Palazzo Modello. A quando il restauro?

L’imponente edificio è da tempo in balia del degrado e dell’incuria più totali

Palazzo Modello visto dalla parte del mercato

L’imponente ed elegantissimo Palazzo Modello, uno degli edifici più rappresentativi di Fiume, versa da tempo in condizioni alquanto deprecabili, nei suoi spazi interni, ma ancor di più per quanto riguarda la facciata, le finestre e gli infissi.
L’insistenza della direzione della Comunità degli Italiani, uno degli “inquilini” dello stabile, ha fatto sì che negli ultimi due mesi venisse finalmente restaurato il massiccio portone d’ingresso, che ora, a intervento concluso, appare davvero stupendo e lascia intendere come si presenterebbe l’intero palazzo nel caso in cui chi di dovere si decidesse finalmente a una completa ristrutturazione. Per la quale, a quanto sembra, si dovranno attendere tempi migliori. Intanto, ad approvare l’opera di rinnovo del portone è stata la Città di Fiume, proprietaria di maggioranza dell’edificio. I lavori sono stati eseguiti dall’azienda di falegnameria “Zečević” di Viškovo e supervisionati dall’Ufficio per il restauro e la conservazione del patrimonio culturale essendo Palazzo Modello bene culturale della Repubblica di Croazia.

Anche la scalinata necessita di ristrutturazione

Essendo la municipalità proprietaria di maggioranza dello stabile, è quest’ultima a dover dare l’ok per tutti gli interventi previsti ed eventualmente richiesti, come ad esempio quelli inoltrati dal sodalizio e che non riguardano soltanto il portone. In collaborazione con l’amministratore del condominio, l’azienda di manutenzione Rumat, prossimamente verrà pertanto sostituito il citofono e in parte l’impianto elettrico e d’illuminazione del pianterreno. La procedura relativa al citofono, ci ha confermato Melita Sciucca, presidente della CI, è in dirittura d’arrivo. Il pezzo esterno, cioè la mascherina e le componenti che sono in ottone su raccomandazione dei conservatori, sono state ordinate in Italia e dovrebbero arrivare questa settimana. Interpellata al riguardo, la Città ci ha confermato mediante comunicato che altri interventi urgenti “verranno realizzati in base alle priorità stabilite in precedenza”, senza però specificare la natura dei lavori e i tempi di svolgimento.
Infissi pericolanti e scalinata da rinnovare

Gli infissi del palazzo sono talmente marci che reggono a malapena i vetri

Come avevamo già scritto in vari frangenti, la sede della Comunità degli Italiani, con il suo splendido Salone delle Feste, fu in parte ristrutturata in passato grazie ai fondi stanziati dal Governo italiano. Tutto il palazzo versa però in uno stato deprecabile e lo si vede a occhio nudo. Basta osservare la scalinata interna e i numerosi vani, per non parlare delle (un tempo) splendide stuccature esterne, che necessitano di un pronto restauro.
Piuttosto critica anche la situazione nello splendido Salone delle Feste, soprattutto il versante che s’affaccia al Mercato cittadino, i cui infissi sono marci e pertanto pericolanti. Il legno è talmente rovinato che regge a malapena i vetri. Rovinate dal tempo anche le colonne dei balconcini, sulle quali sono visibili numerose crepe, per cui esiste la reale possibilità che si stacchi qualche pezzo. Melita Sciucca ci ha reso noto che gli operai della Rumat hanno effettuato nei giorni scorsi determinate misurazioni degli infissi e delle porte dei balconcini, nonché di tutte le finestre sulla facciata meridionale, per cui si spera che i lavori di rinnovo di almeno quelli possano iniziare in tempi brevi. Sarà compito della Rumat inviare la sua offerta al proprietario di maggioranza, appunto la Città di Fiume, che valuterà il da farsi.
Stabile imponente

Splendidi dettagli architettonici

Per il resto dell’edificio, si è ancora in alto mare con gli accordi, ma si auspica venga presto individuata una concreta soluzione, per la quale devono dare disco verde anche gli altri proprietari, da ricercare tra determinati inquilini del palazzo. Palazzo Modello accoglie oggi la Biblioteca civica e la direzione della stessa – fino a quando questa non verrà trasferita nel costruendo polo artistico del Benčić, poi si vedrà –, la dirigenza del TNC “Ivan de Zajc” come pure la Comunità degli Italiani e gli uffici dell’Unione Italiana. Il progetto di costruzione porta la firma dei famosi architetti viennesi Fellner e Helmer, che trassero ispirazione dai tetti francesi a mansarda e combinarono stilisticamente i palazzi del Rinascimento e del tardo Barocco. Il loro essere viennesi li convinse a ricalcare l’architettura tipica dello Ring dell’allora metropoli austroungarica. L’edificio fu eretto tra il 1883 e il 1885 sulla piazzola in cui prima sorgeva il Teatro Adamich, come ricordato con una targa commemorativa del 1897 posta sulla facciata per volere del nipote di Adamich, nonché sindaco di Fiume, Giovanni Ciotta.
Originariamente, l’edificio ospitava la Cassa di Risparmio di Fiume e il Casinò Patriottico, corrispondente in realtà all’Associazione di amicizia ungaro-fiumana, specie d’istituzione culturale molto diffusa nel XIX secolo.
Facciate sfarzose
Gli architetti cercarono di creare un palazzo dalle facciate sfarzose, specialmente quella orientata verso il Teatro e i padiglioni del mercato. Le sculture della facciata sono opera dell’artista fiumano Ignazio Doneghani, mentre le ricche decorazioni in ferro battuto appartengono a Matija Dumčić. Ingenti somme furono investite per arredare gli interni, a partire dalla scala o la bottega del caffè fino alla trattoria, con ogni separé recante elementi orientali in stile turco, arabo, persiano e così via. Nel dopoguerra, e precisamente l’11 novembre 1946, l’allora Circolo italiano di cultura di Fiume (l’odierna Comunità degli Italiani) s’insediò ufficialmente al secondo e terzo piano di Palazzo Modello rimanendo affittuario fino ai giorni nostri in uno degli ambienti più decorosi e rappresentativi della città.

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