Più diesel e meno importazioni: il nuovo corso della raffineria di Fiume

L'impianto dell'Ina a Urinj entra nella fase finale del maxi progetto di modernizzazione

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Più diesel e meno importazioni: il nuovo corso della raffineria di Fiume
La raffineria Urinj, vicino a Fiume. Foto Roni Brmalj

Ina entra in una fase decisiva del più grande investimento industriale della sua storia. La compagnia petrolifera croata ha avviato il collaudo funzionale del nuovo impianto per il trattamento dei residui pesanti e delle infrastrutture collegate nella raffineria di Fiume, ultimo passaggio tecnico prima dell’avvio operativo. Il test con fluidi di processo rappresenta la verifica finale dell’intero sistema, prima dell’ingresso in esercizio.

Dopo i test “a freddo”, in questa fase nel sistema vengono introdotti gradualmente i fluidi di processo: inizialmente mezzi ausiliari come vapore, acqua e gas combustibile, e successivamente i derivati petroliferi veri e propri. Tutto avviene sotto condizioni rigidamente controllate di pressione, temperatura e sicurezza. L’obiettivo è verificare il funzionamento delle apparecchiature in condizioni reali, la sincronizzazione dei sistemi automatici e di protezione e la stabilità del processo produttivo, riporta l’agenzia Hina.

Secondo quanto comunicato dall’Ina, questa fase di collaudo durerà alcune settimane. L’avvio del periodo di prova dell’intero impianto è previsto per il mese di marzo, seguito da un aumento graduale della capacità fino al raggiungimento della piena operatività.

Un passaggio chiave per la produzione

“Si tratta di uno dei momenti più complessi e delicati dell’intero progetto”, ha spiegato Goran Pleše, direttore operativo Raffinerie e marketing dell’Ina. “Per la prima volta introduciamo i fluidi di processo nel sistema e testiamo in condizioni reali tutte le funzioni tecnologiche e di sicurezza. La nostra priorità è procedere in modo controllato e sicuro, secondo i più alti standard industriali”.

Pleše ha aggiunto che nel corso del 2026 l’intero complesso dovrebbe operare a pieno regime, segnando un cambio strutturale per la raffinazione in Croazia.

Un investimento da 700 milioni di euro

Il progetto di ammodernamento della raffineria di Fiume, dal valore di quasi 700 milioni di euro, è il più grande investimento singolo mai realizzato dalla compagnia petrolifera croata e uno dei principali progetti industriali attualmente in corso nel Paese. L’intervento comprende la costruzione dell’impianto di trattamento dei residui pesanti, la modernizzazione delle unità esistenti, una nuova area portuale, silos di stoccaggio, un sistema di trasporto chiuso per il coke e una nuova sottostazione elettrica, la più grande della Croazia, destinata a garantire un’alimentazione stabile all’intero complesso.

Grazie a questi interventi, la raffineria di Fiume è destinata a diventare uno degli impianti tecnologicamente più avanzati della regione, con una maggiore efficienza energetica, un migliore sfruttamento del greggio e una quota più elevata di prodotti ad alto valore aggiunto.

Più diesel, meno importazioni

L’entrata in funzione del nuovo impianto consentirà all’Ina di aumentare la produzione di gasolio fino al 30 per cento, oltre a incrementare l’offerta di altri distillati di alta qualità. Questo permetterà di ridurre la dipendenza dalle importazioni di derivati, in particolare nei mesi estivi, quando la domanda cresce per effetto della stagione turistica.

Un altro aspetto strategico riguarda la sicurezza energetica. Nel processo produttivo non sarà più necessario importare olio combustibile sotto vuoto, una materia prima che sul mercato europeo proviene in gran parte dalla Russia. Un cambiamento che, sottolinea l’Ina, rafforza l’autonomia energetica della Croazia e riduce la dipendenza da fornitori esteri.

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