Quanti voti contro il linguaggio dell’odio?

Seduta straordinaria del Consiglio il 30 gennaio: si discuterà della messa al bando di simboli fascisti e ustascia

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Quanti voti contro il linguaggio dell’odio?
Foto Željko Jerneić

Il presidente del Consiglio cittadino di Fiume, Robert Kurelić, ha convocato una seduta straordinaria del Consiglio municipale per venerdì 30 gennaio 2026, su iniziativa di 13 consiglieri comunali, con all’ordine del giorno una proposta di conclusioni volta a vietare l’uso di simboli, slogan e messaggi che glorificano o giustificano l’odio nazionale, razziale o religioso, inclusi quelli di matrice fascista o ustascia.

L’iniziativa è stata promossa dai consiglieri Irena Bolf, Luka Čanković e Ivana Prica Matijaš (SDP), Stefan Mataja Mafrici, Leonardo Matković e Tanja Savić (Lista indipendente di Marko Filipović), Tea Mičić Badurina e Ana Trošelj (PGS), Predrag Miletić (Lista per Fiume), Hana Paleka, Renato Stanković e Nebojša Zelič (Možemo!), nonché da Srđan Srdoč (DDI-IDS).

Dal punto di vista politico, si tratta prevalentemente di dieci consiglieri dell’opposizione, sostenuti però anche da tre eletti della lista indipendente dell’ex sindaco Marko Filipović, che pur non facendo parte formalmente della maggioranza rientrano nella maggioranza informale che in più occasioni ha sostenuto la sindaca Iva Rinčić, votando, tra l’altro, l’aumento delle tariffe della municipalizzata Čistoća e il bilancio cittadino per il 2025.

Il testo delle conclusioni chiede alla sindaca di adottare misure concrete affinché sugli spazi e sulle superfici gestite dalla Città non vengano utilizzati simboli, slogan o messaggi che incitano o approvano l’odio, richiamando esplicitamente l’articolo 39 della Costituzione della Repubblica di Croazia, che vieta la propaganda e l’incitamento all’odio. Tra gli esempi citati figura anche il noto slogan ustascia “Za dom spremni”.

Nel secondo passaggio, la proposta richiama i fondamenti antifascisti dello Stato croato, sanciti dalla Costituzione, nonché la giurisprudenza della Corte costituzionale e della Corte europea dei diritti dell’uomo. Per l’approvazione delle conclusioni è necessaria la maggioranza assoluta di 17 voti, considerando che il Consiglio cittadino è composto da 32 membri.

L’esito del voto resta tuttavia incerto. Se la proposta dovesse ottenere il sostegno degli 11 consiglieri della coalizione a sei partiti che appoggia la sindaca Rinčić – composta da Azione dei giovani, Unione del Quarnero, Fokus, Centro, Alternativa e HSU – l’approvazione sarebbe assicurata. Finora, però, le reazioni della coalizione di governo sono state prudenti e poco definite, arrivate dopo che la stessa sindaca ha liquidato l’iniziativa come una “performance politica”.

Secondo le prime prese di posizione, HDZ e Most difficilmente sosterranno la proposta. Da segnalare infine la posizione oscillante del consigliere indipendente Marinko Koljanin, eletto nella lista di Most, che inizialmente aveva annunciato il proprio sostegno all’iniziativa, salvo poi ridimensionare le sue dichiarazioni dopo le reazioni provenienti dalla maggioranza.

La seduta straordinaria del 30 gennaio si preannuncia dunque come un passaggio politicamente significativo, non solo per il merito della proposta, ma anche per gli equilibri interni al Consiglio cittadino e per la tenuta della maggioranza che sostiene la sindaca Rinčić.

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