Procede a rilento il restauro della Stazione ferroviaria

Salvo imprevisti i lavori al palazzo progettato dall’architetto ungherese Ferenc Pfaff e inaugurato nel 1891, dovrebbero terminare l’anno prossimo

Il maestoso edificio sta per risplendere

Sin dalle origini del mondo il viaggio rappresenta l’insaziabile curiosità dell’essere umano per l’ignoto, ricerca dell’altro diverso da sé ma anche ricerca di sé stessi. Viaggiare in treno, poi, ci permette di lasciarci alle spalle, almeno per un attimo, pensieri e preoccupazioni, di liberare la mente, di arrenderci alla bellezza dei paesaggi inesplorati che scorrono veloci dal finestrino. Ai tempi in cui lo si faceva solo in questo modo le stazioni non venivano concepite come meri luoghi di arrivo e partenza, come i cosiddetti “non-luoghi” di Marc Augé, ma venivano costruite per affascinare i viaggiatori, per dargli il benvenuto, per farli incuriosire e stupire, per farli incontrare e scambiare chiacchiere, saluti ed esperienze. Erano, in qualche modo, le “piazze” della città. Ne era ben cosciente l’architetto ungherese Ferenc Pfaff nell’abbozzare il maestoso palazzo in stile neoclassico della Stazione ferroviaria sita in zona Braida, insieme a quelli di Zagabria, Budapest, Bratislava e altre città sotto l’ingerenza dell’impero austro-ungarico, la cui costruzione era stata avviata nel 1873 e si concluse con l’inaugurazione nel 1891, regalando al capoluogo quarnerino un vero gioiello architettonico.

La restauratrice Eni Jukopila al lavoro

L’effetto del tempo e dell’incuria

Nel tempo, però, quest’inestimabile patrimonio ferroviario e culturale, come pure la sua importanza collettiva, sono venuti a trovarsi in un triste stato di incuria, ripreso e restaurato nel 1985. Poi più nulla. Fiume, così, per la seconda volta, se n’è dimenticata e la Stazione è diventata soltanto un luogo di transito, di esclusiva pertinenza ferroviaria.

Circa un anno fa, però, dopo anni di parole e promesse, con il permesso della Sovrintendenza per i Beni culturali e su commissione dell’azienda HŽ Infrastruktura (Ferrovie di Stato), è stato deciso di effettuare il recupero dell’aspetto originale del palazzo che, ricorderemo, prevede cinque fasi (il rifacimento del fronte dell’edificio centrale, il rinnovo degli interni, degli uffici amministrativi, dei servizi igienici e l’installazione di un impianto di climatizzazione).

I ponteggi nascondono la facciata del palazzo

I primi ponteggi sulla facciata principale, quella rivolta verso via Krešimir, erano stati montati a marzo del 2020, ma l’emergenza sanitaria ha frenato i lavori fino in estate, quando sono stati prontamente ripresi e tuttora, seppur con ritmi rallentati, dovuti ad attese amministrative in seguito soprattutto alla recente scoperta di alcuni affreschi murali nella sala del pianoterra, sono ancora in corso. A prendersene cura certosina sono i restauratori dell’azienda zagabrese Terracotta, coordinati da Eni Jukopila, impegnati pure in altri interventi su edifici storici di Fiume e Abbazia (come ad esempio l’albergo Kvarner).

La giovane restauratrice, contattata per capire come procedeva l’opera, ci ha spiegato che: “Ultimamente all’interno del palazzo della Stazione ferroviaria sono stati installati i nuovi impianti elettrici e continuano gli interventi di restauro conservativo sulla facciata. Anche i lavori di ristrutturazione del Remisens Premium Hotel Kvarner sono a pieno ritmo, soprattutto quelli all’interno della Sala dei cristalli, dove sono stati posti due calchi e stiamo facendo un retouch dei rivestimenti e delle finiture murarie. Secondo i nostri calcoli dovremmo portarli a termine entro Capodanno.” Nell’anno che verrà, quindi, la Stazione ferroviaria fiumana, con i suoi rilievi, ghirlande, capitelli e medaglioni tornerà a risplendere, verrà riconsegnata ai viaggiatori e si aprirà alla città diventando nuovamente agorà e polo di attrazione urbana.

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