Ospedale per la mamma e il bambino: innovazione e alta qualità

Il mega-investimento da 158 milioni di euro ha trasformato la struttura di Sušak in un centro d’eccellenza, con nuove risorse per il personale e migliori cure per i pazienti

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Ospedale per la mamma e il bambino: innovazione e alta qualità
La TAC da 3 Tesla

Poco più di un anno dopo l’inizio delle attività, il nuovo ospedale per la donna e il bambino del CCO di Sušak ha aperto le sue porte ai rappresentanti dei media, offrendo una rara occasione per vedere dall’interno i modernissimi spazi clinici.

La visita è iniziata al pianterreno, dove il direttore del CCO di Fiume, Alen Ružić, ha accolto i giornalisti illustrando l’importanza di questo progetto storico, ricordando come oggi il nuovo ospedale di Sušak rappresenti un centro d’eccellenza in grado di rispondere a una vasta gamma di esigenze sanitarie ai massimi livelli di professionalità e tecnologia.
Una struttura moderna, paragonabile senza ombra di dubbio ai migliori ospedali universitari europei dello stesso tipo. Il progetto è stato reso possibile grazie al finanziamento del Governo della Repubblica di Croazia, che ha investito circa 158 milioni di euro. Un investimento significativo che oggi si traduce in migliori condizioni di lavoro per il personale sanitario e, soprattutto, in cure ancora più sicure e avanzate per i pazienti.
“Siamo orgogliosi di quanto realizzato – ha dichiarato Ružić – e ogni giorno i risultati positivi, le buone risposte terapeutiche e i ringraziamenti dei pazienti ci danno la motivazione per continuare a crescere”.

Il nuovo laboratorio è attrezzatissimo

Un anno fa il trasferimento
Ružić ha ricordato che poco più di un anno fa, il 3 aprile, è avvenuto il trasferimento dal vecchio ospedale per bambini di Cantrida: “Il 3 aprile 2025 abbiamo simbolicamente celebrato il giorno in cui, esattamente un anno prima, con il supporto dei veicoli sanitari, della polizia e il grande aiuto dell’Armada, abbiamo trasferito tutti i pazienti dalla sede di Cantrida e dalla Clinica di Ginecologia e Ostetricia, precedentemente situata a Fiume.
Già allora erano garantiti tutti i requisiti per un’assistenza medica sicura e completa: il primo giorno di attività nella nuova struttura sono nati i primi due bambini, e il Centro clinico-ospedaliero di Fiume ha potuto continuare lo sviluppo di tutte le sue aree di attività nella nuova sede. Durante il primo anno sono nati ben 44 bambini in più rispetto all’anno precedente, l’equivalente di quasi due classi scolastiche.
Ružić ha inoltre sottolineato che, con il trasferimento nella nuova sede, è stato possibile rafforzare il personale con l’arrivo di giovani specialisti in diverse discipline, inclusi esperti in genetica medica e infettivologia pediatrica, figure nuove per la Croazia.
Accanto ai reparti principali sono stati attivati anche servizi complementari fondamentali per l’assistenza pediatrica, come otorinolaringoiatria, oftalmologia e odontoiatria pediatrica, con l’obiettivo di garantire cure d’eccellenza.
Abbiamo appreso che sono stati recentemente aperti e progressivamente attivati diversi reparti e servizi presso la struttura ospedaliera.
Tra questi, il Laboratorio centrale dell’istituto Clinico di Diagnostica di Laboratorio, l’istituto Clinico di Medicina Trasfusionale, che include nuovi spazi dedicati ai donatori di sangue, l’istituto Clinico di Microbiologia, e l’istituto Clinico di Patologia e Citologia, che è già operativo con una vasta gamma di servizi.

Uno scorcio del nuovo laboratorio

Migliorati tutti i reparti
Inoltre, investimenti significativi hanno portato a miglioramenti anche nel Dipartimento di Radiologia diagnostica e interventistica, offrendo condizioni eccellenti sia per il lavoro degli operatori che per la diagnostica avanzata per i pazienti. Oltre agli ecografi e alle sale radiologiche digitali, già attive dal primo giorno, sono ora in funzione un apparecchio TAC di ultima generazione e una risonanza magnetica da 3 Tesla (3T). Questo avanzamento tecnologico rappresenta un passo fondamentale per garantire diagnosi moderne, sicure e rapide, con particolare attenzione a bambini e donne in gravidanza.
Damir Miletić, responsabile del Reparto di Radiologia, ha spiegato: “Il numero di esami che effettuiamo è aumentato e accelerato, e le liste d’attesa si stanno gradualmente riducendo. Il dispositivo TAC di ultima generazione consente un flusso più rapido dei pazienti, riducendo la dose di radiazioni e la quantità di mezzo di contrasto, con un beneficio importante per la funzionalità renale. È talmente veloce che ogni paziente riesce a sostenere l’esame. Essendo situato nell’Ospedale per la donna e il bambino, è a disposizione dei più piccoli, ma anche delle urgenze ginecologiche, delle donne nel post-parto e per le indicazioni cardio-vascolari. La velocità della scansione è tale che qualsiasi esame si completa in pochi secondi, mentre prima richiedeva molto più tempo”.

