Obersnel: «Confido in un 2021 migliore»

Intervista di fine anno al sindaco di Fiume, Vojko Obersnel, che si prepara a cedere il timone al suo successore

“Questa volta ai miei migliori auguri allego la raccomandazione di trascorrere le feste in casa, con la famiglia, possibilmente ristretta, restando sani e aspettando tempi migliori per festeggiare com’eravamo abituati. Sinceramente, mai come in quest’occasione spero che l’anno prossimo sia migliore di quello che ci stiamo lasciando alle spalle. Non è soltanto una frase di circostanza”. Queste sono le parole con cui ci siamo lasciati con il sindaco di Fiume, Vojko Obersnel, al termine del colloquio a cui si è prestato, come da tradizione, per fare un bilancio dell’anno che sta per terminare.
Nella veste di primo cittadino, questa è l’ultima intervista che ci ha rilasciato assieme ai messaggi augurali, visto che dopo oltre vent’anni ha deciso definitivamente di cedere il posto a qualcun altro. Alle elezioni amministrative del prossimo 16 maggio, infatti, in rappresentanza del Partito socialdemocratico e dei partner di coalizione, il candidato sindaco sarà l’attuale vice, Marko Filipović. L’ultimo anno di mandato sarebbe dovuto essere, senza esagerare, trionfale, sia per Obersnel che per la città. Dopo aver indossato con orgoglio le vesti di Capitale europea della Cultura 2020, il primo giorno di febbraio, Fiume ha avuto pochissimo tempo, meno di un mese, per respirare a pieni polmoni un’avventura irripetibile. Tolte le maschere di Carnevale ci siamo dovuti abituare in fretta alle mascherine, che nemmeno ora possiamo togliere. La pandemia di Covid-19 ha ridimensionato quello che sarebbe dovuto essere un evento epocale per Fiume e i suoi cittadini.
“Ricorderemo il 2020 per il suo inizio, quando la nostra città si stava apprestando ad acquisire visibilità internazionale, con un’inaugurazione spettacolare di Fiume CEC, in un’atmosfera straordinaria condivisa da tantissima gente. Tutto sembrava perfetto, idilliaco. C’era il tutto esaurito per quanto riguarda le capacità ricettive, praticamente per tutto l’anno. Sono molti i concittadini che in questo senso si sono voluti cimentare contribuendo all’offerta turistica. Purtroppo, è arrivata la pandemia, in tutto il mondo, a compromettere tutto. Dopo l’entusiasmo iniziale… lo shock, seguito a ruota dalla delusione. Ci si è dovuti adattare alle nuove circostanze e a condizioni di vita inedite”, così il sindaco uscente ha riassunto quello che è il suo attuale stato d’animo, condiviso, probabilmente, da molti cittadini di Fiume.

 

Vantaggi e svantaggi
Sono venuti a mancare i grandi eventi, i bagni di folla, ma la Capitale europea della Cultura non ci lascerà soltanto macerie, bensì anche tanti bei ricordi e contenuti che resteranno qui per sempre, al servizio dei cittadini e dei turisti. “Nonostante ci siano stati dei ritardi, non grandissimi, dovuti anche alla pandemia, gran parte dei progetti è stata realizzata secondo i piani. In un modo o nell’altro, ve ne sono stati oltre 300, tra cui contenuti che saranno utilizzati negli anni a venire, a partire dal complesso Benčić e dallo stabile dell’Exportdrvo in Delta, che si è rivelato come uno straordinario spazio non soltanto espositivo ma, direi, anche multifunzionale. Non c’è stato l’effetto che avevamo auspicato – ha aggiunto il sindaco –, ovvero l’arrivo di gente da ogni parte del mondo a dare ulteriore visibilità alla nostra città. Ci rendiamo conto che a causa della pandemia sono stati rinviati gli Europei di calcio, le Olimpiadi e tante altre manifestazioni. Anche se molti dei programmi culturali sono andati in porto, a seguirli è stato un pubblico limitato. La cosa buona è che al settore culturale resteranno delle infrastrutture importanti, tre musei, l’Export, tra breve la Casa dell’infanzia e l’anno prossimo la Biblioteca civica, interventi con cui sono state rivalutate vaste aree abbandonate. In qualche modo, avremo un prolungamento del Corso. Entro due anni quella zona della città diventerà molto interessante”.

Fiume manterrà lo status di Capitale europea della Cultura per qualche mese in più del previsto, ma anche il 2021, almeno all’inizio, non sarà molto diverso da quello che stiamo vivendo oggi. Che anno sarà per la città?

