PGS: «Il Bilancio è cosa seria e va inteso così»

I vertici dell'Alleanza litoraneo-montana a ridosso delle prossime sessioni del Consiglio cittadino e dell'Assemblea regionale, entrambe in programma l'8 dicembre

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PGS: «Il Bilancio è cosa seria e va inteso così»
Nikola Ivaniš, Tea Mičić Badurina, Ana Trošelj e Franjo Butorac. Foto: RONI BRMALJ

Il Consiglio cittadino di Fiume e l’Assemblea regionale hanno in comune qualche consigliere, ma soprattutto l’inesistenza di una maggioranza certa. Non c’è nulla di scontato, quindi, per ciò che riguarda l’approvazione dei rispettivi Bilanci di previsione per il 2023. Se ne discuterà lo stesso giorno, l’8 dicembre, e non sarà una passeggiata per il sindaco Marko Filipović e, men che meno, per il presidente della Regione Zlatko Komadina, che chiederanno agli organi rappresentativi il sostegno per i loro documenti di programmazione finanziaria.
I vertici del PGS hanno ribadito in conferenta stampa il sostegno al Bilancio cittadino e regionale, con qualche emendamento, ma anche con l’invito a tutti i consiglieri di affrontare con la massima serietà e senso di responsabilità l’argomento. Franjo Butorac, segretario politico e consigliere PGS nell’Assemblea regionale, ha posto le cose così: “Il Bilancio è qualcosa di estremamente serio, ma l’approccio non lo è nella stessa misura. Prima che venisse posto all’odg, e in questo caso mi riferisco a quello regionale, c’è stato un dibattito pubblico, ma non ci sono state osservazioni o proposte. Al momento del voto bisogna essere responsabili. Bocciarlo significa andare a elezioni anticipate. Non è una cosa grave, anche se ha dei costi. Di grave c’è che la sospensione dell’Assemblea può bloccare dei finanziamenti che possono condizionare molte attività per diversi mesi”. Sul Bilancio regionale si sarebbe dovuto votare una decina di giorni fa, quando la sessione era stata interrotta e rinviata di due settimane in mancanza di numeri per far passare la proposta. Azione dei Giovani e Unione del Quarnero avevano annunciato di poter votare a favore a condizione che venissero creati i presupposti per istituire una commissione d’inchiesta per stabilire le responsabilità in merito al fallimento del progetto Mrtvaška. Le trattative, ha detto Butorac, sono tutt’ora in corso. Sulle posizioni dell’HDZ, un veterano della politica come Butorac non ha dubbi: “Saranno astenuti come sempre”. Rimane l’incognita Davor Štimac, Iva Rinčić e Boris Popović, i cui voti, per ora, non si sa dove andranno.

Sostegno
Ana Trošelj, vicepresidente del partito e presidente del Consiglio cittadino, ha ribadito la volontà di sostenere la proposta del sindaco Filipović, ma con alcuni emendamenti. “Abbiamo avuto diversi incontri e condividiamo quelle che sono state poste come priorità, con più stanziamenti per asili e scuole, lo sport e la nettezza urbana. Sono previsti pure mezzi aggiuntivi per le fasce sociali disagiate. Per il programma sociale è previsto un milione in più rispetto allo scorso anno. Gli emendamenti che presenteremo non sono di grande portata, se parliamo di finanze, per cui ci aspettiamo che vengano inseriti nel Bilancio. Prima del turno di ballottaggio alle scorse elezioni, avevamo accettato di sostenere il candidato Filipović ad alcune condizioni. Già lo scorso anno erano state accolte molte delle nostre proposte, soprattutto quelle relative alla ricerca delle soluzioni per i problemi negli asili”, ha detto Trošelj, a cui si sono accodati Tea Mičić Badurina e Nikola Ivaniš. Quest’ultimo è soddisfatto in quanto viene presa seriamente in considerazione la proposta di ristrutturare il Centro sportivo-ricreativo di Zamet che esiste dal 1910 e che oggi si vuole rinnovare nell’ambito dei programmi di transizione digitale ed energetica.

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