Odonimi storici a Fiume.
Emozione, gioia, importanza…

Le reazioni all'installazione delle insegne nel capoluogo quarnerino

Un'insegna con gli odonimi storici nel centro di Fiume. Foto Željko Jerneić

Dopo l’installazione delle tanto attese tabelle con gli odonimi storici di Fiume, abbiamo voluto sentire il parere di importanti esponenti della CNI e non solo, per capire il loro pensiero su questa importante iniziativa.

Palminteri: «Un successo europeo»
“Sono felicissimo che le insegne siano state svelate in tempo per la Settimana della Cultura fiumana – ha ribadito Paolo Palminteri, Console generale d’Italia a Fiume -. A pochi giorni dal voto per le elezioni del Parlamento europeo mi preme sottolineare come questo rappresenti un successo da considerare come europeo. Le insegne? Secondo il mio modesto parere sono state realizzate in una maniera elegante. Dal punto di vista grafico ho apprezzato soprattutto la soluzione adottata”.

Radin: «Valenza emotiva molto importante»
Il ripristino dell’italiano a Fiume, dove manca dal 1954, assume una valenza emotivamente molto importante – ha dichiarato il vicepresidente del Sabor e deputato CNI, Furio Radin -. E’ stato atteso a lungo e l’augurio è che anche in futuro riceva la rilevanza che merita. Voglio ringraziare la CI di Fiume per essersi impegnata in questa battaglia. Non posso non sottolineare le parole del sindaco Obersnel, il quale ha voluto rilevare che non si tratta dell’introduzione ufficiale del bilinguismo. Ma di ciò ci occuperemo in futuro”.

Tremul: «Riconoscimento dell’identità plurale»
“L’Unione Italiana e io personalmente sono anni che andiamo sostenendo la necessità di ripristinare la toponomastica originale – ha dichiarato Maurizio Tremul, presidente dell’UI -. Questa dovrebbe essere fatta regolarmente su tutto il nostro territorio d’insediamento storico. Spero che il progetto vada avanti valorizzando la presenza autoctona della CNI. È un momento importante non solamente per i connazionali, ma per tutto il Paese perché saper riconoscere l’identità plurale, come nel caso di Fiume, è un dato di fatto estremamente importante”.

Micich: «Una grande gioia»
“È una grande gioia vedere il progetto realizzato e che ha visto compartecipe la nostra Società. Questo è il risultato del dialogo che da anni la nostra Società, gli esuli fiumani, attraverso l’Associazione Libero Comune di Fiume in esilio, portano avanti con la Città – ha sottolineato Marino Micich, segretario della Società di Studi Fiumani a Roma -. D’altra parte, è stato altresì importante il coinvolgimento del sindaco Obersnel, il quale un anno e mezzo fa aveva fatto visita all’Archivio-Museo Storico di Fiume a Roma preannunciando l’idea delle tabelle bilingui a Fiume”.

Corva: «Avanti così»
“Mi auguro che questo sia soltanto il primo passo. Spero inoltre che d’ora in avanti anche altri aspetti riguardanti la Comunità Nazionale Italiana verranno gestiti con la massima sensibilità e il massimo rispetto per quello che rappresenta la presenza italiana qui a Fiume – ha ribadito Marin Corva, presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana -. È stata la CI locale a portare avanti tutto il progetto e anche noi, come Unione Italiana, non possiamo che ringraziarli per la collocazione di queste insegne”.

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