie nelle quali, secondo me, sarebbe opportuno calare i toni. I più giovani in studio mi prendono anche in giro per questo motivo”.
Marin Corva: «Un’ottima collaborazione»
Il presidente della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana, Marin Corva, ha parlato di un traguardo importante, di un’ente che rappresenta in pratica uno strumento fondamentale per tutta la nostra comunità nazionale. E ha voluto sottolineare, con forza, anche l’importanza di Radio Fiume: perché il suo ruolo è quello di far arrivare agli esponenti della maggioranza le notizie in lingua italiana, come conferma di una presenza viva, autentica, della Comunità Nazionale Italiana nel territorio del suo insediamento storico. “La collaborazione – ha detto Corva – è ottima. Ci sono diversi progetti in corso e da questo punto di vista non si può che lodare il lavoro, l’impegno, la partecipazione”. (lž)

Selina Sciucca: «Grati a chi ci ha fatti arrivare fin qui»
“Sono emozionata e commossa e oggi vorrei ricordare tutti quelli che hanno fatto la storia di Radio Fiume, in particolare quelli che hanno fatto parte della redazione italiana e che non ci sono più”, ha detto ieri Selina Sciucca, che quotidianamente, assieme al collega Gianfranco Miksa, provvede al programma informativo in lingua italiana. L’abbiamo incontrata assieme alla nostra collega Virna Baraba, fino a pochi anni fa pure lei a Radio Fiume, e a Iva Pavletić, la quale a sua volta fece parte della redazione italiana per venire “rapita” per svolgere altre mansioni, informazione e intrattenimento in lingua croata, dobbiamo dire, con un certo successo.
“Ieri ho sfogliato la monografia di Radio Fiume e ci sono davvero delle figure che vanno ricordate, delle colonne portanti come Bruno Petrali a Franco Rocchi, da Agnese Superina a Ettore Mazzieri e tutti quelli che fin dagli inizi hanno partecipato, anche in momenti molto difficili, di grandi trasformazioni storiche, sono riusciti a mantenere viva la cultura, l’identità, la lingua e le nostre tradizioni. Oggi mi sento molto onorata di essere qui e di poter esprimere gratitudine a tutti quelli che hanno dato il loro contributo per averci fatto arrivare fin qui”.
Selina Sciucca, afferma che si tratta di due facce della stessa medaglia. “Oggi, a distanza di 80 anni, personalmente, faccio molta fatica a non sentire l’amaro in bocca. Per quello che è stato e per quello che viviamo ora. Sono momenti in cui Radio Fiume e in particolare il Programma Italiano, si ritrova a lottare quotidianamente con gravi tagli di personale e risorse finanziarie, con una scarsa presenza della lingua italiana nel palinsesto, limitata a un breve programma informativo. Tempi in cui è difficile, spesso impossibile, poter seguire gli eventi promossi dalle altre istituzioni della nostra CNI, da cui, troppo spesso, Radio Fiume, con il suo Programma Italiano, rimane tagliata fuori o non valorizzata come parte integrante ed emittente storica del mondo CNI. Forse perché non sotto il diretto controllo o il finanziamento delle nostre istituzioni. Sono tempi in cui spesso vado al lavoro con un nodo alla gola e allo stomaco, pensando a tutto ciò che avrebbe potuto essere, se solo ci fosse stato un reale interesse a tutelare e appoggiare Radio Fiume. Oggi però, in occasione dell’80esimo anniversario della Radio, che ho amato profondamente dal primo giorno in cui vi ho messo piede, oggi quando, con molta frustrazione e tristezza, mi chiedo quale sarà il futuro di Radio Fiume e soprattutto del Programma italiano, desidero ricordare e onorare i grandi che hanno fatto la storia di questa emittente unica al mondo”.