Damir Miletić

Citologia, tutti nello stesso luogo
Dopo aver visitato la TAC da 1,5 Tesla, ci siamo spostati al piano superiore, dove ci ha colpito la vista del “mostro” da 3 Tesla, il doppio più veloce e più dettagliato. Tuttavia, come ci ha spiegato Miletić, non è adatto a tutti: chi ha corpi metallici, come impianti dentali o simili, viene indirizzato alla risonanza da 1,5 Tesla. Miletić ha anche sottolineato che grazie a questi macchinari le liste d’attesa si stanno progressivamente riducendo e presto non ci saranno quasi più tempi di attesa.
Successivamente, ci siamo recati all’Istituto Clinico di Patologia e Citologia, dove siamo stati accolti dalla dottoressa Danijela Vrdoljak-Mozetič, vicedirettrice del reparto. La dottoressa ha spiegato: “Per la prima volta, tutta la citologia è concentrata in un unico luogo, e presto si unirà anche la patologia. I nostri giovani medici sono specializzati sia in patologia che in citologia. Questo rappresenta il futuro: condividiamo nuove attrezzature, nuovi spazi, nuove metodologie ed è molto più semplice anche per i tecnici di laboratorio, che possono apprendere più velocemente le competenze necessarie. Siamo felici e soddisfatti, e naturalmente ciò è positivo anche per i pazienti e per la qualità delle cure”.
L’Istituto ha subito un grande rinnovamento: citologia ginecologica e generale sono state trasferite in nuovi spazi, dotati delle più moderne attrezzature, tra cui microscopi avanzati, videomicroscopi e scanner digitali. È stato inoltre aperto un ambulatorio di citologia per biopsie, tamponi e analisi urinarie, ed è stato introdotto un laboratorio di citologia liquida e tipizzazione HPV con la tecnologia SurePath BD. È stato potenziato anche il laboratorio di diagnostica molecolare.
Tutti gli ambulatori ginecologici di Fiume e della regione, insieme alla Clinica di Ginecologia e Ostetricia del CCO di Fiume, hanno adottato il nuovo Papa-test in fase liquida, conforme agli standard mondiali più avanzati per la prevenzione del tumore del collo dell’utero.

Danijela Vrdoljak-Mozetič

Laboratorio, motivo d’orgoglio
Infine, siamo saliti al quinto piano, dove abbiamo avuto l’opportunità di ammirare l’immensità e la modernità del nuovo laboratorio, guidati dalla professoressa Lidija Bilić-Zulle, direttrice del reparto di diagnostica di laboratorio. Il laboratorio, trasferito al quinto piano, è stato completamente riorganizzato e sistematizzato come un grande centro da cui dipendono anche Gospić, Karlovac e Pola. Forse uno dei laboratori più moderni della Croazia, serve una popolazione di circa 600 mila abitanti ed è oggi motivo di orgoglio anche a livello internazionale, con visitatori da ospedali di Paesi più ricchi che vengono a imparare da questo modello.
Nel laboratorio possono essere elaborati fino a 1500 campioni al giorno, con referti pronti al massimo il giorno successivo. Abbiamo assistito al processo di ricezione dei campioni, che arrivano tramite posta o corrieri, e abbiamo osservato il sistema di trasporto interno tramite tubi pneumatici, che consente di spostare i campioni in pochi secondi da un reparto all’altro. Questa tecnologia, ancora rara in Croazia, è presente a Fiume.
La parte interna del laboratorio è altamente tecnologica e complessa, con automazione completa delle operazioni, un lavoro impressionante. “Una catena è forte quanto il suo anello più debole,” ha concluso la professoressa Bilić-Zulle, sottolineando come il reparto punti sempre sulla qualità e sul continuo miglioramento.

Lidija Bilić-Zulle mostra il funzionamento dell’impianto di posta pneumatica

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