Museo della Farmacia: una storia tutta fiumana

L’ente museale di Calle dei Canapini in Cittavecchia ha ampliato di recente la sua collezione e allargato di ulteriori 90 metri quadrati gli spazi espositivi per essere più presente nel tessuto urbano

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Museo della Farmacia: una storia tutta fiumana
Il responsabile Marin Pintur e l’arredo della vecchia farmacia di Sušak

Il Museo della Farmacia di Fiume ha ampliato recentemente la propria collezione, esteso gli spazi espositivi nei vani annessi e trasferito l’ingresso dell’ente in Calle dei Canapini, nel cuore della Cittavecchia, rendendolo così più visibile ai numerosi visitatori. Inaugurato nell’ottobre del 2020, l’ente museale è nato per rendere omaggio al ricco patrimonio farmaceutico della città, legato tanto al passato quanto al presente. L’allestimento permanente, come abbiamo già scritto più volte, è frutto di un’idea di Ivo Usmiani, fondatore e oggi presidente del Consiglio d’amministrazione della casa farmaceutica fiumana “Jadran galenski laboratorij” (JGL), eccellenza riconosciuta a livello internazionale. Il progetto è stato reso possibile grazie all’impegno e alla collaborazione della Città di Fiume e del Museo civico. Nel corso degli anni, Usmiani ha raccolto una notevole collezione di oggetti di grande valore, che non ha potuto esporre per insufficienza di spazio. È nata così l’idea di realizzare un museo nel quale presentare a un pubblico più vasto i reperti raccolti, raccontando al contempo la storia della farmaceutica in generale, con una sezione dedicata al capoluogo quarnerino. La missione dell’azienda farmaceutica era quella di porre l’accento sull’importanza della produzione di medicinali, dagli albori fino ai giorni nostri, quale simbolo dell’identità storico-culturale, economica e spirituale della città e della Regione litoraneo-montana.

Ricettari delle farmacie fiumane
La sezione dedicata al laboratorio Alga

 

Ci sono voluti trent’anni di ricerche per raccogliere una collezione di questa portata, che oggi racconta il ricco patrimonio della farmaceutica nazionale e locale, non inferiore a quello mondiale. A impreziosire ulteriormente il percorso, contribuisce anche la raccolta libraria privata del dottor Vladimir Grdinić, autorità nel campo della storia della farmaceutica.
La parte centrale del museo è costituita senza dubbio dai reperti a grandezza naturale che dominano gli spazi espositivi. Grazie all’azienda “Ljekarna Jadran”, è stato possibile recuperare il mobilio appartenente alla farmacia-laboratorio di via Krešimir, antistante la Stazione ferroviaria, che ha cessato l’attività proprio nel 2020. L’antico arredamento è stato smontato con estrema cura e oggi le alte, possenti e massicce vetrine ospitano, disposti con grande attenzione, contenitori in vetro, ceramica e terracotta recanti ancora i nomi dei medicinali e delle erbe che vi venivano conservati. Un’altra struttura di questo tipo era stata recuperata una decina di anni fa dallo stesso Usmiani. Si tratta dell’arredamento della farmacia di Comisa (Komiža), sull’isola di Lissa (Vis), appartenuta a Eneo Forempoher, che aveva svolto il tirocinio presso il noto farmacista fiumano Giovanni Prodam. Il mobilio rischiava non solo di essere smantellato, ma di scomparire per sempre. Dopo essere stato esposto per anni all’interno del museo, è stato trasferito nell’atrio della sede della JGL per fare spazio ai nuovi reperti e alle ultime acquisizioni.