“Bruno Petrali, Lucifero Martini, Mario Kinel, Paolo Lettis, Giacomo Scotti, Lorenzo Vidotto, Mario Schiavato, Osvaldo Ramous, Ettore Mazzieri… sono soltanto alcuni dei grandi nomi che hanno fatto la storia della nostra radio, e con loro gli attori del Dramma Italiano del Teatro Ivan Zajc Carlo Montini, Nereo Scaglia, Raniero Brumini, la straordinaria Gianna Depoli e tanti altri. Franco Rocchi, Agnese Superina, Andrea Marsanich, Virna Baraba e Sandro Vrancich, colonne portanti di un momento storico in cui bisognava sopravvivere, ripristinare, ripartire, nutrirsi di cultura, di tradizioni e tutelare la propria lingua, la propria identità e il legame con le nostre radici. Tornando al presente, per i due rimasti, il collega Gianfranco Miksa e la sottoscritta, quando la quotidianità diventa più pesante e le sfide più grandi di noi, spero che la nostra missione rimanga quella di mantenere un’identità culturale forte, contribuire alla diffusione della lingua, della cultura, della presenza italiana, nel pieno rispetto della grande storia di Radio Fiume e della nostra città”, ha affermato Selina Sciucca. (mv/lv)

Da ottant’anni una voce calda che unisce tutte le generazioni
Oggi sulle nostre pagine raccontiamo una storia speciale: quella di Radio Fiume, che proprio ieri ha celebrato il suo 80esimo anniversario. Otto decenni in cui l’emittente è diventata la voce della città e della regione, testimone dei piccoli fatti quotidiani e dei grandi eventi storici, punto di riferimento nelle crisi e compagna nelle gioie, simbolo vivo di questo territorio.
Dal primo saluto in onda, il 16 settembre 1945, in un piccolo studio di Volosca, fino alle dirette odierne sul Corso, Radio Fiume ha accompagnato intere generazioni di ascoltatori, al mare o in montagna, in auto, in ufficio o a casa, online e sui social. Per festeggiare questo importante compleanno è stato preparato un programma speciale: quella di ieri è stata una giornata intera in diretta con i grandi protagonisti della musica di queste terre, che hanno interpretato dal vivo alcuni dei loro successi più amati. È stato un viaggio musicale che ha abbracciato ČA-val, musica leggera e pop, etno, classica, punk e rock di nuova generazione.
Tutti i concerti sono stati trasmessi anche in live streaming sulla pagina Facebook di Radio Fiume, con conduttori, artisti e ascoltatori che si sono alternati al microfono in una lunga festa condivisa. Con questo spirito apriamo oggi una serie di articoli che ripercorreranno storia, protagonisti e ricordi di Radio Fiume, per raccontare un’emittente che da ottant’anni parla – e soprattutto ascolta – la sua comunità. Certo, non sarà una storia completa perché non possiamo essere scevri di “buchi temporali”, omettendo magari personaggi che andrebbero indubbiamente menzionati in questo contesto.
Perché Radio Fiume non è solo una radio: è l’identità della città, la cronaca del tempo e la voce calda che unisce le generazioni. (Ivo Vidotto)
Enea Dessardo: «Parte della nostra storia»
Enea Dessardo, presidente della Comunità degli Italiani di Fiume, ha a sua volta ricordato il peso dell’emittente nella vita quotidiana della città e della sua popolazione italiana. Ha rivolto le congratulazioni non solo a titolo personale, ma anche a nome di tutti i connazionali, che portano Radio Fiume nella memoria e nell’affetto collettivo. “È una parte insostituibile della storia e dell’identità della nostra città – ha detto – ed è sempre bello ricordare che, 80 anni fa, le prime parole trasmesse furono: Ovdje Radio Rijeka – qui Radio Fiume, in italiano e in croato”. (lž)
Iva Rinčić: «Un’amica e una compagna»
“Ovdje Radio Rijeka – Qui Radio Fiume. Così, nel lontano 1945, iniziò la storia di un’emittente radiofonica e di una città, raccontata allora sia in lingua croata che in lingua italiana. Da quel momento Radio Fiume occupa un posto speciale nella vita della città e dei fiumani, come fonte affidabile di informazioni, ma anche come compagno nel quotidiano. Radio Fiume da ottant’anni è parte integrante della vita dei nostri concittadini. La sua forza non sta solo nell’informare, ma anche nell’essere sempre stata la voce della comunità, un’amica e una compagna attraverso tutti i cambiamenti che Fiume e la regione hanno vissuto. Proprio grazie alla professionalità, alla dedizione e al calore delle persone che la fanno vivere, Radio Fiume gode della fiducia del suo pubblico e ha un posto speciale nelle nostre vite. Ottant’anni di esistenza sono la conferma del valore e della continuità. Sono certa che Radio Fiume anche in futuro continuerà a unire le persone, portare belle storie e custodire il suono della nostra città”, ha dichiarato Iva Rinčić. (mv)

Vedrana Lisica. La Radio…da guardare
