Platak, dopo l’assalto arrivano le prime limitazioni

Foto: Roni Brmalj

Le targhe delle automobili rivelano che tutta la Croazia è sulla neve. Dalla Dalmazia, attraverso l’Istria alla Slavonia. Di fronte alla crisi dovuta al coronavirus  e alle rigorose misure restrittive, gli amanti dello sci hanno dovuto trovare una destinazione alternativa in casa. Ne trae vantaggio il Platak, il centro ricreativo-sportivo nell’hinterland di Fiume. In questi giorni è diventato un sostitutivo per destinazioni sciistiche europee più famose.  Migliaia di amanti della neve hanno occupato il Platak da giorni.
Vista la folla dei giorni scorsi per il Platak sono state dovute essere attuate misure restrittive per evitare la diffusione del virus. Il numero massimo di skipass giornalieri in vendita è limitato a 500, mentre il numero massimo di skipass giornalieri per l’accesso ai nastri trasportatori per sciatori e slittini è fissato a 100.
Intanto in Italia sull’apertura dello sci il 18 gennaio ci sono ancora “tante, ma tante incertezze”. Lo spiega  Valeria Ghezzi, presidente dell’Anef, associazione nazionale che riunisce i gestori funiviari. “Ipotizziamo che il protocollo di sicurezza venga approvato dal Cts in tempo utile e che il Governo confermi la data di apertura per il 18 e non la rinvii per la crescita dei contagi, si potrebbe pensare di aprire il 18 gennaio”, spiega. “Ma rimane l’incognita della mobilità tra le regioni anche nei week end – aggiunge Ghezzi – che interessa soprattutto la Valle d’Aosta, il Trentino e l’Alto Adige, dove le persone devono poter arrivare”.

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