Alcuni degli oggetti esposti nel Museo della Farmacia

La vecchia farmacia di Sušak
Di recente, il Museo della Farmacia in Cittavecchia a Fiume ha inaugurato un importante ampliamento della propria esposizione permanente, aggiungendo 90 metri quadrati di nuovi spazi espositivi. Il nuovo percorso coniuga reperti storici, contenuti multimediali ed elementi interattivi per raccontare la complessa evoluzione della scienza farmaceutica: un viaggio affascinante che parte dai preparati tradizionali per giungere fino alle più moderne conquiste dell’industria farmaceutica contemporanea. Accanto alla ricca collezione di oggetti d’epoca, la mostra rende omaggio ai personaggi, alle intuizioni e alle scoperte scientifiche che hanno segnato la storia della professione nel corso dei secoli.
L’elemento centrale della nuova sezione è la storica farmacia “K Srcu Isusovom” (“Al Cuore di Gesù”), risalente al 1905 e originariamente attiva a Sušak. Dopo un accurato intervento di restauro, la struttura è stata collocata all’interno del museo grazie al Museo di Marineria e Storia del Litorale croato, che l’ha concessa in prestito. “I nuovi contenuti comprendono postazioni interattive e giochi educativi, ideati per avvicinare il mondo della farmacia sia al pubblico adulto sia ai visitatori più giovani”, ha spiegato Marin Pintur, responsabile del museo. “Desideriamo rivolgere un ringraziamento particolare al Museo di Marineria e Storia del Litorale croato per la preziosa collaborazione e per averci concesso in prestito la farmacia storica di Sušak, un’opera che arricchisce notevolmente la nostra offerta culturale”.

Il mobilio dell’ex farmacia che operava di fronte alla Stazione ferroviaria

Il centenario dell’Alga
Un’altra sezione dedicata all’industria farmaceutica è l’esposizione riservata al Laboratorio farmaceutico-cosmetico Alga, azienda attiva a Fiume e Sušak nel periodo tra le due guerre mondiali, ricordata da molti per i prodotti Alga, utilissima per massaggi, Energin, indicato per rigenerare il sangue, il sistema nervoso, l’appetito e l’organismo in generale, la pomata Vema, volta a favorire una rapida guarigione delle ferite e le barrette Vale, destinate alla cura delle vie respiratorie. Ed è proprio nei giorni scorsi, come ci ha detto il responsabile Pintur, che ricorreva il centenario della registrazione del laboratorio Alga, ufficialmente notificato il 24 luglio 1926 a seguito dell’autorizzazione rilasciata dall’allora Ministero della Sanità pubblica di Belgrado.

 

Il barattolo in ceramica del XVI secolo
Strumenti da farmacia

 

 

 

 

 

Dal passato al presente
Il Museo della Farmacia è suddiviso in sezioni che raccontano la storia della scienza farmaceutica in Croazia e quella di Fiume e Sušak, quando erano due città distinte. Il percorso illustra l’evoluzione dall’erboristeria alla farmaceutica moderna, presenta i laboratori di un tempo con tutti gli strumenti necessari alla preparazione manuale dei medicinali e propone un angolo ludico dedicato ai bambini, dove è possibile assemblare puzzle, partecipare a quiz e cimentarsi in un gioco del memory. Sono esposti, inoltre, numerosi barattoli in ceramica da farmacia con le diciture in latino dei vari ingredienti, tra cui uno antichissimo risalente al XVI secolo, farmaci prodotti a Fiume e Sušak e quelli più moderni realizzati dalla JGL, oltre a una ricca documentazione composta da ricette e registri medicinali. Il tutto è valorizzato da un’illuminazione composta da lampade assemblate a richiamare la struttura molecolare dei farmaci. Due sono le vere chicche della collezione: il ritratto di Leo Sternbach, ebreo nato ad Abbazia e inventore del Valium, e il busto di Antonio Grossich, il medico che nel 1908 introdusse la tintura di iodio come metodo di sterilizzazione rapida per uso esterno (nato a Draguccio nel 1849 e morto a Fiume nel 1926, nda.), insieme ad alcune delle sue ricette mediche.
Il Museo della Farmacia partecipa attivamente anche alla Notte dei musei con vari laboratori e, in collaborazione con l’Ente turistico cittadino, è incluso nel pacchetto della Winter Pass. Durante l’anno scolastico viene visitato regolarmente da numerose scolaresche delle scuole elementari e medie superiori. “È interessante notare – ci ha spiegato infine Marin Pintur – che tra gli alunni delle scuole medie superiori che ci visitano, non ci sono soltanto futuri infermieri e farmacisti che frequentano gli istituti scolastici di riferimento, ma anche classi provenienti dagli istituti economici, edili, dai ginnasi e persino dagli indirizzi metalmeccanici”.

Un laboratorio farmaceutico d’altri tempi

Il museo nasce con l’obiettivo di essere un punto di riferimento vivo per la comunità locale, un luogo dinamico d’incontro, apprendimento e intrattenimento rivolto soprattutto alle giovani generazioni. Al tempo stesso, intende promuovere la cultura della salute e il ruolo centrale della farmacia, fondata su una dimensione universale che ricorda a tutti l’importanza di questa professione.

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