Progetti ad ampio raggio
“Nel 2021, ma anche negli anni successivi, si continuerà a realizzare progetti per i quali siamo riusciti a ottenere intorno ai 300 milioni di euro dai Fondi europei. Sono progetti che non riguardano soltanto la Città, ma anche gli enti di cui è fondatrice e le aziende municipalizzate. Mi auguro che con l’approvazione del prossimo Bilancio dell’Unione europea si aprano nuovi concorsi per i sette anni successivi. Sarà importante disporre di progetti pronti per poter accedere ai fondi. Nonostante le incertezze dovute all’emergenza sanitaria, che hanno inciso notevolmente sul Bilancio cittadino di quest’anno, quello per il 2021 sarà di 1 miliardo di kune superiore. Si porteranno a termine i progetti iniziati e ne verranno avviati altri, come l’incubatore imprenditoriale per il settore IT negli spazi dell’ex Cartiera da cui veniva erogata l’energia per il complesso industriale. Per il resto, abbiamo assicurato risorse sufficienti per far funzionare segmenti importanti come gli asili e l’istruzione, ma anche l’assistenza sociale, per la quale abbiamo previsto mezzi aggiuntivi, prevedendo che ce ne sarà bisogno”.

«Mi vaccinerò quando sarà il mio turno»
Prima di approdare alla politica attiva, come membro della Giunta guidata dall’allora sindaco di Fiume, Slavko Linić, di cui ha preso il posto nel 2000, Obersnel ha avuto un percorso formativo che l’avrebbe dovuto portare a occuparsi di scienze naturali e di medicina genetica. Ha le idee più chiare rispetto alle nostre e a quelle di noi comuni mortali, tempestati quotidianamente da indicazioni, raccomandazioni, imposizioni, divieti e decisioni contraddittorie? “La mia percezione è che sia molto difficile avere delle certezze in merito a questo virus e al modo con cui si diffonde. È difficile fare dei pronostici. Si tratta della prima pandemia di queste proporzioni dopo l’influenza spagnola, con conseguenze devastanti. Temo che in molti campi, dalla politica alla medicina, fino al mondo della scienza, regni una sorta di autocompiacimento che disorienta la gente. Ricordiamo tutti quanto sia stato apprezzato, nella prima fase della pandemia, il modello svedese che successivamente si è rivelato disastroso. Dall’altra parte vi sono stati Paesi con misure molto rigorose, con il lockdown integrale, ma senza che siano stati raggiunti dei risultati. C’è chi ha adottato modelli con poche restrizioni e che ne sono usciti discretamente. Occorre restare cauti e, nell’attesa, evitare troppi contatti. Poi ci si vaccinerà e lo farò anch’io, quando sarà il mio turno”.

«Elezioni? Non mi aspetto sorprese»
Di elezioni Obersnel ne ha vinte, sia con il voto del Consiglio cittadino che, successivamente, con quello popolare, diretto. Cosa ci si può aspettare? La maggioranza nel Consiglio attualmente non è come vent’anni fa, quand’era molto più compatta. Andranno più voti alle forze politiche ideologicamente più vicine alla socialdemocrazia oppure si teme che vadano all’opposizione con le destre? Obersnel avrà un ruolo attivo? Come se la caverà l’erede designato Marko Filipović? Sono le domande che abbiamo posto in blocco al primo cittadino: “Avevo annunciato che questo sarebbe stato il mio ultimo mandato e credo di essere conosciuto come uno che non cambia parere. Credo che 21 anni siano davvero tanti. Naturalmente, mi interessa eccome in quale direzione andrà la città in futuro. Cambia la scena politica in Croazia e cambia anche a Fiume. Sono nate nuove forze politiche, a destra e a sinistra. Ognuno combatte per un posto al sole, cosa del tutto legittima. Personalmente, non mi aspetto grandi sconvolgimenti a Fiume e sono certo che Marko Filipović sarà il prossimo sindaco e che il Partito socialdemocratico manterrà un ruolo importante nel Consiglio cittadino. Non potrà gestire la Città da solo, ma saranno necessari degli accordi basati sui programmi e su ciò che consentirà una vita migliore per i fiumani negli anni a venire. Per quanto riguarda il mio ruolo personale nella campagna, sinceramente, non ci ho pensato. Se dovesse servire il mio aiuto, non lo negherò”.

Da pacato a intransigente
Vent’anni sono tanti, un periodo in cui cambiano molte cose, anche il nostro atteggiamento. Da sindaco pacato e garbato, quello del primo mandato, è diventato molto più intransigente, entrando in conflitto aperto con politici e giornalisti, dobbiamo dire, non sempre con stile. “Benché io sia da tanto tempo in politica – ha risposto sorridendo Obersnel alle nostre constatazioni –, sono un umano, che ha giornate sì e giornate no. Naturalmente, quando sei costantemente esposto alle critiche, ne puoi risentire. Ciò lascia traccia e può provocare delle reazioni sconvenienti. Il mio carattere mi porta a reagire velocemente e in modo veemente, senza considerare le possibili conseguenze. Non è il massimo per uno che ricopre un ruolo come il mio, ma questo è il mio modo di essere. Gli anni di servizio e quelli anagrafici non hanno giovato”.

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