Popcorn e polemiche. Il consiglio è nel caos

Željko Jerneić
I posti lasciati vuoti dal blocco di centrodestra

Dopo che la seduta di giovedì scorso era stata interrotta per mancanza del quorum in seguito all’abbandono da parte dei consiglieri dell’HDZ, Azione dei giovani (AM), Most, Lista per Fiume e di Hrvoje Burić (Bura), il Consiglio cittadino è tornato a riunirsi sabato sera per riprendere i temi all’ordine del giorno rimasti in sospeso, la maggior parte dei quali riguardava i resoconti finanziari del primo semestre del 2018 di musei, enti ed istituzioni culturali cittadine. Anche in questo caso il quorum è stato raggiunto (presenti 20 consiglieri su 36), ma l’epilogo è stato il medesimo.
La sceneggiata di Kukuljan
Subito all’inizio della seduta Josip Kukuljan si è presentato in galleria con in mano un pacchetto di pop-corn. All’invito da parte dei colleghi di accomodarsi in aula, il consigliere, fresco di passaggio nella file del Most, ha risposto di voler godersi la riunione da spettatore. La sua provocazione ha scatenato l’ira dei presenti e dopo alcuni minuti di tira e molla, Kukuljan è sceso ma non per riprendere il proprio posto in sala, ma bensì per raggiungere nel bar di fianco il Palazzo municipale i colleghi “disertori” del giovedì, impegnati nella loro missione di ostacolare il lavoro del Consiglio cittadino. A quel punto anche Hrvoje Burić e Marinko Koljanin hanno lasciato la seduta facendo così venire meno il quorum. Al termine di una lunga consultazione tra il sindaco Vojko Obersnel e il presidente del Consiglio Andrej Poropat, il primo cittadino ha sospeso in via definitiva la seduta, ritirando tutti i punti all’ordine del giorno e scusandosi con i presenti.

«Se questa è democrazia…»

“Chiedo scusa ai direttori delle istituzioni culturali e delle società municipalizzate per aver perso diverse ore senza aver avuto la possibilità di esporre i resoconti finanziari per colpa dei colleghi seduti nel bar di fianco, quegli stessi colleghi che dopo le ultime elezioni parlavano di trionfo della democrazia – ha detto Obersnel visibilmente irritato –. Comprendo benissimo che l’abbandono dell’aula rappresenta un gesto di lotta politica nel caso in cui qualcuno venga offeso o gli viene negata la possibilità di esprimere la propria opinione, in questo caso però non è successo nulla di simile. Giovedì se ne sono andati senza alcun motivo, mentre stasera (sabato, nda) hanno preferito andare al bar piuttosto che presenziare alla seduta, svelando così il loro distorto concetto di democrazia”.

Oltre ai rapporti finanziari, non si è potuta votare nemmeno la richiesta del prestito di 9,9 milioni di kune della società Energo, né la proposta della nomina dei nuovi membri dei Comitati di quartiere, le cui elezioni sono in programma il prossimo 25 novembre. Ma, soprattutto, la messinscena di sabato rappresenta un duro colpo per il sindaco Obersnel, la cui maggioranza all’interno del parlamento cittadino sta ora lentamente iniziando a scricchiolare.

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