PLURILINGMEDIA arriva alla CI di Fiume

I partecipanti del workshop, tenutosi negli scorsi giorni negli spazi di InnovaLab dell'Ateneo locale, hanno visitato il sodalizio cittadino, dove sono stati accolti dal presidente Enea Dessardo. L'incontro ha rappresentanto una preziosa occasione per conoscere la realtà della CNI

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PLURILINGMEDIA arriva alla CI di Fiume
Foto Ivor Hreljanović

La Comunità degli Italiani di Fiume al centro del laboratorio di PLURILINGMEDIA, che ha riunito a Fiume numerosi ricercatori e accademici provenienti da tutto il mondo. Dopo la scuola di formazione tenutasi da lunedì a mercoledì presso la Facoltà di Giursisprudenza dell’Ateneo fiumano, giovedì e venerdì il programma di PLURILINGMEDIA è proseguito negli spazi di InnovaLab, nel campus universitario. In queste due giornate ha avuto luogo un workshop rivolto ad esperti della legislazione e degli standard introdotti a livello internazionale e nazionale per la tutela delle lingue delle minoranze nei media, con l’obiettivo di analizzare i processi relativi alla creazione dei quadri normativi in ambito mediatico e alla loro attuazione, ed esplorare in quale modo le dinamiche giuridiche influenzino la pluralità linguistica. PLURILINGMEDIA, parte del programma COST (Cooperazione Europea in Scienza e Tecnologia), è un network di ricercatori di tutta Europa finanziato dall’UE, la cui missione è promuovere la collaborazione nella ricerca sui media in lingua minoritaria e sulle lingue regionali.

Un momento di condivisione
Nella mattinata di ieri, 22 maggio, i partecipanti all’iniziativa hanno visitato la sede del sodalizio fiumano, dove sono stati accolti dal presidente Enea Dessardo, che ha parlato loro della realtà della CNI, della storia della minoranza italiana nel territorio e nello specifico della storia e delle attività della CI di Fiume. L’incontro ha suscitato la curiosità dei presenti e ha rappresentanto un prezioso momento di scambio e condivisione di esperienze e prospettive. “Abbiamo cercato di offrire una panoramica dell’articolato mondo della comunità nazionale italiana qui a Fiume e più in generale nel nostro territorio di insediamento storico – ha affermato Dessardo –. È stato un vero piacere poter approfondire certi aspetti della nostra storia e della nostra identità. Gli interlocutori erano molto interessati e hanno compreso quelle che sono le nostre peculiarità. Credo che sia stata una bella opportunità per la CI di Fiume mettersi a disposizione dei ricercatori e condividere tutto quello che facciamo per mantenere la lingua, la tradizione e la cultura italiana di questa città”.

Ricercatori da tutto il mondo
A prendere parte alle due giornate di workshop di PLURILINGMEDIA nel capoluogo del Quarnero sono stati 17 studiosi: Craig Willis, ricercatore presso il Centro Europeo per le Questioni delle Minoranze (ECMI) e presidente di PLURILINGMEDIA; Miren Manias-Muñoz, ricercatrice dell’Università dei Paesi Baschi; Jarmo Lainio, professore dell’Università di Stoccolma; Sergiusz Bober, ricercatore all’ECMI; Aleksandra Oszmiańska-Pagett, docente al Poznań College per le lingue moderne e presidente del Comitato di esperti (COMEX) della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie; Noémi Nagy, ricercatrice all’Istituto per Studi Etnici di Lubiana e professoressa al Dipartimento di Diritto Internazionale dell’Università nazionale per il servizio pubblico di Budapest; Balázs Kiss, professore all’Università Loránd Eötvös di Budapest; Mattia Zeba, ricercatore dell’Istituto per i diritti delle minoranze di Eurac; Vesna Crnić-Grotić, ex professoressa della Facoltà di Legge dell’ateneo fiumano e membro del COMEX della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie; Lara Sorgo, ricercatrice all’Istituto di Studi Etnici di Lubiana e vicepresidente di PLURILINGMEDIA; Laura Seben, project assistant all’ECMI; Antri Kanikli, ricercatrice dell’Università del Lancashire Centrale di Cipro; Danielle da Costa Leite Borges, ricercatrice al Centro per il pluralismo e la libertà dei media del Centro Robert Schuman dell’Istituto Universitario Europeo di Firenze; Lusine Kharatyan, ricercatrice all’Università Statale di Yerevan; Adrijana Martinović e Martina Bajčić, professoresse della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Fiume; e Elin Haf Gruffydd Jones, direttrice del Centro per gli studi avanzati gallesi e celtici dell’Università del Galles e presidente della Rete europea per l’uguaglianza linguistica (ELEN).

Nuove sfide e sensibilizzazione
“ELEN è una ONG che rappresenta più di 50 comunità linguistiche in 25 Stati europei e 185 organizzazioni – ha spiegato Elin Haf Gruffydd Jones –. La nostra rete coniuga attivismo e analisi. Pensiamo infatti che sia importante per gli attivisti avere delle buone competenze e conoscenze analitiche, ma allo stesso tempo per i ricercatori assumersi la responsabilità nei confronti delle lingue oggetto dei loro studi. Lavoriamo con diverse comunità linguistiche in tutta Europa: alcune lingue sono parlate da poche centinaia di persone e altre, come il catalano, da circa 10 milioni. Le sfide che le lingue regionali e di minoranza stanno affrontando sono numerose; è per questo che supportiamo l’acquisizione e l’uso della lingua in sfere diverse: in quella mediatica, in quella scolastica, in quella scolastica e in quella comunitaria. Stiamo assistendo ad uno spostamento verso politiche della destra, che spesso tentano di escludere le nostre lingue dalla narrazione dominante; perciò dobbiamo lavorare molto per sensibilizzare sulla tematica e cerchiamo di mettere in contatto le varie minoranze linguistiche tra loro”.

Foto Arianna Tersigni

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