Dal 1996 Radio Fiume si può ascoltare a livello globale, attraverso il web. L’emittente fiumana fu tra i pionieri anche nel compiere i i passi cruciali nel mondo delle nuove tecnologie. Vedrana Lisica Pavlović è conduttrice, ma anche colei che si occupa dei social: “Oggi Radio Fiume è anche da guardare in streaming su facebook”. Ci sono anche su Tik tok e Instagram, con modalità e contenuti diversi. “Anche prima del mio arrivo si è lavorato in questo senso e ora, tutti insieme, cerchiamo di adeguarci ai tempi. Oltre ad ascoltarci, potete vederci e alla diretta facebook di oggi c’è un numero impressionante di persone che ci seguono. Diamo la possibilità agli ascoltatori di interagire, anche attraverso dei sondaggi che sembrano piacere molto”. (lv)

Ivica Lukanović: «Il segreto del successo»
“L’ottantesimo compleanno è un’occasione per ringraziare tutte le persone che in questi lunghi anni sono riuscite a creare in ogni momento un programma divertente, informativo e rilevante e mi riferisco sia agli attuali dipendenti che a quelli del passato. Molte persone ascoltano e hanno ascoltato le trasmissioni con gioia. Radio Fiume ci dà l’opportunità di ammazzare la noia, di rallegrarci un po’ dopo una giornata di lavoro, o anche semplicemente di ascoltare un po’ di buona musica. Ci sono sempre stati programmi adatti a tutti i gusti e questo è in parte il segreto del suo successo. Per questo non ci rimane altro da fare che augurare un buon futuro a questo collettivo che contribuisce continuamente a creare un contenuto di qualità del quale godono tutte le persone che abitano sul nostro territorio, dal Gorski kotar alle isole”, ha affermato il presidente della Regione litoraneo-montana”, Ivica Lukanović. (mv)
Maurizio Tremul: «Programmi italiani marginalizzati»
Gli auguri sono arrivati anche dal presidente dell’Unione Italiana, Maurizio Tremul. “Avere un’emittente locale come Radio Fiume in un territorio in cui vive una parte consistente della CNI è estremamente importante. Questo nostro mondo ha un gran bisogno di pluralità d’informazione e di voci per raccontare nel modo più oggettivo possibile la cronaca dei fatti politici, gli avvenimenti culturali, sportivi, religiosi, insomma gli insiemi della vita di una popolazione dell’area istroquarnerina. Non posso, però, non rilevare l’amarezza e per certi versi anche l’indignazione per il fatto che i programmi italiani di Radio Fiume sono purtroppo sempre più posti in una condizione di marginalità all’interno della RTV croata e della stessa Radio Fiume. In un mondo normale dovrebbe essere motivo d’orgoglio poter ospitare i programmi italiani, che dovrebbero avere il massimo sostegno RTC. La comunità, per quanto minoritaria dopo le tragiche vicende del secondo dopoguerra, con l’esodo le violenze perpetrate, è una comunità che è comunque parte integrante del territorio dove la presenza italiana contribuisce a renderlo più bello e più ricco con la propria presenza culturale e identitaria. Quindi cogliamo questa occasione in cui rendiamo omaggio a Radio Fiume per il suo 80esiemo compleanno per far sì che si trovi la volontà politica e istituzionale affinché i programmi italiani di Radio Fiume possano finalmente avere la giusta collocazione con una programmazione in termini di minutaggio e di ore ben più ampia, con un potenziamento di giornalisti in forza a Radio Fiume e con un potenziamento delle risorse, ma anche con la costrizione, come stiamo chiedendo da tempo e come è previsto nel Piano operativo del Governo croato per le minoranze nazionali, di una redazione in lingua italiana. In questa circostanza l’ente dell’RTV croata, il competente ministero e il governo diano finalmente attuazione alle richieste che l’UI, assieme al parlamentare Furio Radin, stanno portando avanti da anni e consenta a Radio Fiume e ai programmi italiani di avere una redazione autonoma e un potenziamento delle risorse sia finanziarie che di personale. E lo stesso discorso vale ovviamente anche per Radio Pola”, ha dichiarato Maurizio Tremul. (mv)
Andrea Marsanich: «Mi ha dato una popolarità inimmaginabile»
“Ci sono giorni che non ti dimentichi. Era l’ottobre del ‘90, il mio primo giorno di lavoro a Radio Fiume, dopo 14 anni trascorsi alla Voce. Mi chiedesti, in Corso, come mi trovavo e ti dissi che ero “insempiado”. Già quel primo giorno capii che la musica sarebbe cambiata rispetto alla mia carissima Voce”, ricorda Andrea Marsanich rivolgendosi al sottoscritto nel giorno in cui Radio Fiume ha spento le sue 80 candeline. “A Radio Fiume ci sono andato per motivi familiari, per esigenze legate al fatto che le mie bimbe erano piccole e che lavorare tutte e domeniche mi avrebbe privato della possibilità di stare con loro nei fine settimana”, ha precisato il collega Andrea, oggi in pensione, ma sempre presente nell’etere radiofonico con i suoi interventi in due tematiche specifiche che corrispondono a alle sue due grandi passioni, il calcio e la pesca. Dopo i notiziari in lingua italiana, la popolarità è aumentata in modo esponenziale con i commenti della Serie A e con le “news” in diretta dalla pescheria.
