Pehlin. L’arteria principale resta un percorso a ostacoli (foto)

Nonostante i lavori siano iniziati nel 2023, la strada è ancora irregolare e piena di buche e rattoppi provvisori

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Pehlin. L’arteria principale resta un percorso a ostacoli (foto)

Sono trascorsi ormai quasi tre anni dall’avvio dei lavori sull’arteria principale che attraversa il rione di Pehlin. Tre anni – i primi interventi erano iniziati nel marco del 2023 – che, in qualsiasi contesto cittadino organizzato, rappresenterebbero un arco temporale più che sufficiente per completare un intervento infrastrutturale complesso, restituire decoro alla carreggiata e ripristinare una viabilità normale. In questo caso specifico, invece, tre anni non sono bastati nemmeno per garantire condizioni accettabili di percorrenza, e la situazione ha cominciato a farsi sempre più esasperante per chi abita o transita quotidianamente nella zona. La strada è ancora scavata, irregolare, rattoppata a macchia di leopardo, mentre alcuni tratti avrebbero già dovuto essere ultimati da tempo. L’opera principale, iniziata tre anni fa, comprende la costruzione e la ricostruzione della rete idrica e fognaria, con diverse fasi esecutive e il collegamento delle nuove condotte a quelle esistenti; la sanificazione dei collettori di trasporto e sanitari e la modernizzazione complessiva del sistema di drenaggio; e la regolazione temporanea del traffico, con chiusure parziali della strada necessarie all’esecuzione dei lavori.

I ritardi, come ha spiegato l’investitore, la municipalizzata “Vodovod i kanalizacija” (ViK), sembrano derivare dalla complessità tecnologica e logistica dell’intervento: sotto la sede stradale si trova una fitta rete di sottoservizi (gas, elettricità, telecomunicazioni), che rallenta notevolmente l’avanzamento dei lavori. Tuttavia, se la complessità tecnica può spiegare parte dei ritardi, non giustifica un’arretratezza così evidente rispetto ai tempi inizialmente previsti. Alcune tratte della strada principale, già programmate come completate mesi fa, continuano a presentare rattoppi provvisori, avvallamenti e dislivelli, rendendo la percorrenza quotidiana non solo scomoda ma potenzialmente pericolosa.

La nuova «normalità»

E mentre gli abitanti della zona cercano di adattarsi a quella che è ormai diventata per loro una nuova “normalità”, negli ultimi giorni è stato annunciato dalla ViK l’avvio di ulteriori interventi aggiuntivi: la realizzazione di una deviazione in via Blažićevo C, seguita da lavori sul ramo dell’acquedotto VO-3 (ricostruzione), VO-3b e sul collettore fognario SK-3. Questi interventi, inseriti all’interno del cantiere principale, rappresentano solo alcune delle fasi residue del progetto complessivo, che prevede un articolato miglioramento dell’infrastruttura idrico-fognaria nell’area dell’Agglomerazione di Fiume, Componente C – Sottosistema C.3 Pletenci, Hosti-Rujevica. La strada di Pehlin, che si stacca da via Vukovar e prosegue fino a Turkovo, non è un’arteria secondaria: è un collegamento strategico per la mobilità cittadina. Buche profonde, tombini disallineati, rattoppi provvisori diventati permanenti, segnaletica temporanea che sembra immutabile: percorrerla significa avanzare a velocità ridotta, zigzagando tra irregolarità e con il timore costante di danneggiare il veicolo. Anche i pedoni subiscono le conseguenze, tra marciapiedi compromessi, deviazioni continue e polvere che invade la strada in ogni fase del cantiere. Per chi vive in zona, la qualità di vita si è deteriorata e i disagi continui si sommano a un senso di impotenza e frustrazione.

L’ultima scadenza ufficiale annunciata per il completamento dei lavori principali era il 31 gennaio scorso. Siamo ormai a metà febbraio e la strada continua a presentarsi irregolare e dissestata, segno evidente che la conclusione è ancora lontana. È questo il nodo centrale: non si mette in discussione la necessità dei lavori, ma la loro gestione nel tempo. Tre anni sono già un periodo estremamente lungo; il fatto che la fine dell’intervento sembri sempre più distante alimenta la percezione di un cantiere senza fine e mette in luce un problema di coordinamento e pianificazione che rischia di erodere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Rassegnazione

Ringraziare i cittadini per la “comprensione e la pazienza” è un atto dovuto, ma quando la pazienza si prolunga per anni rischia di trasformarsi in rassegnazione. Non è più accettabile considerare i disagi come inevitabili effetti collaterali: una città moderna e dinamica dovrebbe essere capace di gestire anche cantieri complessi senza trasformare la quotidianità dei cittadini in un percorso a ostacoli. Fiume non può permettersi che una delle sue principali arterie diventi il simbolo di una pianificazione che procede per proroghe, imprevisti e ritardi annunciati ma non rispettati. Modernizzare la rete idrica e fognaria è un investimento necessario e strategico, ma altrettanto necessario è garantire tempi certi, coordinamento efficace e condizioni minime di viabilità durante i lavori, perché la qualità di una città si misura anche dal modo in cui realizza le opere pubbliche e dalla capacità di rispettare chi vive ogni giorno tra buche e cantieri interminabili.

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