“Se parliamo di popolarità – spiega Marsanich –, quella che ti dà la radio non si può paragonare con quella che arriva con la parola scritta. Quando dici “buongiorno” entri nelle case della gente e tutti riconoscono la tua voce. Sono arrivato nella redazione italiana incontrando dei mostri sacri come Franco Rocchi e Agnese Superina, condividendo poi molti anni con quella che oggi è tua collega, Virna Baraba. Mi ci sono trovato molto bene. Alla Voce seguivo lo sport, mentre qui ho dovuto occuparmi di tutto. Allo stesso tempo, venni accolto altrettanto bene dai colleghi. Delle volte, naturalmente, non ci si trovava d’accordo su determinate questioni, ma rimanevamo sempre una redazione compatta. Sono stati 29 anni in cui ho potuto far parte di un’ottima squadra, non solo nell’ambito della redazione italiana. Abbiamo sempre avuto un forte legame con l’intera redazione di Radio Fiume e lo prova anche il fatto che la nostra collaborazione è continuata anche dopo il mio pensionamento da cui sono passati ormai sei anni. Comunque, mi ritengo più votato al giornalismo cartaceo, ma è alla radio che devo la popolarità”. (lv)

«La radio sta lentamente affondando»
Un altro che ha unito i complimenti alla volontà di sfruttare quest’occasione per lanciare un monito è stato Sandro Vrancich. “Ho iniziato qui la mia carriera lavorativa alla fine degli anni ‘70 rimanendo in redazione per sette anni. Molto tempo dopo sono nuovamente tornato a Radio Fiume, facendo per cinque anni il collaboratore, lavorando però ogni giorno per cinque anni, prima di andare in pensione. La prima volta c’era una redazione italiana, composta da quattro giornalisti, che seguivano quello che succedeva su un territorio molto ampio. C’era la possibilità di fare uscite, anche in Istria, di avere interviste originali con molte persone, di seguire eventi in tutta la nostra Regione. Oggi non è più così. La radio sta lentamente affondando, perché l’HRT sta dando sempre più importanza alla televisione e meno alla radio. La redazione italiana non esiste più. I giornalisti che lavorano ai programmi italiani sono solamente in due e di conseguenza sono stati ridotti sia il numero di notiziari che il minutaggio giornaliero delle trasmissioni. Guardo a queste cose con grande rammarico, consapevole che la situazione è complessa anche per i colleghi che lavorano ai programmi croati. Pure loro hanno subito negli anni grandi tagli di personale e non è facile continuare a mandare avanti un prodotto di qualità. Radio Fiume rimane però ancora di gran lunga la più ascoltata, grazie a un programma solido e vario, dove notiziari e reportage si uniscono a tanta musica e trasmissioni con ospiti interessanti”, ha dichiarato Sandro Vrancich. (mc)
Oggi alle ore 12…
“Oggi alle ore 12 Radio Fiume incomincia le sue trasmissioni su due lunghezze d’onda (onde medie) e precisamente su metri 197 e su metri 394. Radio Fiume trasmetterà ogni giorno, con inizio alle ore 12, e alle ore 18. La popolazione di Fiume accoglierà certo con gioia questa iniziativa che renderà possibile la conoscenza tempestiva delle notizie di maggior importanza; e seguirà certo con vivo interesse i programmi d’arte e di musica che verranno offerti”. È con queste parole che La Voce del popolo del 16 settembre del 1945 annunciava l’inizio delle trasmissioni della stazione radio che ieri ha festeggiato 80 anni di attività.
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